Abu Dhabi – Alla faccia della sazietà! Sebastian Vettel sconosce la condizione di chi ha appagato completamente il  desiderio di cibo, talvolta anche in misura eccessiva  Per il semplice fatto che per lui finché c’è una tavola  imbandita l’unico desiderio è continuare a mangiare fino ad abbuffarsi. Sicchè la “misura eccessiva” è un  relativismo puro la cui conseguenza logica è l’arraffamento.
Aveva a portata di mano il dessert della 14ma pole position per eguagliare il record stagionale di Nigel Mansell che resisteva dal 1992 e l’ha ingurgitato con la voracità di chi, finalmente, può interrompere il digiuno. Togliendo il piatto che aveva davanti l’esterefatto Lewis Hamilton il quale al dolce c’era arrivato servendosi in quattro successive “portate” (le libere 2 e 3 e le qualifiche Q3 e Q2) piatti prelibati a suon di 1’38” che lo hanno solo illuso. Nell’attimo fuggente dell’ultimo tentativo l’Insaziabile tutti quegli 1’38” li ha fagocitati, digeriti, emulsionati e riproposti con un suo 1’38” che è stato  per 141 millesimi indigesto al povero Lewis.
L’1’38”481 di Sebastian Vettel ha centrato tre obiettivi: la pole position, il record di Mansell (che ora può  essere superato in Brasile il 27 novembre) e il nuovo record sul giro in prova. Dai, Lewis non te la prendere  c’è ancora la gara. Domani, il Gran Premio degli Emirati Arabi Uniti, penultima della fantastica stagione di  Sebastian Vettel, laureatosi per la seconda volta di seguito campione del mondo quattro gare fa, e della Red  Bull, confermatasi costruttore iridato tre gare fa. Domani, quando a semaforo rosso è ancora tutto opinabile e i  sogni sono  possibili, in attesa di sapere nella sera illuminata di Yas Marina (differenza oraria di 3 ore) se il  record di 13 vittorie stagionali di Michael Schumacher avrà resistito ancora o se l’Insaziabile avrà mangiato e digerito anche questo piatto da gourmet.
Insaziabilità dimostrata già in India dove è diventato il 24mo pilota nella storia del Circus ad avere  completamente dominato un Gran Premio ottenendo pole, giro veloce in gara e vittoria dopo essere stato  sempre in testa (in 586 gare iridate è successo per la 52ma volta, il recordman di quessta speciale classifica è  Jim Clark, scomparso a 32 anni in un incidente sul circuito di Hockenheim)
Si ripropone la stessa prima fila dell’anno scorso che non è il migliore preludio per le ambizioni di Hamilton il quale passando in rassegna l’ultimo ricordo si ritroverà secondo anche all’arrivo.Piazzamento che quest’anno potrebbe non essergli utile nell’assalto finale al secondo posto iridato al quale partecipano anche Jenson Button, Mark Webber e Fernando Alonso.
Button e Webber sono in secondo fila, l’inglese dietro Vettel. L’australiano dietro Hamilton a combattere con i propri fantasmi che gli rendono impossibile le partenze e lo costringono a rimonte a volte anche spettacolari. Button da Vettel si è preso 150 millesimi di distacco, Webber 377. I due della McLaren e l’australiano della Red Bull, comunque, consapevoli d’avere fatto ad armi pari quanto era nelle loro possibilità per raggiungere la posizione di preminenza. La differenza l’ha fatta l’Insaziabile.
La Ferrari che segue con entrambi i piloti in terza fila ha una consapevolezza di segno opposto. Nel senso che Fernando Alonso e Felipe Massa i tentativi di pole position non hanno potuto farli ad armi pari. Fernando, l’eterno quinto, s’è quasi svenato per entrare nell’1’38” del quartetto davanti ma per 58 millesimi non ce l’ha fatto e per altro il suo 1’39”058 è stato di ben oltre mezzo secondo distante dal crono di Vettel, più di 4 decimi da Hamilton e Button e più di 2 decimi da Webber. Felipe, sesto, arrossisce più del rosso della sua Ferrari: +1”214 da Vettel ,+1”073 da Hamilton, +1”064 da Button, +di 8 decimi da Webber e +di 6 decimi dal compagno di squadra. Per 78 millesimi Nico Rosberg non ha fatto indietreggiare di una linea il brasiliano.
Michael Schumacher s’è presa la soddisfazione, per se stesso e la Mercedes, di entrare nella top ten con l’ ottavo tempo (1’40”662). Per le Force India Mercedes di Adrian Sutil, nono, e Paul di Resta, decimo, la  conferma di quanto di buono avevano fatto vedere nei tre turni di prove libere nelle quali entrambi i piloti erano stati sempre tra i primi dieci.
Nella Valencia del Medio Oriente incombe maestoso il faraonico Ferrari World. Un parco nel quale il  divertimento è assicurato. In pista il Ferrari World dovrà ancora una volta soffrire. (ore 16:30)