Barcellona – La grande illusione concepita sabato in qualifica, partorita ieri alla partenza del Gran Premio di Spagna ha avuto il tempo di emettere i primi vagiti prima di essere soffocata impietosamente nella culla di Montmelò. Fernando Alonso partito dalla quarta posizione in griglia ha bruciato le due Red Bull e la McLaren di Hamilton ed ha portato in testa alla prima curva la sua Ferrari. Ha tenuto il ruolo di leader con caparbietà e lo ha garantito fino al primo cambio gomme rientrando in pista davanti a Vettel. Poi l’abisso si è spalancato e lentamente ma inesorabilmente ha inghiottito il coraggioso pilota di Oviedo che ha guidato una monoposto in grande affanno soprattutto negli ultimi due cambi gomme, entrambi dure, che lo hanno zavorato fino a farlo girare 2 secondi più lento rispetto ai quattro davanti che nella seconda parte della gara se la sono giocata tra loro, ovvero Sébastian Vettel, Lewis Hamilton, Jenson Button e Mark Webber. Finiti nell’ordine a conclusione di una gara che ancora una volta ha costretto quasi tutti a quattro cambi gomme (dei quattro solo Button ne ha effetuati tre) modificando uno scenario che solo per 18 giri è stato favorevole ai colori di Maranello.
Che per la Ferrari si sia trattato di un baratro dentro il quale non ha potuto evitare di precipitare lo dimostrano due circostanze: la Rossa di Alonso è stata doppiata, quella di Massa, mediocre per rendimento, ha esalato l’ultimo respiro ad otto giri dal traguardo quando si trovava in decima posizione. Un bilancio, quindi, negativo che non lascia spazio a speranze di riscossa fin oggi rimandata di gara in gara. Ma questa del Montmelò era l’ultima spiaggia.
Il discorso iridato, per quel che si è continuato a vedere oggi, è un tra Red Bull e McLaren che rimane l’avversaria più credibile e in grado di potere, passo dopo passo, annullare il gap che ancora la divide.
In questa giornata nerissima per la Ferrari tra tutti i piloti che sono finiti a punti alle spalle di Alonso, ovviamente anch’essi tutti doppiati, il 30 & Lode lo merita Nick Heidfeld partito dall’ultima posizione della griglia per non avere potuto partecipare alle qualifiche ed arrivato con la sua Renault in ottava posizione. Una rimonta irrestibile. Michael Schumacher, finalmente davanti al compagno di squadra Nico Rosberg, che ha disperatamente tentato di superarlo, guadagna un sesto posto che avrebbe potuto soddisfarlo se, come accennato, anch’egli non avesse dovuto subire l’umiliazione del doppiaggio.
Il nono e il decimo posto sono due presenze che mettono un pò di zucchero nella bevanda amara di Maranello. Sono stati conquistati dalle Sauber di Sergio Pérez e Kamui Kobayashi sotto la livrea delle quali batte il cuore “Ferrari”.
Il tempo stringe e domenica prossima c’è il Gran Premio di Monaco. C’è spazio per la Ferrari  solo per un sereno esame della situazione per capire, ma fin oggi non è stato così, perché con le gomme dure le Rosse vanno in crisi. (ore 16:00)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.