Singapore – Il cielo illuminato dai fuochi artificiali, la tensione che si scarica al muretto Red Bull, la gioia che si scatena nel momento del trionfo. Sebastian Vettel ha conquistato la 19ma vittoria in carriera, la nona quest’anno, la terza di fila. Pole e vittoria in un Gran Premio in cui alla Red Bull mancavano l’una e l’altra. E’ volato in testa al verde e in pochi giri non lo hanno più visto. Lo hanno rivisto al 30mo giro quando è stata chiamata in pista la safety car per l’incidente provocato da Michael Schumacher nel sorpasso di Perez Lo hanno riperso di vista e solo Jenson Button, secondo dal via all’arrivo, lo ha rivisto quando ormai non c’era più nulla da fare e la bandiera a scacchi sanciva l’apoteosi del tedesco. L’ordine d’arrivo ha comunque impedito a Vettel di festeggiare stasera il secondo titolo iridato. Conquista diventata una mera formalità. A meno di catastrofici risultati il Giappone il prossimo 9 ottobre la cingerà col serto iridato. A 24 anni, due volte campione del mondo. Gli scribi cominciano a riscrivere i record negli annali della F.1.
Al via Vettel si muove bene mentre Webber ha la solita ritardata partenza e viene superato da Button e Alonso che sfruttano le migliori traiettorie. Hamilton rimane bloccato dietro a Webber e in pochi attimi  perde posizioni scendendo all’ottavo posto. L’inglese si riprende subito e tra il quarto e il quinto giro c’è il doppio sorpasso nei confronti delle due Mercedes di Schumacher e Rosberg. Quindi comincia la caccia alla Ferrari di Massa. Intanto Vettel in 10 giri mortifica i rivali: 10 secondi a Button, 14 ad Alonso, 15 a Webber, 16 a Massa e 18 ad Hamilton. Per Rosberg e Schumacher notte fonda: 27 e 28 secondi di svantaggio.
La sofferenza della Ferrari comincia all’11mo giro: Webber  attacca Alonso all’esterno di una staccata e lo supera in accelerazione, mostrando come la Red Bull abbia una trazione nettamente superiore alla 150 Italia. Al 12mo giro la sosta di Massa e Hamilton, l’ingresso in pista e la toccata dell’inglese al ferrarista in un tentativo di sorpasso. L’ennesimo disastro combinato dallo sfaciacarrozze Lewis che ha sbriciolato l’alettone anteriore e bucato la posteriore destra del brasiliano, costretti a rientrare ai box per la sostituzione. Il pilota della McLaren, inoltre, si prende un drive through di penalità. Rientra nei bassifondi. Rimonterà con orgoglio e rabbia fino al quinto posto.
Vettel va al cambio gomme al 15mo giro. Quando torna in pista è sempre tranquillamente in testa e nella seconda parte di gara con gomme morbide il divario con gli avversari si evidenzia ulteriormente. Al 27mo giro Button è a 20 secondi, Webber a 40. Se non fosse stato per Schumacher…Al 30mo giro l’ex kaiser è sugli scarici della Force India di Perez, in uscita di curva sbaglia l’approccio, centra in pieno la posteriore destra di Perez e con un volo radente va a sbattere contro le barriere. Inevitabile ingresso della Safety car per ripulire la pista e mega vantaggio di Vettel neutralizzato. Cambiera la gara? Ma quale!.
Al 34mo giro riparte il Gran Premio. Vettel vola via in progressione, Webber beffa Alonso(ch’era tornato al terzo posto dopo il cambio gomme)  in staccata e conquista il terzo posto che non mollerà più. Vettel in due giri prende 10 a Button. Al 50mo giro l’ultimo pit stop con brivido: davanti alla piazzola della Lotus Vettel per qualche millimetro non viene intercettato da Kovalainen che stava uscendo precipitosamente, con la complicità dei meccanici che gli hanno dato il via libera. Scampato il pericolo Vettel riprende la passerella conclusiva degli ultimi 11 giri. Non spinge più e consente a Button di rimontare con una progressione che ha portato l’inglese a fare anche il record sul giro. All’ultimo giro le bandiere gialle per l’incidente ad Alguersuari non cambiamo la situazione: Vettel si libera di alcuni doppiati ingombranti ed arriva al traguardo con le mani al cielo. Button è secondo, Webber terzo, Alonso quarto, Hamilton quinto, di Resta sesto, Rosberg settimo, Sutil ottavo, Massa nono e Perez decimo. Per un punto Vettel non è campione del mondo con cinque gare d’anticipo, Button supera Alonso ed è al secondo posto nella classifica iridata (ore 16:45 in Italia)

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