Monza – Non fosse stato per l’exploit finale di Lewis Hamilton scriveremmo che le libere 1 del Gran Premio d’Italia si sono svolte sotto il segno del banale. Col solito gioco del nascondino, soprattutto da parte della Red Bull che il venerdì non ama mostrarsi. Gli è che Lewis nell’ultimo giro e proprio  allo scadere dell’ora e mezza a disposizione sui 5,793 chilometri del tracciato monzese ha sparato con  la sua McLaren 1’23″865 che ha incenerito di quasi un secondo l’1’24″786 del compagno di squadra Jenson Button che riteneva d’avere chiuso le ostilità in vetta alla classifica. Tutto poco indicativo, vero, ma bisogna pur registrare che il tempo di Hamilton ha inflitto alle due Red Bull rispettivamente il distacco di 1″366 a Sebastian Vettel e di 1″594 a Mark Webber.
La Ferrari riteniamo abbia svolto un programma a parte, diverso dagli altri che pure la performance sul giro l’hanno cercata, ed ha concluso la sessione con Fernando Alonso al settimo posto e Felipe Massa alll’ottavo, preceduti nell’ordine dalla Force India di Adrian Sutil, e dalla Renault di Vitaly Petrov. Lo spagnolo ha girato in 1’26″647, il brasiliano in 1’26″676 che significa per il primo +2″782 da Hamilton per il secondo +2″811.
Tra gli “escursionisti” di stamane Michael Schumacher andato largo alla parabolica ed è rimbalzato sulla Ghia, Nico Rosberg ha saltato la chicane della Roggia, Kovalainen si è fermato poco prima della prima di Lesmo, Jerome d’Ambrosio andato dritto alla prima curva col posteriore fumante, prima curva nella quale si è girato anche Chandhok. (ore 11:45)

SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.