Monza – Dio me l’ha data, guai chi la tocca! E’ la frase pronunciata da Napoleone Bonaparte la domenica del 26 maggio 1805 quando cinse la “corona ferrea” per l’incoronazione a re d’Italia, avvenuta nel duomo di Milano. Ed a Monza città della “Corona ferrea”, che viene custodita nel Duomo, usata dall’Alto Medioevo fino al XIX secolo per l’incoronazione dei Re d’Italia, la Red Bull si è incoronata regina d’Italia della F.1 conquistando la tredicesima pole in tredici gare. Con Super Sebastian Vettel il quale è persino riuscito a ritoccare il suo già inattaccabile crono con un’ultima prestazione all’ultimo giro da 1’22″275 sui chilometri 5,793 del tracciato pur con l’handicap del kers che lo aveva lasciato in brache di tela. Non ci fosse stata quella inattesa defaillance il Nostro avrebbe potuto anche ritoccare il tempo pole di l’1’21″961 fatto registrare l’anno scorso dalla Ferrari di Fernando Alonso (che poi vinse).
Alonso, scriviamolo subito, per garantirsi almeno la partenza dalla seconda fila ha dovuto fare ricorso alla strategia della scia che gli ha “costruito” Felipe Massa uscito davanti a lui all’apertura della pit line nei 10 minuti decisivi. In Ferrari erano consapevoli che solo con questo stratagemma avrebbe potuto avere una macchina in seconda e, forse, una in terza fila. E’ stato un azzardo e un calcolo allo stesso tempo. Obiettivo centrato: Alonso partirà dalla seconda fila col quarto tempo accanto alla McLaren di Jenson Button, Massa dalla terza col sesto tempo accanto alla Red Bull di Mark Webber. Obiettivo minimo centrato, non senza avere registrato il distacco dalla Red Bull che in qualifica continua ad essere di oltre mezzo secondo: 566 millesimi Fernando, 913 Felipe (anticamere di 1 secondo!).
Tredici pole su tredici griglie per la Red Bull, dieci delle quali appannaggio di Vettel. Una supremazia indiscussa. Che nessuno il sabato è riuscito fin oggi a interrompere. Insidiare, sì. Lo ha fatto per la quarta volta di fila Lewis Hamilton e per la quarta volta il pilota della McLaren si è dovuto accontentare del secondo posto in prima fila. Con 450 millesimi di distacco. Ad un passo dal mezzo secondo, limite superato dalla monoposto di Button. Sono due sberle che bruciano.
La gara, come ha detto il presidente della Ferrari al box della Rossa, <<è un’altra cosa e si vedrà>>. Auspicio che vale per tutti coloro che lavorano per rendere difficile la vita al campione in carica al volante della monoposto quasi perfetta di Adrian Newey (non lo è se si guasta il Kers quando ce n’ è bisogno). Che continua ad essere tale soprattutto per il tedesco mentre quella di Mark Webber non sempre ha lo stesso rendimento prestazionale in qualifica. Anche oggi il “canguro” non ha potuto saltare verso la prima fila come avrebbe voluto e si è intruppato addirittura in terza col quinto tempo alla rispettosa distanza di 697 millesimi dal compagno di squadra, con accanto, come si è accennato, il disciplinato Massa.
Registriamo, inoltre, una circostanza che non capitava da tempo: nei primi dieci posti ci sono le dieci monoposto che alla vigilia del campionato sono state ritenute di “primo rango”.
A Red Bull, McLaren e Ferrari, si affiancano, infatti, Mercedes e Renault. La scuderia francese con i colori della Lotus ha piazzato Vitaly Petrov col settimo tempo  in quarta fila e Bruno Senna col decimo (in extremis) in quinta. L’allineamento del russo è condiviso da Michael Schumacher con l’ottavo tempo, quello del brasiliano da Nico Rosberg col nono. Per queste quattro monoposto è già un successo essere nel parterre de roi ma se ricordiamo i distacchi si accorgono che sono nella curva del proletariato: Petrov +1”255, Schumacher +1”502, Rosberg +2”202, Senna +2”882.
Partenza e strategie potranno incidere nelle vicende del Gran Premio d’Italia, tredicesima gara della stagione di F.1, che scatterà domani alle ore 14. Le gomme faranno il resto, come fin oggi hanno fatto. Tenendo in conto i 49 gradi sull’asfalto che molto probabilmente anche domani pomeriggio troveranno. La Fia ha ammonito i team di seguire i consigli della Pirelli sull’uso del camber per evitare quel che è successo in Belgio. In caso contrario ai controlli scatteranno pesanti punizioni. Le condizioni atmosferiche favoriranno lo spettacolo.
Del circuito di Monza cosa scrivere? E’ il riconosciuto “tempio della velocità”, un tracciato molto impegnativo che mette a dura prova l’impianto frenante. Essendo stato realizzato all’interno di un parco, l’autodromo presenta una caratteristica particolare: quando i piloti passano nelle zone alberate devono tenere conto della differenza di visibilità causata dall’ombra delle piante. (ore 16:15)