Manama – Il re è tornato. In una regia vuota. Niente vip nel paddock, niente popolo sugli spalti ad accogliere Sebastian II. Un silenzio surreale che ha avvolto i pochi dignitari in attesa dell’evento da tre gare. A pochi chilometri dal circuito del Sakhir la rivolta degli sciiti divampa incontenibile, C’è stato anche un morto. Questo Gran Premio del Bahrain, che si corre domani,  non doveva farsi (come l’anno scorso). Tra Eccleston, patron del Circus, e Todt, presidente della Fia, è stata polemica dura e aperta ancora stamattina. Si è fatto perché  non si può rinunciare ai ricchi introiti dei diritti televisivi. Business is business.
Il re è tornato. Sebastian Vettel e la Red Bull Renault che non più tardi di stamane nelle libere 3 sembravano ancora una volta destinati alla sconfitta, sono esplosi in qualifica nel pomeriggio infuocato dal sole e battuto dal vento del deserto che ha portato sabbia a folate continue. Esplosi come accadeva l’anno scorso. Una deflagrazione assordante che ha investito in pieno tutti gli avversari. 1’32”422 il tempo pole del due volte campione del mondo sul giro di chilometri 5,412 che ha vanificato i tentativi degli altri cinque che sono entrati come lui nello range di 1’32.
A cominciare da Lewis Hamilton con la McLaren Mercedes beffato per pochi centimetri, 98 millesimi, che comunque s’è guadagnata la prima fila. Per proseguire con l’accoppiata della seconda fila, il compagno di squadra Mark Webber che fin qui lo aveva sempre messo dietro ed ora terzo a 215 millesimi, e l’altro McLaren Jenson Button quarto a 289 millesimi. E gli ultimi dell’1’32, Nico Rosberg  (predestinato alla pole avendo dominato gli ultimi due turni di libere, per risparmiare treni di gomme ha lasciato il box allo scadere del tempo a disposizione per fare un solo giro) quinto tempo (+399 millesimi) in terza fila con la sua Mercedes insieme con la sorpresa di turno del sabato Daniel Ricciardo, sesto tempo con la Toro Rosso Ferrari a 490 millesimi.
Gli altri quattro dell’ultimo taglio hanno fatto da contorno. Romain Grosjean con la Lotus Renault settimo con +586 millesimi in quarta fila insieme con Sergio Perez e la Sauber Ferrari ottavo con +972 millesimi. Fernando Alonso con la Ferrari e Paul di Resta con la Force India Mercedes, rispettivamente nono e decimo nella quinta fila della griglia, hanno preferito rinunciare e risparmiare anch’essi i treni di gomme necessari domani in una gara che si annuncia con numero di soste impreviste e dalle vicende tutte da vedere perché nulla è scontato.
Con una monoposto in palese difficoltà per mancanza di carico aerodinamico il cui distacco dal migliore nei tre turni di prove libere è stato sempre superiore al secondo e mezzo, Alonso non avrebbe potuto fare nulla, neanche per migliorare la nona posizione conquistata col crono di 1’33”403 con cui è passato alla Q3. Se alle difficoltà della macchina aggiungiamo quelle del pilota ecco che ritroviamo Felipe Massa per la quarta volta fuori dalla top ten, 14mo in settima fila.
Per motivi diversi si sono persi per strada Kimi Raikkonen e Michael Schumacher. Iceman è stato respinto in 11ma posizione senza possibilità di difesa per un errore di valutazione degli strateghi della Lotus secondo i quali l’1’33”789 fatto dal finlandese sarebbe stato sufficiente a garatirgli il passaggio in Q3. Presunzione smentita da Ricciardo, Grosjean, Perez ed Alonso, uno dopo l’altro manovratori dei siluri che hanno mandato a picco le certezze del muretto Lotus.
Michael Schumache è rimasto addirittura fuori in Q1. Non è potuto ritornare in pista per difendere la posizione a causa del malfunzionamento del Drs della sua Mercedes. Partirà dalla 17ma posizione solo perché ne guadagna una dal momento che Pastor Maldonado ne ha dovuto perdere cinque perché ha sostituito il cambio.
Nessuno può avere certezze sull’esito della gara di domani. Il vento, la sabbia, soprattutto le gomme saranno gli elementi che potranno essere, separatamente o insieme, determinanti. Il circuito, circondato dal deserto, è  molto impegnativo per i freni. Le elevate temperature ambientali (45 gradi sull’asfalto ieri pomeriggio) che determinano un elevato grip e maggiori sollecitazioniper l’impianto frenante, unite alla presenza di numerose frenate ad elevata energia e a breve distanza tra loro, possono mettere in crisi gli impianti frenanti delle monoposto. Inoltre, a causa della sabbia presente sull’asfalto, si ha un progressivo gommarsi che comporta un aumento della temperatura e dell’usura degli impianti frenanti per i quali la curva 1 è la più impegnativa del circuito. La zona del Drs è stata localizzata sul rettilineo principale. Con il fascio di rilevamento posizionato a 108 metri prima della curva 14, i piloti che si trovano a meno di un secondo dall’auto davanti (dal terzo giro dopo la partenza o al riavvio della corsa) potranno utilizzare il Drs dopo 270 metri dall’ultima curva, aumentando le opportunità di superare alla curva 1. (ore 15:30 in Italia)