Barcellona – Partiamo da Istanbul. Con alcune considerazioni. La ricreazione è finita dov’era cominciata. A Shanghai. Il prof. Sèbastian Vettel, giovanissimo docente in scienze di campione del mondo, è risalito in cattedra per un’altra delle sue magistrali lezioni. La terza in quattro gare. Alla lezione come assistente incaricato ha preso parte Mark Webber. I due hanno regalato alla Red Bull la prima doppietta della stagione. Non accadeva da Brasile 2010. Era il 7 novembre. La ricreazione è finita.
Oltre la ricreazione è finito qualcos’altro? Se guardiamo Fernando Alonso sul podio siamo tentati a considerare questa presenza come “qualcos’altro”. Dipende dalle valutazioni che si vogliono fare. E’ l’inizio della rinascita annunciata ad Istambul? No. E’ un caso fortunato scaturito da una serie di eventi che hanno agevolato lo spagnolo fino a spingerlo sul terzo gradino del podio. Eventi tutti legati alla seguenza ossessiva del cambio gomme (chi ha pensato di farne tre ha pagato nel finale come Button) che non si sono concretizzati nel secondo posto, al quale fino a sei giri dalla conclusione lo spagnolo poteva puntare, proprio perché la conquista non è nata nella sala parto della rinascita.
La Ferrari è ancora troppo lontana dalla Red Bull delle meraviglie. Potremo definirla rinascita quando sarà almeno alla pari della creatura di Adrian Newey. In Turchia Alonso non ha avuta neanche una minima possibilità di neutralizzare il rimontante Mark Webber, troppo evidente la differenza prestazionale. Non ha creduto neanche lui, Fernando, rientrato davanti all’australiano all’ultimo cambio gomme (il quarto) di potere mantenere il distacco di poco più di 2 secondi che era riuscito a conservare preziosamente. La Red Bull in due giri ha annullato lo svantaggio ed ha superato con facilità irridente la Ferrari e in sei giri gliene ha sbattuto in faccia 1”268 millesimi di distacco.
E poi alla rinascita manca il completamente di un piazzamento di Felipe Massa che non c’è stato, anche a causa di un inconveniente al quarto cambio gomme che ha costituito un handicap in più per il brasiliano rientrato in pista per essere cacciato fuori dalla top ten che distribuisce punti. Unica soddisfazione avere superato Michael Schumacher. Per cortesia, non sparate sulla Croce Rossa!
Non è rinascita ma flebo di ricostituenti, in parte andata a buon fine: Alonso da quinto in partenza a terzo, ma ahilui Massa da decimo a undicesimo pur con il riconoscimento dell’apprezzabile gara in parte eseguita con profitto. Ma sono i risultati finali che contano. Sono i numeri che fanno la differenza.
Mai dire mai. E’ pur vero che il progetto iridato fin qui non ha avuto alcun riscontro pratico, né per il pilota né per il costruttore. Il progetto iridato è quello di Sébastian Vettel, 93 punti dopo 4 gare, 34 più di Hamilton, 38 più di Webber, 47 più di Button, 52 più di Alonso. Progetto iridato è quello della Red Bull, 148 punti dopo 4 gare, 43 più della McLaren, 83 più della Ferrari. Un abisso!
Ma l’anno scorso la Ferrari ed Alonso non esplosero dal Gran Premio di Germania in poi? Vero. Ma al Gran Premio di Spagna prossimo, anche l’altr’anno quinto della stagione, Vettel aveva 45 punti, Webber 49, Hamilton 49, Button 60 e Alonso 49. Più incertezza, meno distacchi. Che quest’anno non ci sono. Perché la Red Bull in gara raccoglie quel che semina in qualifica.
La “linea del Piave” della Ferrari da Istanbul si è spostata a Barcellona. E dopo? (ore 10:00)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.