Abu Dhabi – Terza vittoria stagionale di Lewis Hamilton, sesta per la McLaren (che ha vinto altre tre volte con Button) nel giorno in cui Sebastian Vettel ha avuto il tempo, col solito scatto da centometrista, di fare due curve prima di lasciare il campo di battaglia. A causa di una sua sottovalutazione della forza di resistenza delle gomme rispetto ai cordoli quando ancora non avevano potuto raggiungere la temperatura ottimale. Precisamente la posteriore destra che è fuorisciuta addirittura dal cerchione costringendo il due volte campione del mondo a rientrare mestamente al box Red Bull per ritirarsi. Per eguagliare le 13 vittorie stagionali di Michael Schumacher Vettel dovrà aspettare il Gran Premio del Brasile, il 27 novembre prossimo.
Lewis Hamilton, che lo aveva visto schizzare via come un proiettile, è  passato dalla rassegnazione di un inevitabile probabilmente frustrante inseguimento all’esaltazione del primato che ha preso saldamente in mano per non lasciarlo più, compiendo 55 giri sempre in testa. Seguito come un ombra, poco minacciosa, da Fernando Alonso il quale con una partenza delle sue, ammazza-avversari, s’è bevuto uno dopo l’altro Mark Webber e Jenson Button, afferrando la seconda posizione mantenuta fino alla conclusione, senza rinunciare al secondo pit stop di mettere un po’ di preoccupazione alla inedita lepre di giornata.
Sul podio più basso Jenson Button il quale nel finale ha difeso la terza posizione dall’assalto di Mark Webber al quale la Red Bull aveva affidato il salvataggio della giornata. L’australiano anche al secondo pi stop ha montato gomme morbide per potere avere la possibilità del recupero su avversari costretti a montare le medie, meno performanti di oltre un secondo, rinviando all’ultimo giro l’ultima sostituzione come da regolamento. La tattica gli è riuscita a metà, solo nei confronti di Felipe Massa al quale è riuscito a togliere la quarta posizione mentre Button è riuscito a mantenere un buon gruzzolo di secondi che gli ha consentito di saltare sul podio. La gara è tutta qui, ce null’altro da raccontare.
Se vogliamo monotona. Alonso è arrivato al traguardo con 8″457 di distacco da Hamilton, Button con 25″881, Webber con 35″784, Massa con 50″578. Insomma Hamilton per un giorno ha fatto il Vettel in assenza dell’originale.
Ed ha, inoltre, inflitto 52″317 a Nico Rosberg, sesto, e 1’15″964 a Michael Schumacher, settimo. Per la Mercedes un risultato di grande valore tecnico per quel che sono le potenziali della macchina.
La Force India ha confermato i riscontri di tutto il week-end ed anche in questa occasione è entrata con entrambi i piloti nella top ten: Adrian Sutil ottavo con +1’17″122 da Hamilton e Paul di Resta, nono, con +1’41″087. Decimo posto per la Sauber Ferrari di Kamui Koboyashi, primo dei doppiati.
La questione secondo posto della classifica iridata è, quindi, rinviata per la soluzione al Gran Premio del Brasile. Alonso col secondo posto ha guadagnato 18 punti ed ha ridotto il distacco da Button che ne ha guadagnati 15: ora 255 per l’inglese, 245 per lo spagnolo. La lotta si registringe a loro due. Con i punti presi oggi  (6) la Force India rafforza la sesta posizione nella classifica costruttori e per la Sauber, 42, è in pratica impossibile rimontare. Piuttosto nell’ultima gara la scuderia svizzerra dovrà fare i conti con la Toro Rosso che di punti ne ha 41 ed aspira al settimo posto. (ore 16:29 in Italia)