GP UNGHERIA. Hamilton centra l’obiettivo pole

GP UNGHERIA. Hamilton centra l’obiettivo pole

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Budapest – Se  non fosse stato per il fuoco fatuo sprigionato da Mark Webber (ritornato nell’oltretomba in Q2) che per 93 millesimi gli ha tolto la soddisfazione di aggiudicarsi anche le libere 3, Lewis Hamilton avrebbe segnato ancor più pesantemente la vigilia del Gran Premio d’Ungheria, undicesima gara della stagione di F.1 che si corre domani pomeriggio sul circuito Hungaroring, 20 chilometri a nord-ovest di Budapest, passando da trionfatore dalle libere 1 alle qualifiche senza fallire i quattro obiettivi del giorno prima. Certo non si sta rammaricando se gli è sfuggita la terza sessione dal momento che ha coronato comunque la sua inarrestabile cavalcata centrando la pole position con mano pesante e dittatoriale (22ma in carriera, 150ma per la McLaren)
Il campione del mondo 2008 ha fatto segnare sui chilometri 4,381 del circuito magiaro (il più corto del Circus dopo quello cittadino del Principato di Monaco, 3,340 chilometri) 1’20”953, prestazione neanche sfiorata dal secondo, Romain Grosjean la cui Lotus è stata tenuta a distanza dalla McLaren di ben 4 decimi essendo L’1’20” di Hamilton è stato un autentico assolo che ha perentoriamente escluso qualsiasi possibilità di partecipazione. Sicché da Grosjean, secondo, a Pastor Maldonado, ottavo, sette piloti si sono scatenati dentro il range dell’1’21” solo per accaparrarsi le restanti piazzole migliori della decima griglia della stagione. I due che hanno completato la top ten, Bruno Senna e Nico Hulkenberg, erano già felici di avere ricevuto il biglietto omaggio per la Q3.
Hamilton è stato anche un solista per quanto riguarda la possibilità di usare in Q3 due treni di gomme soft, tanto schiacciante era stata la superiorità nelle precedenti occasioni. Gli altri hanno avuto una sola possibilità ed hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco. L’inglese ha sciupato per eccesso d’irruenza la prima occasione ma non ha fallito la seconda, in tutti i settori il più veloce al punto di dare, come accennato, 413 millesimi di distacco a Grosjean, 463 al superstite delle Red Bull  Sebastian Vettel, 630 al compagno di squadra Jenson Button (comunque protagonista di un cocciuto recupero rispetto alle prestazioni delle tre libere), 777 a Kimi Raikkonen, 891 a Fernando Alonso (costretto ad usare un treno di soft già in Q1 per evitare sorprese), 947 a Felipe Massa (che si aggrappa alle residue possibilità che gli sono concesse per essere confermato in Ferrari), 986 a Pastor Maldonado, 1”390 a Bruno Senna e 1”894 a Nico Hulkenberg.
Fernando Alonso, dopo le due pole di Silverstone e Hockenheim, (ri)parte dalla terza fila, purtroppo dal lato sporco della pista. Sul corto rettilineo d’avvio non ci sono immediate possibilità di sorpasso e dopo tutto Alonso la gara la deve fare innanzitutto facendo attenzione all’attuale maggiore competitore nella corsa al titolo. Ovvero Mark Webber (30 punti di differenza) che è “defunto” in Q2, seppellito dal crono di 1’21”715, lontano appena 165 millesimi dal tempo delle libere 3 in cui aveva primeggiato e che gli avrebbe garantito l’accesso. In secondo luogo Fernando da questa gara deve trarre il massimo profitto in quanto a punti e la strategia potrebbe fargli superare alcuni degli ostacoli iniziali che si trova davanti, tutti impegnativi in quanto a valore ed agonismo. Grosjean a parte che dovrà evitare di fare, partendo dalla seconda posizione, lo sfasciacarrozze una volta di più, gli avversari sono titolati come lo spagnolo, ovvero i campioni del mondo Sebastian Vettel (in carica), Jenson Button (2009), Kimi Raikkonen (2007). Supra partes Lewis Hamilton, per la posizione che occupa in partenza e per l’eccessiva dimostrazione di forza.
La Mercedes sprofonda nella quarta dimensione di una involuzione tecnico-prestazionale diventata un sudoku indecifrabile per i tecnici di Stoccarda. Nico Rosberg partirà dalla 13ma posizione, Michael Schumacher dalla 17.ma.
Gli esperti meteo non si spingono oltre un “forse”. Gara asciutta in partenza, intorno alle 16 un autentico temporale con pioggia e grandine. Se non ci saranno interruzioni per ingressi di safety car è quindi prevedibile che ci vorranno 1 ora e 50 minuti per una gara regolare. Il temporale potrebbe essere evitato. Forse.
L’Hungaroring è un un circuito tortuoso e lento situato su terreno polveroso che porta molto sporco in pista, dove è diffi¬cilisimo superare e la pole spesso vale la vittoria. Per l’impianto frenante la curva 1 risulta essere la più impegnativa. Ad ogni giro dei 70 previsti saranno effettuate 11 frenate, tempo medio speso in frenata sul giro 15%.

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