Shanghai – Nico Rosberg il giorno dopo. La prima volta in pole, la prima volta sul podio più alto alla 110ma partecipazione. La Mercedes il giorno dopo. Ritorno in pole 57 anni dopo il Gran Premio d’Italia, ritorno al successo 57 anni dopo Juan Manuel Fangio nello stesso Gran Premio d’Italia. Novità e ricorsi. la Formula 1 si accende di inediti interessi ed alimenta lo spettacolo con nuovi personaggi e interpreti.
La conclusione che ci si aspettava di un Gran Premio di Cina, nona edizione, nato illuminato dalla Stella di Stoccarda che ha allungato la sua coda come una cometa abbagliante dalla pole position alla vittoria. Col pilota che la pole l’ha inventata. Che sia stata agevolata dal vento e dalla temperatura diverse nel momento del suo tentativo rispetto a quelli avuti dagli altri poco importa. Alla Mercedes è mancato l’acuto completo. Se l’è perso nella strozza al 12mo giro quando un meccanico disattendo ha rovinato la gara di Michael Schumacher avvitandogli male la posteriore destra, disattenzione che ha costretto il sette volte campione del mondo al ritiro non appena rientrato in pista. Probabilmente, visto come sono andate le vicende della gara, avremmo potuto vedere anche il “vecchio” sul podio, magari al secondo posto che fino al momento del ritiro aveva tenuto con autorevolezza proteggendo dalla muta che inseguiva il più giovane compagno di squadra, scattato come un jet dalla corda, al quale ha consentito, facendo da tappo (involontario?), di prendere sempre più il largo. Tre gare tre ritiri per motivi diversi. Peccato. Lo aspettiamo in Bahrain.
Nico Rosberg ha vinto meritatamente una gara che in effetti ha pure dominato. Lo dimostrano i distacchi: 20″6 al secondo, 26″6 al terzo, 27″9 al quarto, 30″4 al quinto. Se le circostanze avevano messo le ali ad Alonso in Cina, le circostanze hanno trasformato in realtà il sogno di Nico e della Mercedes. La prima è stata la partecipazione di Schumi nelle fasi d’avvio della gara alla costruzione del distacco che ha consentito a Rosberg di effettuare il primo stop in tutta tranquillità. La seconda è stata la replica della disattenzione ma qualche box più in là. Al terzo pit stop di Button in rimonta che aveva già messo nel mirino Rosberg  un meccanico ha perso tempo, destino beffardo, sulla posteriore destra allungando a 9 secondi la sosta in piazzola e di fatto facendo sprofondare Jenson  nella voragine dalla quale non poteva risalire per arrivare al successo. Che abbia agguantato il secondo posto è per il fatto che le sue gomme più fresche gli hanno consentito di superare un bel pò di gente, nel finale soprattutto Vettel passato dal secondo al quinto posto in pochi giri (al povero Raikkonen è toccato di peggio: negli ultimi sette giri dal secondo al 14mo posto!)
La McLaren, quindi, si è dovuta accontentare di salire sul podio non solo con Button ma anche con Hamilton. Un bel accontentarsi se è vero che nelle fasi finali della gara le due monoposto di Woking hanno dovuto battagliare con le due Red Bull, vincendo al traguardo. Red Bull che tutto sommato, nel ricordo dell’invincibile armata degli ultimi due anni, è riuscita a piazzare Webber al quarto posto, guadagno di 2 posizioni dalla griglia di partenza, e Vettel al quinto, dopo una perentoria risalita dal 15 posto in cui si era smarrito per una pessima partenza alla… Webber. Quindi un buon viatico ma tanto lavoro da fare per ritornare al vertice soprattuo ora che la minaccia Mercedes non è solo in qualifica.
La Lotus ha perso negli ultimi 7 giri Raikkonen ma ha ritrovato negli stessi frangenti Grosjean le cui gomme hanno tenuto meglio consentendo al francese di guadagnare la sesta posizione.
La sorpresa è una doppia sorpresa perché entrambi le Williams sono arrivate al traguardo in posizioni nelle quali nessuno avrebbe scommesso alla vigilia: Senna settimo (partito 14mo), Maldonato ottavo (13mo in partenza). Entrambi sono riusciti a tenere dietro la Ferrari di Alonso che non ha potuto fare altro che confermare il nono posto di partenza. La Malesia è lontana!
Deludenti le due Sauber soprattutto per errori dei due piloti che in alcuni momenti (più d’uno) hanno voluto strafare, pagando. Kobayashi ha rimediato il 10mo posto, era partito dal terzo, Perez (anche per lui la Malesia è lontana), 11mo fuori dai punti (era partito ottavo).
In zona retrocessione ancora Massa, partito 12mo finito 13mo. Tre gare fuori dai punti. La sua partecipazione al punteggio del costruttore Ferrari continua ad essere da zero in profitto e in condotta.
La gara non ha avuto storia in pratica fino ai sette giri conclusivi. Con le vicende che tutto sommato vi ho riferito scrivendo di ciascuno dei protagonisti. (ore 11:30 in Italia)