Hockenheim – L’E.T. della laguna si è trasformato in re scorpione e in una gara infuocata anche da temperature ambientali mai avute per tutto il week end ha dato un colpo di coda mortale al campionato vincendo la seconda gara di seguito, dopo avere ottenuto la seconda pole position di seguito. Con l’aggiunta di alcuni dettagli non di secondo piano: è’ l’unico pilota ad avere vinto tre volte in stagione e ad essere andato a punti nelle 10 gare fin oggi disputate. Il punteggio iridato di 154 punti nasce da questa supremazia, impensabile ad inizio stagione. Webber oggi è secondo 34 punti più indietro e Vettel è terzo con 36 lunghezze di ritardo.
Fernando Alonso e la Ferrari sono stati i dominatori assoluti seppure non incontrastati del Gran Premio del Germania, giro di boa, della stagione di F.1, e dopo questa gara il pilota spagnolo può cominciare a ragionare sulla via dell’iride lasciando che siano gli altri a preoccuparsi di dovere fare meglio  di lui. Le chaces di contrastare la marcia trionfale della Rossa n.5 l’hanno avuta sia la Red Bull di Sebastian Vettel sia la McLaren di Jenson Button ma entrambi hanno dovuto prendere atto che contro la Ferrari di oggi più che tentare, onorevolmente, non si poteva fare. Alonso ha dato 3″7 di distacco a Vettel e 6″9 a Button. E proprio i due maggiori antagonisti di Fernando esclusi inesorabilmente dalla possibilità di vittoria hanno duellato tra loro in un’appasionante vicenda agonistica che ha visto prevalere prima l’inglese, al quale è riuscito il sorpasso al secondo pit stop, poi il tedesco che nella parte finale è andato all’arrembaggio riuscendo a passare davanti nel penultimo giro con una manovra al limite del regolamento. Così al limite che gli steward l’hanno considerata illegale ed hanno retrocesso il tedesco dal secondo al quinto posto, ridefinendo, quindi, l’ordine d’arrivo.
Al quarto posto, poi diventato terzo, il costante ma a volte velenoso nei sorpassi Kimi Raikkonen con la Lotus che è arrivato al traguardo 16″4 dopo Alonso, dopo avere domato le due Force India prima e le due Sauber dopo le quali comunque sono la sorpresa della giornata, entrambi al traguardo, quarta con Kamui Kobayashi e sesta con Sergio Perez, piazzamenti impreziositi dal fatto che entrambi hanno fatto marameo alla Mercedes di Michal Schumacher protagonista nelle fasi d’avvio della gara ma poi inesorabilmente risucchiato verso il basso dell’ordine d’arrivo. Schumi ha conquistato il settimo posto e gli rimane solo la soddisfazione d’avere fatto il giro veloce in gara. Deludente oggi Mark Webber partito dall’ottava piazzola con la sua Red Bull e ottavo arrivato al traguardo mentre il re delle rimonte è stato nella circostanza Nico Rosberg partito 21mo ed arrivato decimo.
Lewis Hamilton è stato protagonista in  negativo a causa di una gomma dechapata da un detrito di carbonio rimasto sulla pista dopo l’autoscontro iniziale tra Felipe Massa, Romain Grosjean e Bruno Senna. Per il brasiliano della Ferrari dopo tre gare illuminate si è rispenta la luce e dall’occasione persa in qualifica è passato alla mancata possibilità di una gara d’attacco proprio per essere rientrato all’inizio al box per cambiare il musetto. La 12ma posizione dell’ordine d’arrivo è stata la conseguenza inevitabile delle negatività sommate in questo week end.

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