Hockenheim – Nel cantiere navale di Maranello è stato varato un jet nautico in grado di affrontare il mare in qualsiasi condizione. Se poi al timone ci mettete il capitano di lungo corso Fernando Alonso le conseguenze, per gli altri regatisti, sono inevitabili: in riga per uno e… acqua in bocca.
Nella laguna di Hockenheim la Ferrari e Fernando Alonso hanno dato seguito alla pole position di Silverstone (22ma in carriera per il pilota) con una prestazione unica e inimitabile e domani partiranno davanti a tutti nel Gran Premio di Germania, decima gara della stagione di F.1. I 4,574 chilometri del tracciato del Baden-Württemberg, 20 chilometri a sud di Mannheim, in una situazione da idroscalo sono stati effettuati in 1’40”621. Ripeto, prestazione unica e inimitabile. Quelli che hanno tentato l’affondamento, fallito, hanno navigato in 1’41”, c’è chi ha remato in 1’42” o in 1’43” e chi ha nuotato in 1’44” e 1’45”. Irriducibili le due Red Bull ma Sebastian Vettel, secondo, si è  visto stampare in faccia un ritardo di 405 millesimi; Mark Webber, terzo ma costretto alla “retrocessione” di 5 posizioni per la sostituzione del cambio, ha ricevuto notizia di un ritardo di 875 millesimi.
Michael Schumacher, quarto, big superstite in Q3 insieme con Jenson Button, Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen, ha registrato con la sua Mercedes un ritardo di 1”838. I due McLaren, citati nell’ordine, rispettivamente settimo e ottavo sono stati compagni anche nel dolore con 3”492 e 3”565 di ritardo. Iceman, decimo con la Lotus, ha sommato 5”190.
Capito che significa prestazione unica e irripetibile?
In ordine sparso nella top ten a sparigliare la compattezza dei cosiddetti big si sono infilati, avendo superato la Q2, corsari di provata vocazione come Nico Hulkenberg, quinto con la Force India, Pastor Maldonado, sesto con la Williams, e Paul di Resta, nono anch’egli con una Force India.
Il guanto di sfida Fernando Alonso l’aveva gettato nelle libere 3 della mattina, pista asciutta, quando aveva fatto la migliore prestazione con il tempo di 1’16”014 che è stato anche il miglior crono delle tre sessioni di avvicinamento alle qualifiche. Nessuno, quindi, può dire di non essere stato avvisato per tempo. Quel che è accaduto è stata la conseguenza di una scelta strategica finalmente tempestiva e puntuale che ha consentito al pilota spagnolo di superare indenne il taglio della Q2 con un giro da 1’38”521 prima che la pioggia annacquasse le speranze di coloro che si sono trovati con l’acqua alla gola senza che potessero porvi rimedio. Tra questi Felipe Massa il quale ha perso l’attimo fuggente quando ne ha avuto la possibilità non riuscendo a fare un giro decente con le gomme da asciutto e poi si è dannato l’anima con quelle da pioggia estrema finendo al 14mo posto, e Romain Grosjean, per la prima volta in dieci gare fuori dalla top ten, spiaggiatosi con la sua Lotus al 15mo posto e per giunta con l’handicap di cinque posti a perdere anch’egli per la sostituzione del cambio. Nel pantano della Q2 è rimasta prigioniera anche la Mercedes di Nico Rosberg la cui 17ma posizione in griglia diventerà anche per lui meno 5 posizioni per avere sostituito la trasmissione.
Se il riscontro acquisito nelle libere 3 può essere preso come valore seppure relativo con beneficio d’inventario, esperienza inglese docet, per le possibilità che domani la Ferrari ha in gara con Fernando Alonso, l’ottimismo per un podio, magari il più alto, può essere coltivato con la cura che si riserva ad una pianta che ha bisogno di continua assistenza e concime adatto. Fernando è stato l’unico ad avere dimostrato che ad Hockenheim è il più forte sia sull’asciutto sia sul bagnato. Ma dobbiamo dimenticare il bagnato e concentrarci sulla gara asciutta. Non sembra che ci siano altre possibilità. Il radar meteo per domani presenta cielo sgombro di nubi sul tracciato di Hockenheim. I valori in campo saranno più livellati e la livella quando si tratta di gomme morbide tende a non equilibrare le chances in favore della Ferrari. Alonso a Silverstone è stato in testa dal primo al 15mo giro con le gomme dure, poi dal 19mo al 47mo sempre con le dure ma dal 48mo all’arrivo (52mo giro) in testa c’è andato Mark Webber la cui Red Bull s’è mangiata come un appetitoso hot-dog la Ferrari con le gomme morbide.
Nel 2010, edizione Hockenheim precedente all’attuale, Alonso, che vinse (partendo dal secondo posto in griglia), fece un solo cambio gomme al 13mo giro ed arrivò in fondo al 67mo senza soffrire alcuna pressione. Partire con le morbide e poi le dure? Sembra inevitabile.
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