Spa – Niente pioggia. E’ successo di tutto e di più. Ma nessuno ha potuto togliere a Sebastian Vettel il ritorno al successo, settimo stagionale, dopo un lungo digiuno durato tre gran premi tra il 10 e il 31 luglio, ed a Mark Webber il secondo posto per consentire alla Red Bull di ottenere la seconda doppietta della stagione (la prima in Turchia). E’ successo di tutto in fatto di sorpassi, con i maggiori protagonisti che se le sono suonate a vicenda fino a che la gara non ha preso la fisionomia definitiva e l’ultimo cambio gomme, per la differenza delle mescole, ha agevolato qualcuno e penalizzato altri.
Vettel ha vinto come sa vincere nelle giornate in cui lui e la Red Bull riescono a fare la differenza. Ha presto smaltito il sorpasso in partenza dell’indiavolato Nico Rosberg, ha fatto la sua gara martellando giri record nei momenti topici per arrivare alla giostra conclusiva col margine necessario per respingere gli ultimi assalti. Che non ci sono stati, perché nel frattempo alle sue spalle è risalito il compagno di squadra Mark Webber, al quale mai sarebbe stato permesso di effettuare la rimonta, una presenza protettiva che ha eliminato quella non certamente accondiscendente della Ferrari di Fernando Alonso, comunque non in grado, con le medie, a reggere il confronto. Al punto da subire non solo il sorpasso di Webber ma anche quello di Jenson Button rimontato inesorabilmente dalla tredicesima piazzola di partenza, agevolato nella prima fase dalla eliminazione di alcune presenze ingombranti che lo precedevano in griglia (Alguersuari uscito subito, Buemi dopo 2 giri, Senna costretto al rientro immediato per sostituire pezzi andati distrutti nell’impatto con Alguersuari) e nella seconda dalle strategie che hanno tarpato le ali a Massa (per altro, una sosta in più per una foratura) e Rosberg e in parte anche ad Alonso che ni dieci giri conclusivi ha dovuto montare le medie che alla resa dei conti non hanno avuto la stesse prestazioni delle morbide e che avevano creato la possibilità della seconda vittoria dello spagnolo dopo quella in Gran Bretagna. Button, quinti, è riuscito a fare scendere giù dal podio Alonso a due giri dalla conclusione ed a dare seguito al successo ungherese soprattutto in una giornata non perfetta della McLaren che ha perso Lewis Hamilton al 32mo giro che si è toccato durante un sorpasso con la Sauber di Kobayashi.
La Ferrari è stata grande protagonista con Alonso, autore di alcuni sorpassi spettacolari al Radillon-Eau Rouge, ha lottato da pari con la Red Bull ed avrebbe potuto anche raggiungere il podio che meritava. Non è andata come si sperava. Anonima è stata la gara di Felipe Massa, partito bene ed entrato nel vivo della battaglia anche con il compagno di squadra ma poi spentosi come spesso è accaduto quest’anno in cui il brasiliano non dimostra di avere lo smalto delle stagioni migliori. E’ finito ottavo.
Alle spalle di Alonso il festeggiato Highlander Michael Schumacher, 20 anni di gran premi cominciati proprio quì nelle Ardenne. Partito dall’ultima posizione ha fatto una gara d’attacco, non si è risparmiato, ha corso qualche rischio fino ad entrare nella zona punti. E da quel momento giro dopo giro la risalita fino ad arrivare alla spalle del compagno di squadra Nico Rosberg, anch’egli superato a due giri dalla fine. Nico probabilmente non si sarebbe lasciato superare se dal box non gli avessero segnalato che la benzina scarseggiava e che rischiava di non arrivare al traguardo. Nessuno potrà dimostrare che si è trattato di una strategia per favorire il vecchio campione che ha ottenuto il migliore risultato della stagione, per la prima volta al traguardo davanti al più giovane compagno di squadra. Sotto certi aspetti doppietta Mercedes col quinto e sesto posto.
Settimo il costante Adrian Sutil, che ha fatto una gara in chiaroscuro che comunque gli ha garantito per la quinta volta quest’anno di entrare in zona punti con la Force India.
Vitaly Petrov, incurante di quel che facevano gli altri, autore di una gara tra le righe di una giornata di ordinaria amministrazione, ha portato la sua Renault al nono posto. Il suo compagno di squadra Bruno Senna, sorpresa delle qualifiche, ha esaurito le sue chances nello scontro con Buemi ed è stato un successo concludere 13mo.
Infine Pastor Maldonado, decimo nonostante la penalizzazione del passaggio in pit lane, per il punto della miseria con la nobile (decaduta) Williams che comunque ha consentito al pilota di cancellare lo zero dalla sua casella.
Con i 25 punti di oggi Sebastian Vettel mette un altro mattone prezioso nella costruzione iridata. Distacchi incolmabili che solo la matematica non consente di definire… definitivi mancando ancora sette gare. (ore 16:30)