Mas La Morenta – Quinta gara della stagione, quinto vincitore diverso. Ma prima volta di una monoposto outsider. La Williams motorizzata Renault è tornata così alla vittoria otto anni dopo il successo del colombiano Juan Pablo Montaya nel Gran Premio del Brasile. Sul podio più alto ce l’ha portata un altro pilota sudamericano, il venezuelano Pastor Maldonado a conclusione di una gara sontuosa e micidiale che ha spezzato le ali al sogno della rinascita della Ferrari. Seconda sul podio col tenace Fernando Alonso, autore di una partenza capolavoro che ha tolto a Maldonado la gioia della pole position ma poi costretto ad una resa incondizionata di fronte ad una monoposto che oggi è stata nettamente superiore alla Rossa dello spagnolo. Fernando, comunque, con i punti del secondo posto è risalito sul tetto della classifica iridata anche se vi ha trovato Sebastian Vettel, sesto al traguardo, posizione che gli ha garantito 8 punti e il mantenimento della leadership conquistata dopo il successo in Bahrain.
Ancora sul podio Kimi Raikkonen, questa volta terzo con la Lotus Renault che rimane la squadra allo stato attuale più agguerita e affidabile come ha dimostrato anche il quarto posto di Romain Grosjean a conclusione di un gran premio nel quale nessun’altra monoposto ha saputo svolgere un ruolo anche accettabile dal punto di vista della performance. Lo dimostrano i distacchi che non sorprendono se fanno riferimento a squadre di “contorno” ma che costituiscono motivo di approfondimento da parte dei tecnici delle rispettive squadre quando al contrario sono relative a squadre di primo rango. Kamui Kobayashi con la Sauber Ferrari quinto a 64″6, Sebastian Vettel con la Red Bull Renault sesto a 67″5, Nico Rosberg settimo con la Mercedes a 77″9, Lewis Hamilton ottavo e Jenson Button nono con le McLaren Mercedes rispettivamente a 78″1 e 85″2, Nico Hulkenberg decimo con la Force India Mercedes, doppiato.
Grande e incontenibile euforia, quindi, per la Williams, giustificato ottimismo per la Lotus, mezza soddisfazione per la Ferrari che continua a lottare per i costruttori col solo Alonso mentre Massa continua a collezionare umiliazioni (oggi anche doppiato!), delusione profonda per Red Bull, McLaren e Mercedes. Il team campione del mondo ha rimediato il rimediabile con Vettel ma ha avuto Webber fuori dai punti (11mo); il team di Woking è arrivato a mala pena ai limiti delle posizioni che portano punti con entrambi i piloti; la Stella ha continuato a ringraziare Rosberg per i pannolini caldi e volge lo sguardo malinconicamente verso Schumacher ancora messo fuori combattimento (questa volta colpevole per avere voluto superare Senna quando non poteva).
Dal punto di vista dell’interesse e dello spettacolo meglio così. L’incertezza domina sovrana.
Al via era sembrata la giornata di Alonso. Dalla pole Maldonado è infatti scattato leggermente più lento rispetto a Fernando e ha stretto il ferrarista a destra, ma quando l’erba della via di fuga è diventata asfalto lo spagnolo si è ritrovato in posizione ideale per impostare la staccata a destra all’interno e in prima posizione. Dietro a Fernando e Pastor all’inseguimento Raikkonen, Rosberg, Grosjean e Schumacher. Hamilton, partito dal fondo, ha recuperato in 6 giri 7 posizioni. Tra il 7mo e l’8vo giro le due soste anticipate dei piloti Red Bull. Webber e Vettel hanno deciso di cambiare strategia e hanno montato le gomme dure. In 10 giri Alonso non è comunque riuscito a scrollarsi di dosso Maldonado. Il venezuelano è rimasto negli scarichi del ferrarista che è rientrato per la sua prima sosta all’11mo giro seguito da Grosjean e Schumi. Maldonado e Raikkonen hanno invece sostituito le gomme il giro dopo, ma sono ripartiti dai box dietro alla Ferrari.
Tra il 13mo e il 15mo giro la fiera degli errori. Prima il ritiro di Schumacher che ha tamponato Bruno Senna in fondo alla staccata principale. Poi l’incerto, ennesimo quest’anno, pit stop di Hamilton che è salito su una pistola lasciata a terra da uno dei meccanici. Dopo il primo giro di soste la corsa si è divisa in due. Davanti Alonso, Maldonado e Raikkonen a fare il passo racchiusi in 8 secondi; Grosjean, Rosberg, Vettel e Button a seguire racchiusi tra i 20 e 26 secondi dalla Ferrari.
Al 27mo giro la svolta. Prima la sosta di Maldonado, poi quella di Alonso che però è uscito dai box dietro al venezuelano, scatenato con le gomme fresche. Un momento difficile per la Ferrari mentre Maldonado ha rifilato in pochi giri oltre 7 secondi all’asturiano. Inoltre, il drive through a Massa e Vettel che non hanno rallentato nel momento dell’incidente tra Senna e Schumacher. Al 42mo giro la terza sosta di Maldonado con un problema alla posteriore sinistra. Al 45mo quella di Alonso che però non è riuscito ad approfittare dei giri rimasto in pista uscendo dietro al rivale. Fernando le ha tentate tutte, ma Pastor non ha fallito l’appuntamento con la storia. E’ il primo pilota venezuelano a vincere una gara di F.1. (ore 17:50)