Silverstone – Specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? Nel regno di sua maestà Elisabetta II nella vigilia alluvionata del Gran Premio di Gran Bretagna che si correrà domani pomeriggio, la più bella del reame è la Ferrari. Contro la quale ci sono tante regine cattive che hanno preparato mele avvelenate per allontanarla dal trionfo. Che sarebbe il secondo di fila dal momento che a Silverstone la Signora in Rossa ha vinto anche l’anno scorso. Con lo stesso mago, cavalier servente e principe azzurro, che oggi le ha regalato la prima pole stagionale (21ma per lo spagnolo in carriera) ponendo fine ad un’attesa durata per 31 gran premi.
Se mai ce ne fosse ancora bisogno Fernando Alonso continua a stupire ed a dimostrare che è in grado di arrivare al titolo iridato, il suo terzo, sfuggitogli due anni fa per un abbaglio tattico nella gara conclusiva. La regina cattiva Pioggia ha tentato di avvelenare la vigilia della gara alla Ferrari ma il “piano” non è riuscito. Interrotta la Q2 a causa della pista inondata dalla pioggia che veniva giù a catinelle, fuori dalla top ten nel momento dell’interruzione e con solo sei minuti da completare alla ripresa, Fernando Alonso e Felipe Massa hanno vissuto, insieme con tutti gli uomini della Ferrari, un’ora e 32 minuti di spasmodica attesa, dalle 13:35 alle 15:07 (ora locale), con l’ansia e la preoccupazione di una possibilità estremamente negativa: rimanere fuori entrambi dalla top ten.
Ritornati in pista, in quei sei minuti Massa si è ricordato di un certo Felipe, suo omologo d’altri tempi che ha perso il trono nel 2008 un attimo dopo averlo conquistato, ed ha sparato 1’53”065 che gli è valso la quinta posizione e la terza fila della griglia, assoporando anche l’estasi di una purtroppo solo provvisoria pole position. Fernando Alonso alle pagine dei suoi capolavori in corso d’opera ha in due successivi giri scritto un nuovo capitolo: ha parato due stoccate dell’incazzatissimo Mark Webber e della sua minacciosa Red Bull ed ha portato due affondo, il secondo più letale del primo perché non c’è stato nulla da fare per l’australiano arrivato al traguardo immediatamente dopo lo spagnolo ricevendo in tempo reale la brutta notizia del distacco di 47 millesimi: 1’51”746  Fernando, 1’51”796 Mark
Nel pacchetto di mischia dei rincalzi non in grado di entrare nel range di 1’51” l’orso tedesco svegliatosi a Valencia dal lungo letargo, Michael Schumacher, terzo con la Mercedes in  1’52”020 (+274 millesimi), e il suo erede ormai conclamato Sebastian Vettel, quarto con la Red Bull (+453 millesimi). Nove titoli iridati in due. Preziosi da collezione Bulgari in una seconda fila che fa paura a chi sta davanti.
Il Felipe del tempo perduto sul pianerottolo del terzo piano trova l’ex coequipier Kimi Raikkonen, Iceman impenitente, silenzioso e misterioso, che da quando è tornato non perde occasione per evidenziare le sue intenzioni che non sono quelle di fare la comparsa di lusso per togliersi lo sfizio dopo due anni sabbatici nel mondo dei rally vissuti con poca gloria, ma di un risolutore che lotta per il titolo iridato, il secondo per quanto gli riguarda. 1’53”290 il crono del finlandese con la Lotus, +1”544 da Alonso.
La quarta fila accomuna la Williams delle speranze mai sopite e la McLaren delle delusioni impreviste che non si fa mancare. Pastor Maldonado settimo a 1”793 da Alonso e Lewis Hamilton ottavo a 1”797 sempre meglio di Jenson Button consegnato alla dogana della Q1 col foglio di via obbligatorio della 18ma posizione in griglia che riesce a migliorare per effetto delle penalità di Kobayashi e Hulkenbger che perdono 5 posizioni e Vergné che ne perde 10 (perché sparare sulla Croce Rossa?).
La top ten è completata dalla quinta fila nella quale hanno preso posto Romain Grosjean, che non ha partecipato al turno finale per avere insabbiato la sua Lotus in Q2 dopo avere conquistato l’accesso in Q1, e Paul di Resta promosso sul campo con la sua Force India al posto del retrocesso Nico Hulkenberg.
E domani? Non chiedete l’impossibile. Domani chi vivrà vedrà. O se vi piace di più, domani è un altro giorno si vedrà. Un fatto sembra scontato: ci saranno condizioni atmosferiche come quelle di oggi. Le magie si dovranno fare già indovinando il momento per fare tutto quel che c’è da fare nella dinamica di una strategia vincente.
Silverstone è il tracciato forse meno impegnativo per l’impianto frenante con appena l’8%  del tempo speso sul giro in frenata. Si tratta, infatti, di un circuito molto “guidato” dove i curvoni veloci determinano generalmente frenate poco impegnative. Nel caso di condizioni climatiche avverse si possonoverificare problemi legati all’eccessivo  raffreddamento denominato glazing. Per l’impianto frenante la curva 1 risulta essere la più impegnativa del circuito.
L’anno scorso dalla pole partì Webber ma vinse, a sorpresa, Alonso alimentando le speranze di una remontada che non c’è stata. La Ferrari si diede alla latitanza.