Spa – Dodici pole position tutte della Red Bull. Alle quali il team di Milton Keynes, contea di Buckinghamshire, ha dato seguito con con 6 vittorie. Delle 12 pole ben 9 sono state appannaggio di Sébastian Vettel, il campione del mondo in carica.
La Nona l’ha suonata oggi nel piovoso pomeriggio delle Ardenne. Un capolavoro che alla maestosità della sinfonia di Beethoven ha sostituito l’irruenza bellica della “Cavalcata delle Valkirie” di Wagner per raggelare il sangue del supponente Lewis Hamilton arrivato sul traguardo dell’ultimo tentativo fermando il cronometro su 1’48”730, tempo che aveva annichilito Mark Webber affondandolo al terzo posto con una zavorra di più di mezzo secondo di distacco. Una gioia che è durata un attimo, fuggito come fuggono gli attimi, in un niente, e sullo stesso traguardo è arrivato il martellatore di Heppenheim che ha stracciato quel referto e ne ha scritto un altro: 1’48”298, 4 decimi e passa più veloce. Un fulmine che ha incenerito la speranza ed esaltato la grande forza della Red Bull che se la dai per soccombente sbagli anche quando sei riuscito a batterla in quattro occasioni, che sai agevolate da circostanze favorevoli. Hamilton ha il diritto del sogno: l’anno scorso partì dalla prima fila accanto a Webber in pole e vinse rimanendo in testa per tutti i 44 giri della gara.
Vettel, finalmente, è riuscito a prendersi la pole position nel Gran Premio del Belgio, 12ma gara della stagione che si correrà domani pomeriggio con l’insidia (o la promessa?) della pioggia che una volta di più potrebbe sconvolgere i rapporti di forza e creare i presupposti per ulteriori sorprese oltre quelle diffusamente elargite ieri.
Non è sorprendente la prima fila della griglia composta da Vettel ed Hamilton. Se lo è, forse, perché sulla seconda piazzola ci aspettavamo Mark Webber.  E’ una sorpresa la seconda fila che accanto all’australiano della Red Bull mette la Ferrari di Felipe Massa mentre aspettavamo almeno lì quella di Fernando Alonso. Il quale costituisce sorpresa in assoluto con un ottavo posto che significa quarto allineamento e possibilità di puntare al podio ridottissime, soprattutto se dovesse piovere.
Nel beverone di sorprese, per alcuni eccitante per altri deprimente, può starci come “normalità” solo il quinto tempo di Nico Rosberg. “Anormali” sono il sesto tempo di Jaime Alguersuari, autore della migliore Q3 della stagione della Toro Rosso Ferrari, che condivide la terza fila col pilota della Mercedes; il settimo del rientrante Bruno Senna, sostituto in Renault del defenestrato Nick Heidfeld, che ha come condomino il ferrarista Alonso in quarta fila; il nono di Sergio Perez, che pure è alla seconda top ten, in quinta fila insieme con Vitaly Petrov.
Le eccellenze delle esclusioni rispondono ai nomi di Jenson Button e Michael Schumacher. Il vincitore dell’ultima gara (in Ungheria) è stato colpito dal “fuoco amico” della McLaren e lasciato sul campo della Q2. Colpevolmente, perché il pilota chiamato al rientro più volte ha chiesto al team radio “siete sicuri?” Rientrato al box gli strateghi si sono resi conto in ritardo che almeno tre piloti lo avrebbero sbattuto fuori dalla Q3. Da parte sua il sette volte campione del mondo ha potuto godersi, con un paio di complicità,  solo il giro più veloce nelle libere 1 per festeggiare i 20 anni di attività nel Circus. Nelle altre due sessioni è rientrato nell’anonimato e ieri è stato anch’egli colpito dal “fuoco amico”: la posteriore sinistra avvitata male ad inizio di Q1 ha reso ingovernabile la Mercedes finita distrutta contro le barriere. Partirà ultimo dall’ultima fila. Cin, cin Michael!
Sfogliamo la margherita. Chissà se con maggiore approsimazione sapremo se domani pomeriggio sulle colline delle Ardenne si abbatteranno i temporali. Dalla pioggia dipende il risultato della gara. Una incognita per tutti.
Spa è considerato uno dei tracciati più belli del calendario, amato da tutti i piloti. Un circuito che, grazie anche alle bizzarrie del tempo, ha sempre regalato gran premi spettacolari. Con poco più di sette chilometri,è la pista più lunga del Circus. Il tracciato non richiede frenate particolarmente impegnative. Ha tratti molto veloci. L’anno scorso al Raidillon la Ferrari di Massa è stata la più veloce con punte di 312 km/h.
La Ferrari appunto. Non vince in Belgio dal 2009, successo firmato da Kimi Raikkonen al quale Maranello aveva già dato il foglio di via obbligatorio. (ore 16:55)