Monte-Carlo – Se non fosse per Lewis Hamilton che ha steccato quando la partitura richiedeva due “do di petto” finendo quinto al traguardo dopo essere partito dalla terza posizione in griglia, il Gran Premio di Monaco avrebbe fotografato sul podio gli stessi primi tre piloti dell’ordine di partenza. Ha vinto Mark Webber. Una fuga dalla pole la sua, immediata, per la vittoria ottenuta senza dovere fare altro che tenere a bada la muta famelica dietro di lui soprattutto negli ultimi 12 giri quando la leggera pioggerellina, a cambio gomme già effettuato, poteva creare problemi e strasvolgere le posizioni acquisite dopo 66 giri monotoni. Il secondo posto non è sfuggito a Nico Rosberg, partito dalla seconda piazzola, anch’egli al traguardo senza preoccupazioni di dovere temere assalti, in verità improbabili e casomai azzardati. da chi gli stava dietro. Questo chi si chiama Fernando Alonso, da ieri devoto di Saint…Devote che l’ha protetto e salvato dal velenoso morso del “serpente” Grosjean che in partenza ha tentato di salvare il posto zigzagando tra Fernando e Schumacher, entrambi toccati ma non affondati (il francese ha pagato con la distruzione della macchina e l’inevitabile ritiro dopo poche centinaia di metri, appunto alla prima curva, la Saint Devote). Impossibilitato a superare Hamilton nonostante stesse facendo meglio dell’inglese, nel momento in cui si è trovato in testa, per effetto delle soste per il cambio  gomme, Alonso ha infilato un paio di giri magistrali accumulando quel minimo di vantaggio che al rientro in gara, dopa la sua fulminante sosta al box (3″3), gli ha consentito di mettersi davanti alla McLaren di Hamilton. Il quale in un successivo cambio gomme, quello di Vettel ch’era partito con le soft ed ha fatto molti più giri degli altri con una progressione impressionante di tempi sul giro, si è visto retrocesso al quinto posto superato al rientro in pista dal campione del mondo in carica, classificatosi quarto.
Finalmente un raggio di sole per riscaldarsi delle prime cinque delusioni su Felipe Massa, sesto al traguardo per acquisire punti che possono fare morale per le prossime gare. Settima ed ottava le Force India, rispettivamente di Paul di Resta e Nico Hulkenberg. Nona la Lotus, promessa mancata di questa gara, indicata come la probabile vincitrice, subito senza speranze per l’azzardo di Grosjean e poi aggrappata alla ciambella di salvataggio offerta da Kimi Raikkonen che ha dovuto fare gli straordinari per entrare nei primi 10. Il decimo posto di incoraggiamento per la Williams con Bruno Senna mentre il vincitore di Barcellona si è ritirato anch’egli subito dopo il via coinvolto in un altro incidente insieme con Pedro de La Rosa.
Delusione coente per Michael Schumacher e Jenson Button. Il sette volte campione del mondo autore ieri del tempo pole ma poi retrocesso di cinque posizioni per il fattaccio del Montmelò con Senna, ha prima perso posizioni in partenza per evitare il siluramento da parte di Grosjean e poi a 15 giri dalla conclusione si è ritirato per mancanza di pressione nel circuito della benzina della Mercedes. Il pilota della McLaren, per la seconda volta di seguito fuori dalla top ten, si è impelagato in una zona di cani rabbiosi e riottosi tra i quali si è trovato male ed è stato penalizzato dai reiterati tentativi, falliti, di superare la Caterham di Kovalainen ed alla fine in uno di questi tentativi ha pagato con il ritiro a 8 giri dal traguardo.
Quindi sesta gara, sesto vincitore, ma secondo successo per la Red Bull. Fernando Alonso con i punti incassati oggi è leader solitario della classifica piloti con un totale di 76, tre in più della coppia Red Bull Vettel- Webber ex zequo al secondo posto.
Si accennava ad una gara monotona. Lo è stata fino a 12 giri dalla conclusione quando la leggera pioggia (arrivata poi abbondante subito dopo la fine della gara) ha compattato i primi 6 innescando una grande tensione che in avvio si è avuta solo per alcune carambole che avrebbero potuto combinare guai maggiori a molti incolpevoli. Grosjean aveva quasi gelato il sangue dei tifosi ferraristi. Il francese della Lotus ha infatti stretto sulla destra e toccato Alonso prima di allargare sulla sinistra fino per colpire la Mercedes di Schumacher, girandosi poi in fondo al rettilineo d’arrivo con la Lotus semidistrutta. Per evitarlo il gruppo si è letteralmente aperto e anche Kobayashi ne ha fatto le spese. Tra gli eleiminati alla prima curve anche Pastor Maldonado (un fine settimana tutto da dimenticare per il venezuelan) penalizzato ieri per la manovra nelle prove libere 3 ai danni di Perez. Subito fuori con l’alettone posteriore danneggiato anche De la Rosa.
Il gruppo si è  incolonnato in attesa di sviluppi guidato da Webber,  seguito da Rosberg, Hamilton, le Ferrari di Alonso e Massa e la Red Bull di Vettel, l’unico dei big ad avere gomme soft (gli altri sono partiti con le super soft). Per 28 giri non ci sono state fughe, i primi 10 sono rimasti raccolti entro i 20 secondi. Il primo a rompere gli indugi nonostante i ripetuti annunci dai team radio di arrivo della pioggia è stato Nico Rosberg. Il tedesco ha cambiato le gomme ed è rientrato in pista in sesta posizione. Webber e Hamilton si sono fermati un giro dopo, Alonso due giri dopo. I meccanici Ferrari hanno fatto il solito capolavoro di tempismo perché Fernando è tornato in pista davanti a Hamilton in quarta posizione mentre davanti tutto invariato con Webber secondo e Rosberg terzo. In prima posizione Sebastian Vettel, l’appunto l’unico a essere partito con gomme soft. Il campione del mondi in carica ha aspettato fino all’ultimo la pioggia ma dopo 16 giri  dal cambio gomme degli altri le sue non lo hanno più aiutato ed è dovuto rientrare. E’ riuscito a beffare Hamilton e Massa ma si è ritrovato dietro a Webber, Rosberg e Alonso, tutti vicinissimi. Si è così arrivati al gran finale, con l’emozione della pioggerellina che però non ha modificato il risultato finale acquisito da tempo. (ore 17:30)