Shanghai – Eventi straordinari a Shanghai. Ma non si tratta di miracoli. Trattasi di prestazioni pure, effetto dell’accoppiata pilota-monoposto.
Per la prima volta in carriera, dopo 110 partecipazioni in F.1, Nico Rosberg, è il caso di ricordare figlio del Keke (svedese di genitori finlandesi) campione del mondo nel 1982 a 34 anni con la Williams Cosworth, domani scatterà dalla pole position del Gran Premio di Cina, terza gara della stagione (partenza ore 09:00 in Italia, ore 15:00 a Shanghai). Accanto al ventisettenne pilota di Wiesbaden partirà il sette volte campione del mondo Michael Schumacher che ha avuto la fische del secondo posto in griglia per la retrocessione di cinque posti di Lewis Hamilton il quale ha dovuto sostituire il cambio nella sua McLaren Mercedes. La Stella di Stoccarda non brillava in pole position dal 1955 anno in cui fu il mitico Juan Manuel Fangio a farlo  nel Gran Premio d’Italia. Ma in Cina ha scritto una pagina storica: davanti a tutti due piloti tedeschi sulle due macchine tedesche.
Nico Rosberg alla prima uscita in Q3, con gomme morbide ovviamente, ha percorso i chilometri 5,451 del giro in 1’35”121. Aveva fatto 1’35”725 nella Q2 e già allora s’era messo dietro Lewis Hamilton e Michael Schumacher ed aveva capito che solo lui poteva mancare lo “storico” obiettivo. Ha fatto un giro perfetto facendo meglio degli altri non nei lunghi rettilinei dove l’alettone posteriore della Mercedes avrebbe potuto e dovuto fare la differenza ma nella parte mista, più guidata. Gli altri hanno dovuto fare due tentativi ma sono rimasti comunque lontani: Hamilton 1’35”626, Schumacher 1’35”691, entrambi in ritardo di più di mezzo secondo.
Per la prima volta dopo 41 gare Sebastian Vettel non si trova nella top ten. Il re è stato cacciato dai cavalieri della “tavola rotonda” in Q2 dopo avere temuto una più clamorosa esclusione già in Q1. Ma è tutta la Red Bull che esce sconfitta nella vigilia del Gran Premio di Cina in ritardo di performance dopo le due ultime strabilianti stagioni. Mark Webber, comunque fino ad ieri sempre migliore del compagno di squadra, ha ottenuto il settimo tempo con 1’36”290 (+1”169 da Rosberg!) dopo che in Q2 aveva fatto 1’35”700 che aveva seminato speranze di pole. Sebastian Vettel s’è fermato in Q2, con 1’36”031, per non essere riuscito ad entrare nel range dell’1’35” che ha consentito a tutti gli altri di accedere alla fase finale.
La Ferrari? Dopo l’ubriacatura di Sepang è rientrata nella normalità della sua attuale mediocrità. I cinque aggiornamenti non sono serviti a nulla. Fernando Alonso ha salvato la griglia con il nono crono di 1’36”622 (1”501 da Rosberg) e probabilmente solo perché Romain Grosjean, rimasto in garage, ha preferito risparmiare un treno di gomme morbide utili oggi in gara e si è accontentato d’essere entrato in Q3. Se guardiamo quel che ha fatto il suo compagno di squadra Kimi Raikkonen possiamo ipotizzare che anche il francese avrebbe potuto fare altrettanto, come ha dimostrato nelle tre sessioni di prove libere e in Q2. Felipe Massa ancora una volta fuori dalla top ten, dodicesimo tempo 1’36”255. Avrà come compagno di allineamento nientemeno che Vettel? Figurati che soddisfazione.
Il fatto è che mentre la Ferrari continua ad arrancare ci sono altri team come la Lotus Renault e la Sauber Ferrari che continuano con la regolarità di eccellenti prestazioni e quindi il tradizionale rapporto di forze Red Bull-McLaren-Ferrari continua ad essere stravolto e modificato.
La Sauber Ferrari ha piazzato Kamui Kobayashi col quarto tempo, 1’35”784, e Sergio Pérez con l’ottavo, 1’36”524. La Lotus Renault si gode Kimi Raikkonen col quinto tempo, 1’35”898, e perché no anche Grosjean volontariamente fermatosi al decimo posto col tempo della Q2, 1’35”903.
La gara di domani dovrebbe essere sull’asciutto. Quindi, per Ferrari, non ci sono chances… miracolose. I sorpassi sono possibili molto di più rispetto alla maggiore parte degli altri circuiti. C’è da considerare che conquistare la pole qui non è determinante. Infatti degli otto vincitori solo 4 sono partiti alla corda. La Fia, ha confermato un’unica zona per l’uso del Drs che aumenterà le probabilità di sorpasso dei piloti sul rettilineo stretto prima della curva 14: il fascio di rilevamento,  che misura se un pilota è a meno di un secondo dall’auto che lo precede, si trova nel mezzo della curva 12, con l’area di rilevamento situata a 752 metri dal tornante. Nonostante la curva 7, alla fine del lungo rettilineo, sia quella che sottopone piloti e vetture alla decelerazione più violenta di tutto il mondiale a un soffio dai 6 g, il circuito è nel complesso poco critico per i freni considerato che le vetture sono normalmente molto cariche aerodinamicamente. La resistenza aerodinamica, infatti, contribuisce alla decelerazione delle monoposto aiutando l’azione dei freni. Le restanti frenate sono relativamente leggere. (ore 10:00 in Italia)
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