Monte-Carlo – Al Casinò Royale dell’azzardo la pallina si è fermata sul 5 Rosso. La Ferrari di Fernando Alonso. 1’15″123 il crono dello spagnolo che ha firmato le libere 2 e di fatto si è aggiudicata la pole position provvisoria del giovedì. Provvisoria, certo, ma non accadeva da tempo ed è una flebo di fiducia-speranza-ottimismo. Da valutare nel contesto delle prestazioni di altri cinque piloti che come il ferrarista sono entrati nel tempo di 1’15”. In questa ristrette élite ci sono i due piloti McLaren, uno Mercedes, uno Red Bull e l’altro, Massa, della Ferrari. Hamilton prima fila,1’15″228, +105 millesimi; Nico Rosberg seconda fila, 1’15″321, +198 da Alonso e +93 millesimi da Hamilton; Jenson Button seconda fila, 1’15″448, +325 millesimi da Fernando, +220 dal compagno di squadra, +127 da Nico; Sébastian Vettel terza fila, 1’15″667, +544 millesimi da Alonso, +439 da Lewis, +346 da Rosberg, +219 da Jenson; Felipe Massa terza fila, 1’15″781, +658 millesimi dal compagno di squadra, +553 millesimi da Hamilton, +460 da Rosberg, +333 da Button, +114 millesimi da Vettel.
Dopo il braccio di ferro della libere 1, secondo alle spalle di Vettel ad appena 113 millesimi, Alonso è riuscito a ribaltare la situazione a suo favore ed a chiudere la prima giornata davanti a tutti. Contesualizzando le sei prestazioni e tenendo conto che nel novero manca Mark Webber (l’anno scorso partì dalla pole e vinse) che in mattinata non ha potuto girare per un guasto al cambio e che nel pomeriggio si è sottoposto ad un lavoro diverso e più ampio rispetto ai cinque davanti, possiamo ritenere proprio dai distacchi evidenziati e dal lavoro svolto sul giro veloce con le supersoft che la Ferrari potrebbe (non può, il condizionale è d’obbligo) diventare protagonista di una gara diversa rispetto all’ultima nella quale è stata financo doppiata. Protagonista in positivo, ovviamente. Per ora si tratta solo di un auspicio che dovrà necessariamente trovare conferma domani nelle qualifiche. Questo è un circuito dove superare è proibitivo e partire davanti siginifica avere posto la pietra angolare della vittoria; è un tracciato presenta mille insidie come ha dimostrato oggi, casomai ce ne fosse stato bisogno, nelle due sessioni di libere: tra mattina e pomeriggio al festival del patatrac hanno partecipato Michael Schumacher, Tony Liuzzi (che nel pomeriggio non ha potuto provare per l’incidente della mattina), Jaime Alguersuari, Paul di Resta, Vitaly Petrov e Heikki Kovalainen. E in gara basta un incidente per chiamare in causa la safetycar, annullare distanze e rimescolare le carte. Senza perdere di vista il cambio gomme. Anche Alonso e Massa hanno ricevuto avvisi d’allerta sulle trappole che si possono trovare sul circuito cittadino, che più cittadino non si può, di Monte-Carlo.
Nel contesto di questa premessa nessuno ritenga che l’effetto-Alonso, e in parte anche l’effetto-Massa, sia la diretta conseguenza dell’allontanamento di Aldo Costa dalla direzione tecnica della scuderia che ha pagato, per tutti, l’umiliante disfatta del Montmelò. Le monoposto che guidano Alonso e Massa sono ancora, e per molto tempo lo saranno, quelle firmate da Aldo Costa. Al cambio della triade Costa-Marmorini-Tombazis possiamo oggi tutt’alpiù assegnare un ruolo di spinta psicologica. Il cambiamento era necessario e non più rinviabile per salvare la stagione. La nuova triade Pat Fry (autotelaio)-Luca Marmorini (motori)-Corrado Lanzone (produzione) avrà un lavoro lungo e impegnativo. Risponderanno (perché prima gli altri a chi rispondevano?) direttamente a Stefano Domenicali il quale sa già che la prossima testa a cedere, in caso di altri clamorosi fallimenti, sarà la sua.
…e il venerdì risposarono. Sabato le qualifiche. Il popolo della Ferrari sogna la Signora di Maranello finalmente in pole position. (ore 16:00)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.