Abu Dhabi – Diciottesimo gran premio della stagione conclusa da tempo per quanto riguarda i titoli piloti (Sebastian Vettel) e costruttori (Red Bull). L’unica incertezza il campionato la elargisce in riferimento all’assegnazione del secondo posto, una medaglia d’argento virtuale alla quale continuano a puntare Jenson Button, Fernando Alonso e Mark Webber. Il pilota inglese della McLaren gode di un vantaggio di 13 punti sul rivale spagnolo della Ferrari e di 19 sull’australiano della Red Bull. Margine che lo privilegia ma che comunque gli può consentire di affrontare le ultime due gare con una pressione psicologica meno opprimente.
Il penultimo appuntamento del Mondiale è in programma alle 17 locali e di conseguenza ci sarà qualche difficoltà in più perché si inizierà con la luce del sole e si concluderà la gara con l’oscurità. Una variabile non da poco che potrebbe costituire elemento decisivo.
Il circuito di Abu Dhabi, disegnato dall’architetto tedesco Normann Tilke, è entrato in calendario nel 2009, e nelle due precedenti edizioni ha sempre vinto Sebastian Vettel. Button ha raccolto un terzo e un quarto posto, mentre Hamilton, ritiratosi due anni fa per un problema ai freni, ha centrato il secondo posto nel 2010. E’ il circuito della vergogna per la Ferrari che l’anno scorso con una strategia dissennata ha in pratica regalato il titolo piloti, che avrebbe dovuto e potuto vincere Fernando Alonso, a Sebastian Vettel. Una beffa anche per Mark Webber che proprio in questa gara vide sfumare il suo sogno iridato.
La Ferrari si avvia, ora, a concludere un campionato incolore, deludente, con qualche sprazzo di luce accesa più dalle doti di Alonso che dalle vere possibilità prestazionali della Rossa. Una Ferrari che ha già confermato entrambi i piloti per il 2012. Annuncio dato dal presidente Luca di Montezemolo e dal team principal Stefano Domenicali, smentendo le illazioni delle ultime settimane su  possibili nuovi arrivi, almeno per quanto riguarda Massa.
Piuttosto Montezemolo ha evidenziato cambiamenti nella struttura della Formula Uno: <<Ci sono cose che vanno cambiate. La pazienza è tanta ma il nostro impegno ha condizioni irrinunciabili. Si possono avere soddisfazioni in altri campi dell’automobilismo anche se senza la Ferrari non ci sarebbe la F.1 e senza la F.1 ci sarebbe una Ferrari diversa. Non ci sta bene una F.1 basata solo sull’aerodinamica, perché la Ferrari non costruisce aerei, o su motori a 4 cilindri, perché non facciamo motociclette. La competizione per noi è sport e occasione di ricerca tecnologica da trasferire su auto di serie. E dico no a una F.1 senza prove. I test sono importanti, pur senza eccedere>>.
Realista come sempre Montezemolo ha anche tracciato il bilancio della stagione che volge al termine. <<E’ stato un anno difficile. Abbiamo pagato forse la grande rincorsa del 2010 ma, soprattutto, non abbiamo avuto la macchina che io, la squadra e tutti i nostri tifosi volevamo. Peraltro, resta la grande gioia di Silverstone: vincere con Fernando Alonso a sessant’anni di distanza, sullo stesso circuito e nello stesso mese dove nel 1951 Froilan Gonzalez conquistò il primo successo nella massima competizione automobilistica. E’ un grande motivo di soddisfazione. Così come è motivo d’orgoglio pensare che, dal 1997 ad oggi, la Ferrari è sempre stata protagonista, vincendo o lottando fino all’ultima gara, fatte salve pochissime eccezioni, in un arco di tempo in cui gli altri andavano e venivano e gli avversari principali – c’è stata l’era della Williams, poi quella della McLaren, quindi della Renault e ora della Red Bull – cambiavano sempre>>.
Dello stesso parere è Flavio Briatore: <<Non c’è più lotta. Che finisca presto questo campionato così noioso! Per renderlo equilibrato bisognerebbe togliere mezzo secondo alla Red Bull e darlo alla Ferrari. Sono convinto che se non si cambiano i regolamenti la prossima stagione sarà tale e quale a questa. Non vedo come in due mesi si possa recuperare il gap sulla RedBull. Le macchine dovrebbero essere uguali. Il budget di 200-300 milioni per fare una stagione è una follia. Non ci sono più team piccoli e medi, se continuiamo cosi ne resteranno tre-quattro. Per rivitalizzare la F1 bisognerebbe mettere sette piloti su 7 Gp2>>.
Tornando alla gara di domenica un altro motivo di interesse si può trovare tra i “figli di un dio minore”. Sauber e Toro Rosso, entrambi motorizzate Ferrari, sono attualmente settimi a pari punti (41). L’impegno di Kobayashi e Perez da un lato e di Buemi e Alguersuari dall’altro è quello di prendere nelle due ultime gare i punti necessari per distaccare il team avversario e conquistare il settimo posto senza ex aequo.
Ecco gli orari (italiani) del weekend negli Emirati Arabi: venerdì 11 novembre, 10:00-11:30 prove libere 1 e  
14:00-15:30 prove libere 2; sabato 12 novembre 11:00-12:00 prove libere 3 e 14:00-15:00 qualifiche; domenica 13 alle 14:00 il via alla gara.
Il sole è garantito per tutta la durata del week-end. Ma da queste parti siamo nell’ordinaria amministrazione. Quel che deve impensierire i piloti è il vento che ci sarà, seppure moderato, e porterà sabbia sul circuito. (ore 15:30 in Italia)

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.