Barcellona – Ritorno al futuro. Anzi al presente. Nel Gran Premio di Spagna il tempo non sembra essere passato. Le prime due file della griglia 2011 come l’anno scorso. Di più, fino al quinto posto nulla è cambiato.
Mark Webber dopo undici gare di digiuni è tornato in pole position. Non gli accadeva dal Gran Premio del Belgio 2010 (29 agosto). Solo lui poteva superare Sébastian Vettel e lo ha fatto. Lo aveva fatto nei primi due turni di prove libere, aveva subìto il prepotente ritorno del compagno di squadra nelle libere 3 di stamane ma nel pomeriggio… un giro e zac colpito e affondato.
Sono usciti sùbito solo in quattro nella Q3. Nell’ordine Button, Hamilton, Vettel, Webber. Jenson 1’21”996. La gioia di un attimo. Arriva Lewis 1’21”961” primo per 35 millesimi. Un altro attimo ancora per gioire e sul traguardo piomba Sébastian, 1’21”181, una limata perentoria di oltre 7 decimi. Sembra fatta la quinta pole consecutiva per il campione del mondo ma nell’ultimo tratto Mark compie il miracolo e quando arriva sul traguardo è l’unico ad avere fatto 1’20”981, -200 millesimi. E’ il tempo pole, ben lontano dall’1’19”995 dell’anno scorso ma poco importa. Soprattutto alla Red Bull che ha i due piloti davanti a tutti e con i distacchi inflitti può pensare ad una strategia di gara da apoteosi. Webber ha dato ad Hamilton più di 9 decimi e a Button 1”015. I due della McLaren sono distanti da Vettel rispettivamente di 780 millesimi e 815 millesimi. Un abisso di mezzo secondo e passa che sui chilometri 4,655 del tracciato di Montmelò sono un handicap prestazionale notevole.
Rientrati i quattro ai box e mai più ripartiti, per risparmiare un treno di gomme morbide, sono scesi gli outsider senza speranze. E, udite udite, s’illumina d’immenso la prestazione di Fernando Alonso che lotta prima ancora che contro gli avversari contro la sua stessa Ferrari dal motore sofferente in mattinata, dall’ala nuova bocciata dalla Fia e quindi inutilizzabile, dal nuovo pacchetto fondo e scarichi diversi dai riscontri poco confortanti. Una lotta che esalta lo spagnolo che fa lo stesso crono di Vettel nel primo tratto e cede meno di quanto era previsto in quello di mezzo e soprattutto in quello conclusivo. 1’21”964: il fantasma del secondo abbondante dalla Red Bull viene esorcizzato, il distacco si è ridotto in qualifica a poco più di 9 decimi e migliora la posizione in griglia dello spagnolo dopo quattro gare. Non più quinto ma quarto. Seconda fila, strappata a Button, accanto ad Hamilton. Una prospettiva diversa dal semaforo rosso di domani pomeriggio che Fernando deve gestire come meglio non ha mai fatto prima per potersi garantire un’altra gara da podio dopo quella turca.
Il crono di Alonso non ha tagliato le gambe solo a Jenson Button, cacciato in terza fila, ma anche  ai due Mercedes e al pilota Renault superstite (l’altro, Heidfeld, dopo l’incendio che ha semidistrutto la monoposto stamane ha preferito non partecipare alle qualifiche e partirà dall’ultimo posto in griglia se non dalla pit line). Vitaly Petrov ha “spremuto” al meglio la sua Renault e con 1’22”471 si è garantito la terza fila col quinto posto accanto a Button, beffando tanto per cominciare Nico Rosberg, 1’22”599, ancora il migliore della Mercedes, e Felipe Massa che con la sua Ferrari non ha saputo “copiare” il compagno di squadra, rimanendo nell’1’22”888, in quarta fila insieme con il tedesco.
La top ten è completata dalla sorpresa della giornata Pastor Maldonato che ha collocato la sua Williams Renault nella nona casella (1’22”952) e il sempre meno convincente Michael Schumacher, il quale dopo l’exploit del primo posto nella Q2 si è ancora una volta “sgonfiato” e avendo capito che il massimo che avrebbe potuto ottenere era il decimo posto se l’è preso mogio mogio, per altro senza fare neanche un giro: uscito e rientrato. Perché consumare gomme.
A proposito di gomme. Hamilton e Alonso hanno definito “disastrosi” i pneumatici portati dalla Pirelli in Spagna. La Pirelli ha respinto le accuse ai mittenti: imparino a saperle usare.
E poi ancora a proposito di Fia. Mentre si appresta a varare il regolamento che nel 2013 sconvolgerà ancora una volta il mondo della F1 il massimo organo dell’automobilismo sportivo si fa notare una volta di più per le cervellotiche decisioni. I cosiddetti “diffusori soffiati” che utilizzano quasi tutti i team, la Red Bull con maggiore profitto in fatto di effetto suolo, sono stati dichiarati illegali. Ma non sono stati banditi sùbito. Sarà fatto tra qualche gara. Nel frattempo se qualcuno si sentirà penalizzato può presentare reclamo e… vincerlo. Che senso ha? Non capisco e non mi adeguo. (ore 15:30)
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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.