Monte-Carlo – 1994, Michael Schumacher (Benetton Ford). 1996, Michael Schumacher (Ferrari). 2000, Michael Schumacher (Ferrari).
26 maggio 2012, Michael Schumacher (Mercedes). Nel giorno più bello dal suo rientro, tre anni fa, in F.1, per il kaiser 43enne la gioia e la delusione. La sua è stata solo una pole provvisoria, la penalizzazione di 5 posizioni, presa perché ritenuto colpevole dell’incidente con la Williams di Senna in Spagna lo ha nello stesso momento del trionfo cacciato in terza fila, sesta posizione di griglia. Dalla pole del Gran Premio di Monaco domani pomeriggio partirà Mark Webber con la Red Bull.
Resta la magnifica impresa del vecchio carico di sette titoli iridati (cinque con la Ferrari). Proprio nel giorno in cui una volta di più attorno a lui si sentivano rintocchi di “campane a morto” per i continui deludenti risultati (Mercedes, dicevano i rumors del paddock, sta meditando a fine stagione di dimissionarlo), Michael Schumacher è tornato il “cannibale” dei bei tempi quando agli altri lasciava le briciole. Purtroppo per lui la preda gli è stata tolta dalla bocca e la sua fame di successi (probabilmente) dovrà aspettare un’altra favorevole circostanza per essere saziata.
Prima che Schumi piombasse sul traguardo con lo strepitoso 1’14”301 spiccato sul tracciato cittadino del Principato di chilometri 3,340, cinque piloti in rapidissima sequenza avevano vissuto l’estasi della pole: Grosjean 1’14”639, superato da Hamilton 1’14”583, a sua volta superato da Rosberg 1’14”448, al quale aveva dato scacco matto Webber 1’14”381. Alonso s’era già messo il cuore in pace col suo 1’14”948 e Massa dopo la fiammata nella Q2 col primo posto in 1’14”911 si era autoeliminato con 1’15”049 ottenendo comunque il premio di consolazione della prima volta nella top ten in stagione, nello stesso range di Raikkonen, 1’15”199, e di Maldonado, 1’15”245, mentre Vettel si era autoconfinato al decimo posto senza neanche effettuare un tentativo.
Questa la scala dei valori. Tutta diversa la griglia di partenza anche per effetto della penalizzazione di 10 posizioni inflitta a Maldonado reo di una scorrettezza su Perez nelle libere 3 di stamane. In prima fila Webber e Rosberg, in seconda Hamilton e Grosjean, in terza Alonso e Schumacher, in quarta Massa e Raikkonen, in quinta Vettel e Hulkenberg.
C’è da fare un considerazione fondamentale. La pioggia, data per certa, ieri non c’è stata, il pomeriggio monegasco ha avuto temperature quasi estive che sull’asfalto si sono tradotte in una oscillazione tra 42 e 45 gradi. Da un momento all’altro le prestazioni delle supersoft sono cambiate in favore dell’uno o dell’altro dei piloti. Se anche domani gli esperti meteo saranno smentiti e il circuito sarà caratterizzato dalle stesse temperature di oggi la gara potrebbe riservare più di una sorpresa ed il successo non sarà più strettamente legato alla partenza dalla pole quanto dal numero delle soste per il cambio gomme.
Preoccupazione che certamente avrà anche Jenson Button il quale comunque è stato costretto all’esilio coatto in Q2 col 13mo tempo e pensare al successo su un circuito dove è impossibile superare sarebbe come scrivere un trattato sull’utopia.
Va, comunque, evidenziato che dal 2004 all’anno scorso 7 piloti su 8 partiti dalla pole hanno sbancato il banco del Casino Royale. L’unico a non farlo nel 2008 è stato Lewis Hamilton. Ci sono invece riusciti Jarno Trulli, Kimi Raikkonen, due volte Fernando Alonso, Jenson Button, Mark Webber e Sebastian Vettel l’anno scorso.
Albo d’oro che ripasserà tutta la notte Mark Webber che da tempo non azzecca una partenza e deve fare delle gare in rimonta. Se gli dovesse capitare qui domani una falsa partenza il regalo ricevuto da Schumi non gli sarà servito a niente. Il pilota della possibile vendetta è accanto all’australiano, Nico Rosberg, compagno di squadra del poleman espropriato del titolo, che al contrario le partenze le sa fare benissimo.
Il circuito non presenta frenate particolarmente brusche ma l’insidia per gli impianti frenanti è rappresentata prevalentemente dal surriscaldamento delle pinze. Infatti le staccate molto ravvicinate e le basse volocità comportano notevoli problemi nello smaltimento termico. Per l’impianto frenante la curva 8 risulta essere la più impegnativa del circuito che i piloti dovranno ripetere per 78 volte.
Allarme bomba nel paddock. al termine della prima giornata di prove libere. Verso le ore 23 alcune persone hanno notato una scatola sospetta. Sono intervenuti gli artificieri che hanno fatto brillare il presunto ordigno per poi scoprire che si trattava della scatola di gestione dei tornelli d’ingresso. Risultato: tornelli ko. Che sono poi stati riparati in mattinata. (ore 16:40)
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