Silverstone – Tra giovedì e oggi pomeriggio, un’ora prima delle qualifiche, la Fia ha cambiato le carte in tavola quattro volte a proposito della limitazione dei diffusori che si è aggiunta a quella della mappatura dei motori inserita a Valencia. Col palese proposito di ridimensionare l’enorme potenziale della Red Bull e dare maggiore competitività alle rivali delle monoposto di Adrian Newey e Rob Marshall. Ridicolo già che a campionato in corso siano state cambiate le regole. Vergognosamente ridicolo averle cambiate gran premio durante. La Fia non perde occasione per discreditarsi come organismo sportivo. Mi meraviglio che Jean  Todt, che ne è presidente, assecondi queste deleterie strategie che gettano nel caso la Formula Uno.
Non è cambiato nulla e probabilmente dal prossimo gran premio ai piloti della Red Bull sarà imposto di guidare con un braccio legato e alle monoposto di scendere in pista con sole tre gomme.
Nona pole position della stagione, prima fila tutta Red Bull che rimane la monoposto migliore nonostante le limitazioni (che, per altro, valgono anche per le altre). Seconda pole stagionale per lo scudiero Mark Webber il quale quando può si prende la soddisfazione di fare un piccolo torto al suo indiscusso (quest’anno) caposquadra.  Si sono scambiati i ruoli del 2010 quando Vettel partì in pole e l’australiano fu costretto al secondo posto. Il tempo s’è fermato.
La rivalsa s’è consumata in appena 35 millesimi, un’inezia che è bastata a Webber per vanificare l’1’30”431 che il campione del mondo in carica, che lo aveva preceduto sotto lo striscione d’arrivo, aveva spiccato pochi attimi prima. 1’30”399 dell’australiano che non è stato possibile ritoccare perché negli ultimi tre minuti la pioggia beffarda, caratteristica di tutto il week-end, non ha permesso di compiere tentativi da portare a buon fine.
Speculare alla prima fila tutta Red Bull, la seconda fila tutta Ferrari. Segno di un gap che si assotiglia? Se teniamo conto delle posizioni possiamo asserire che la Ferrari quanto meno sta facendo meglio della McLaren, non certamente della mostruosa Red Bull. Ma se teniamo conto dei distacchi, che sono quelli che fanno la sostanza di una prestazione, possiamo con altrettanta certezza affermare che il gap rimane quello di prima. Tra Webber e Alonso, terzo, ci sono 117 millesimi, tra Webber e Massa il distacco si amplia a oltre mezzo secondo (725 millesimi). Questo perché lo spagnolo ci ha messo  del suo e il brasiliano continua a non saperlo emulare e dal compagno di squadra si è preso 608 millesimi.
Se ascoltiamo le previsioni dei maghi della pioggia domani pomeriggio nel Northamptonshire i piovaschi si alterneranno alle schiarite seguendo l’andazzo di venerdì e sabato. Un Gran Premio di Gran Bretagna che si presenta con queste caratteristiche atmosferiche sarà più agevole per chi parte davanti o per chi scatterà da dietro? Di solito l’agevolazione è garantita alla prima fila, le eccezioni costituite da Alonso non sono mancate. Ma in maggiore misure tutto dipenderà da quando pioverà, quanto pioverà e in che condizione i quattro piloti delle prime due file si troveranno nelle varie fasi della gara prevista su lunghissimi 52 giri ciascuno di chilometri 5,891.
Il presidente della Ferrari Montezemolo si è dichiarato sicuro che a Silverstone partirà la rimonta di Alonso. Speriamo abbia visto chiaro nella sua sfera di cristallo. Se così non fosse Sebastian Vettel “rischia” di confermarsi campione del mondo in Germania, il prossimo 24 luglio, con nove gare d’anticipo.
La McLaren, a parte le due estemporanee vittorie di Hamilton (Cina) e Button (Canada), non sembra  potere affrontare la gara di casa nelle migliori condizioni per inserirsi nella lotta di vertice. A semaforo spento la monoposto di Jenson Button (terza fila) denuncia un ritardo di 1”499 e quella di Lewis Hamilton (quinta fila) di 1”977. Il “miracolo” della domenica potrà arrivare solo dal cambio gomme, tre o quattro soste che siano, non da altro.
La faccia della Mercedes continua ad essere salvata da Nico Rosberg che si è guadagnata la quinta fila del parterre. Michael Schumacher è stato sbattuto fuori dalla Q3 per la quarta volta in nove partenze quest’anno. Lo hanno fatto in modo irriverente Paul di Resta, sesto tempo con la Force India Mercedes e per la seconda volta presente tra i primi 10 in partenza; Pastor Maldonado, settimo con la Williams Cosworth e per la seconda volta nella Q3; Kamui Kobayashi, ottavo con la Sauber Ferrari e anch’egli per la seconda volta nella top ten. (ore 16:15)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI LE INTERVISTE DI PAOLA ROSETTI.

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