Budapest – L’insospettabile Mr. Jenson si regala il Gran Premio d’Ungheria per festeggiare le 200 gare della carriera. E’ la seconda vittoria stagionale, dopo il Canada, e anche all’Hungaroring (la prima con la Honda nel 2006). Button come le lumache si fa vedere in una giornata di pioggia. Lo aveva fatto a Montreal, si è ripetuto sul circuito magiaro. In questi casi lui sa cosa fare e come ribaltare la situazione a suo favore. Così oggi ha fatto marameo al compagno di squadra che fino al 30mo giro aveva inseguito il bis del Nurburgring, arrivato solo per la McLaren  non per il pilota. Con 5 cambi gomme, gli azzardi si pagano, e una penalizzazione da scontare col passaggio in pit line, per una manovra pericolosa per uscire da un testa coda nel bel mezzo della carreggiata mentre sopraggiungevano altre monoposto, il Leone d’Inghilterra il meglio che ha potuto fare è arrivare quarto e difendersi dall’assalto finale di Webber.
Sebastian Vettel già l’anno scorso nella lista dei piloti che pagano la “maledizione della pole position magiara” ha potenziato anche questa sua leadership negativa: partito alla corda ha resistito all’arrembaggio di Hamilton per un paio di giri, è stato superato dall’inglese, era sembrato perdersi nell’anonimato di un altro quarto posto come in Germania ma alla fine della giostra tra un cambio gomme e l’altro si è trovato in seconda posizione. Con i 18 punti guadagnati nella classifica iridata ha aumentato il distacco da Webber, secondo, Hamilton, terzo, e Alonso, quarto. Il “tutti contro Vettel” continua ad essere un “tutti contro tutti” ed è produttivo solo per il campione del mondo in carica il quale può scendere tranquillamente dalla nave dei dannati della vittoria per navigare verso il secondo titolo mondiale collezionando, come oggi, proficui piazzamenti.
Quel che è successo, in positivo, a Vettel è accaduto anche ad Alonso. Partenza con qualche preoccupazione di collisione, gara tra il quarto e il quinto posto, fino alla seconda metà quando i cambi gomme hanno cambiato il volto della vicenda agonistica. Fernando è risalito al terzo posto e se l’è tenuto caro fino alla conclusione.
Già scritto di Hamilton, arriviamo a Mark Webber. Dopo la pessima griglia ha tentato di salire sul podio ma ha pagato anch’egli la giostra dei cambi gomme e migliorare la sesta posizione di partenza è stato tutto quel che gli è riuscito di fare per non rovinarsi la giornata. E’ chiaro che non può essere considerato un rivale di Vettel nella corsa al titolo ma da qualche gara non riesce a tenere lontani dal compagno di squadra i corsari che tentano sempre più frequenti arrembaggi. Che bon gré mal greé diventano loro a turno alleati di Vettel.
Felipe Massa s’è goduta la terza piazzola di partenza il tempo che si spegnesse il semaforo. Non è stato fortunato in alcune circostanze ed ha archiviato un’altra gara con poca luce e molte ombre:sesto.
Va ancora a punti la Force, questa volta con Paul di Resta, settimo, mentre la Toro Rosso Ferrari festeggia il gran premio numero 100 con entrambi i piloti a punti (Buemi ottavo, Alguersuari decimo). La Mercedes continua a dire grazie a Nico Rosberg se alla fine di una faticosa giornata di lavoro riesce a portare a casa il nono posto.
La sequenza della gara ha avuto momenti spettacolari Si parte con pista bagnata e con la pioggia che cade sottile ma insistente.Vettel è stato abile a scattare bene e restare davanti a Hamilton che ha avuto un bel da fare per tenere dietro Jenson. In difficoltà le Ferrari, scavalcate dalle Mercedes di Rosberg e Schumacher, che però nel corso del primo giro è stato superato da Alonso. Lo spagnolo ha intuito subito il miglior andamento delle intermedie e ne ha approfittato anche per sorpassare Rosberg al giro successivo. Al quarto passaggio un errore del ferrarista, largo in una staccata, lo ricaccia in quinta posizione.
In testa grande bagarre tra Vettel e Hamilton. Nel corso del quinto giro l’inglese ha domato il campione del mondo tedesco e preso la testa della gara. Un secondo errore di Alonso al settimo giro ha consentito a Massa di passare il compagno di squadra. Ma Fernando non ha mollato e ritorna davanti dopo qualche curva. E’ la fase di gara in cui la pista ha cominciato ad asciugarsi restando però insidiosa in tratti come la curva 2. Proprio dove Massa ha perso il controllo della Ferrari all’ottavo giro e ha sbattuto contro le barriere col posteriore, per sua fortuna non troppo forte tanto che è potuto ripartire anche se con l’alettone danneggiato sul lato sinistro. Davanti Alonso si è ripreso il quarto posto con uno spettacolare sorpasso all’esterno su Rosberg. Webber, Massa, Petrov e Barrichello sono stati i primi a rompere gli indugi coi pit stop all’11mo giro. Poi, il giro dopo, ecco Button e al 13mo Hamilton, Vettel, Alonso e Rosberg.
Per le sorti della gara il 14mo giro, il primo con le super soft da asciutto montate dai big, era sembrato decisivo. Hamilton ha attaccato e passato Schumacher (non ancora rientrato per il cambio gomme), Button è riuscito, invece a passare Vettel, in difficoltà in accelerazione. Alonso, che al pit stop ha perso tempo per permettere a Rosberg di raggiungere la sua piazzola, rientrato in pista ha a sua volta ceduto a Webber la quarta posizione. Un incendio alla vettura di Heidfeld in uscita dalla corsia box ha spinto tutti ad anticipare la terza sosta tra il 25mo e il 28mo giro. Si è così giunti a metà gara con Hamilton, Button, Vettel, Webber e Alonso racchiusi in 18 secondi.
Alonso ha aperto la giostra della terza sosta ai box al 37mo giro, mossa che gli ha consentito di scavalcare la Red Bull di Webber e di portarsi in quarta posizione. Dopo la quarta sosta del 47mo giro, anche se si è rivelato un errore montare le super soft al terzo pit stop (Button e Vettel non lo hanno fatto) Fernando ha comunque sperato di farcela. Ha infatti montato le soft mentre uno scroscio di pioggia ha mandato in confusione Hamilton che ha perso il comando per un testacoda, lo ha ripreso e poi montato le intermedie, mentre aveva però smesso di piovere. Così ha perso la gara, anche per un drive through  per aver ostacolato di Resta dopo un testacoda. Alonso ha sperato, ha attaccato con determinazione e coraggio per recuperare il distacco da Button e Vettel, sperando in un degrado delle loro gomme, più usate delle sue, ma un testacoda ha bocciato la sua rimonta. Buon per leui che Hamilton e Webber erano ad oltre 10 secondi. (ore 16:45)

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