Nürburgring  – Senti chi parla adesso. Anzi, senti chi ruggisce adesso. La McLaren con Lewis Hamilton, perché quella del malcapitato Jenson Button è stata costretta al secondo ritiro consecutivo (per problemi idraulici), che in qualifica aveva sorpreso tutti con una prima fila “miracolosa”. Il Leone d’Inghilterra ha legittimato la posizione di partenza sorprendendo tutti anche al via, primo fra tutti l’esterrefatto Mark Webber che per la terza volta partito dalla pole position non ha saputo sfruttare la posizione (il kers continua ad essere il tallone d’Achille della Red Bull). Hamilton ha legittimato ulteriormente la sua voglia di successo al secondo cambio gomme quando s’è preso la prima posizione che per un attimo gli era stata tolta da Fernando Alonso appena uscito dalla corsia box con un sorpasso perentorio reso possibile perché le sue gomme erano già in temperatura. Ed infine ha messo il sigillo con  il giro veloce della gara, fatto con le gomme dure, con 1’32″302.
La Red Bull pur continuando ad essere presente sul podio, grazie al terzo posto di Mark Webber, deve registrare che dopo 14 gare il suo pilota di punta per la prima volta non è salito sul podio dopo che ieri per la prima volta non era riuscito a guadagnare la prima fila. Sebastian Vettel tenuto dietro da Massa fino all’ultimo giro ha strappato al ferrarista la quarta posizione con un sorpasso in pit lane all’ultimo giro in occasione dell’ultimo cambio gomme graziato da un’incertezza dei meccanici Ferrari. Per Vettel continua la “maledizione della gara di casa” che continua a non vincere e se un’altra soddisfazione oggi può mettere all’attivo, insieme con la conquista del quarto posto, è che è stato il primo tedesco al traguardo. Dei sei in gara, infatti, Adrian Sutil con la Force India Mercedes ha ottenuto il sesto posto, i due Mercedes Nico Rosberg e Michael Schumacher si sono classificati rispettivamente settimo e ottavo, Timo Glock con la Virgin è finito 17mo e Nick Heidfeld si è ritirato dopo 10 giri.
La top ten del gran Premio di Germania è stata completata dal nono posto di Kamui Kobayashi con la Saubere Ferrari e dal decimo di Vitaly Petrov con la Renault.
Hamilton è scattato subito al comando e quando Alonso ha provato a tenergli testa dopo il secondo cambio gomme non ha alzato il piede, effettuando un grande sorpasso all’esterno con lo spagnolo in difficoltà per le gomme ancora fredde. Fernando ha faticato nei primi giri, in cui è sceso fino al quarto posto. Poi, piano piano, si è rifatto sotto, ma al momento del terzo pit-stop ha aspettato un paio di giri prima di rientrare, non riuscendo però a mettere margine tra sé e Hamilton. Che è rientrato davanti a tutti e non si è più fatto riprendere.
La vera sconfitta della domenica è la Red Bull. Webber è partito dalla pole, ma non è mai stato veloce in nessuna delle varie fasi di gara. Ancora peggio è andata a Vettel, in difficoltà sin dal via, con qualche problema ai freni posteriori, protagonista anche di un testacoda, e fortunato nel portare a casa il quarto posto. Posizione frutto della solita malasorte di Massa, a cui i meccanici hanno perso un dado durante il decisivo stop, avvenuto all’ultimo giro, quando il tedesco ha potuto sorpassarlo in corsia box. Vettel, per la prima volta giù dal podio quest’anno, resta saldamente al comando nella classifica piloti. Con la dotazione del quarto posto di oggi ha ora 216 punti, Webber è 77 lunghezze indietro (ha guadagnato 3 punti), Lewis Hamilton sale al terzo posto con 82 punti di ritardo (ne ha guadagnati 13), Alonso scivola al terzo posto a 86 lunghezze (ne ha guadagnate 6).
Prossima gara domenica prossima in Ungheria, poi la lunga sosta estiva per riprendere il 28 agosto in Belgio. (ore 16:00)