GP SINGAPORE. Vettel meraviglioso maharajà

GP SINGAPORE. Vettel meraviglioso maharajà

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Singapore – Il principe guerriero, il meraviglioso maharajà non ha resistito. I calcoli li lascia fare agli altri. Sebastian Vettel mette un nuovo pezzo nel puzzle del suo palmares. Ora la pole position nel Gran Premio di Singapore non gli manca più. E’ sua. E’ stata sua inevitabilmente. 1’44”381” al primo tentativo. Un giro perfetto che ha ridimensionato, quasi ridicolizzato, le prestazioni di Jenson Button e Lewis Hamilton al punto da portare disorientamento al box della McLaren che non è stata capace di reagire e rimandare in tempo utile i suoi piloti in pista per giocarsi la seconda chanches. Circostanza sfruttata da Mark Webber che con un ultimo giro rabbioso ha agguanto la prima fila accanto al compagno di squadra.
La dimostrazione della sublime pole position (11ma su 14, le altre tre sono di Webber) del 24nne campione del mondo in carica ormai prossimo alla riconferma, è proprio nel distacco che la sua Red Bull ha dato all’omologa guidata dall’australiano: tre decimi abbondanti, insuperabili per la perfezione esecutiva nei tre segmenti del tracciato nei quali il tedesco è sempre stato davanti agli altri. Ma lo è ancora di più nel distacco inflitto alle due coriacee McLaren: più di 4 decimi a Jenson Button e a Lewis Hamilton (tra loro divisi di soli 5 millesimi).
In questa dimensione concorrenziale non può essere  presa in considerazione, purtroppo, la Ferrari che, come dichiarato da Domenicali, completerà la stagione come potrà, senza alcun aggiornamento. Fernando Alonso, l’altro principe guerriero della tenzone, ha affrontato la battaglia col mezzo meno performante per potere realizzare la “missione impossibile”. Che è rimasta tale anche se allo spagnolo va ascritto il merito di essere entrato nell’1’44” dei migliori, a quasi mezzo secondo da Vettel, a 142 millesimi da Webber, a 70 millesimi da Button e a 65 da Hamilton.
Che quella di Alonso sia stata un’eroica impresa lo dimostra il tempo dell’altra Ferrari guidata da Felipe Massa (1’45”800), sesta a 1”419 dalla Red Bull di testa, a oltre 9 decimi dal compagno di squadra.
Mercedes (Nico Rosberg e Michael Schumacher nell’1’46”) e Force India (Adrian Sutil e Paul di Resta nell’1’47”) hanno fatto solo da contorno, dignitosamente e consapevoli che nulla avrebbero potuto per aspirare ad altri allineamenti.
La singolarità del parterre de roi di Singapore è nella monocromatica composizione delle cinque file. In prima le Red Bull (14 pole su 14 in stagione) di Vettel e Webber, in seconda le McLaren di Button e Hamilton, in terza le Ferrari di Alonso e Massa, in quarta le Mercedes di Rosberg e Schumacher, in quinta le Force India di Sutil e di Resta. E’ un record assoluto. Mai accaduto prima.
L’undicesima pole stagionale di Vettel è stata tanto inevitabile quanto annunciata. La progressione del tedesco è stata indicativa di una superiorità in alcuni casi parzialmente mimetizzata. Vettel è partito da 1’49”905 (secondo posto nelle libere 1), è passato a 1’46”374 (primo posto nelle libere 2), a seguire 1’46”345 (terzo posto nelle libere 3). Infine il crescendo: 1’46”397 nella Q1 (primo), 1’44”931 nella Q2 (ancora primo) fino a 1’44”381. Crono che ha superato di 1”009 il tempo pole dell’anno scorso di Fernando Alonso (1’45”390).
Vettel è anche predestinato al successo? In questo circuito si supera solo con l’aiuto di quello che c’è davanti anche se hai la macchina più veloce. La partenza è il primo momento decisivo: partire davanti significa mettere l’ipoteca sul successo. Fin oggi Vettel ha mantenuto quasi sempre in partenza la posizione della griglia, ha vinto 8 gare ed arriva dalle vittorie consecutive in Belgio e Italia. Dovrebbe godere della protezione del compagno di squadra, ma Webber non ha mai brillato per prontezza di riflessi in avvio di gara. Vettel, quindi, deve prevedere un inserimento delle McLaren e cercare non solo di neutralizzarlo ma anche evitare di venire a contatto, soprattutto se il più lesto a inserirsi sarà Hamilton che negli ultimi tempi ha consolidato la fama di sfaciacarrozze.
Il rendimento delle varie tipologie di gomme può, come già accaduto, segnare punti a favore degli avversari più agguerriti che sono i due della McLaren. Le gomme hanno premiato due volte Hamilton e due volte Button. Una volta Alonso (Gran Bretagna).
Le condizioni meteo, imprevedibili, sono un’insidia per tutti. Le previsioni continuano a dare cielo coperto con possibilità di pioggia alternata a schiarite. Stesse previsioni, sbugiardate, di tutto il week-end. Ma domani potrebbe essere la volta… buona. (ore 18:00 in Italia)

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