GP GIAPPONE. Vettel domina, Alonso out

GP GIAPPONE. Vettel domina, Alonso out

Suzuka – La Red Bull e Sebastian Vettel sono tornati: incontenibili e dittatoriali. La replica annunciata del due volte campione del mondo al successo di Singapore è arrivata agghiacciante: pole 1’30″838, vittoria 1h28″56″242 e giro veloce 1’35″774 (cancellati e riscritti i record che aveva fatto l’anno scorso). 20″6 di distacco al secondo, 24″5 al terzo, 25″ al quarto, 46″4 al quinto. Ed ora è l’unico pilota in questa stagione ad avere vinto due gare di seguito. Nel giorno di questa arrogante apoteosi la Ferrari ha perso alla prima curva, toccata dalla Lotus di Kimi Raikkonen, Fernando Alonso il quale rimane ancora in testa al mondiali ma con Sebastian a soli 4 punti di distanza. Pur dando a Felipe Massa quel oggi è di Felipe Massa, il quale ha conquistato a sorpresa ma con buon diritto il secondo posto, per la Ferrari non è stata una giornata positiva in prospettiva campionati del mondo non solo perché Vettel nel campionato piloti ha messo al centro del mirino Fernando e tra sette giorni in Corea potrebbe attuare il sorpasso ma perché in quello costruttori la Rossa vede allontanarsi la possibilità della conquista del secondo posto che sembra ormai appannaggio della McLaren, prima di Suzuka 16 punti di differenza, dopo 20.
L’altro eroe della giornata è stato Kamui Kobayashi balzato al secondo posto in partenza con una Sauber Ferrari aggressiva ma poi penalizzata dalla pessima scelta di tempo nell’effettuare il primo pit stop che gli è costato il sorpasso di Massa da quel momento irragiungibile per il giapponese. Un giapponese sul terzo podio non accadeva dal 1990: proprio a Suzuka Aguri Suzuki con la Lola del team Larrousse ottene l’unico suo allora di una non brillante carriera (dal 1988 al 1995).
Anche Jenson Button ha pagato un errore di tempismo del team nel richiamarlo per il primo pit stop e anch’egli s’è visto passare davanti Massa il quale nella circostanza ha realizzato il doppio sorpasso dell’inglese del giapponese. Button ha chiuso al quarto posto dopo avere tentato inutilmente un ultimo disperato assalto alla posizione di Kobayashi.
Quinto posto per Lewis che ha al contrario pagato la scelta di sospensioni da lui fatta e voluta (come ha precisato un  comunicato della McLaren) che lo ha penalizzato in qualifica e in gara. Se Sergio Perez avesse atteso un momento migliore per superarlo e non fosse finito fuori pista e costretto al ritiro, Hamilton non avrebbe ottenuto neanche il quinto posto.
Kimi Raikkonen nel giorno del digiuno di Alonso da lui provocato, non dolosamente, non ha potuto godere come forse sperava del banchetto allestito. Si è dovuto accontentare del sesto posto che gli garantisce il terzo in classifica iridata ed ora è a 37 punti da Alonso e a 33 da Vettel. Rimane in corsa per il titolo iridato. La Lotus potenzia il quarto posto nella classifica costruttori pur avendo perduto a 4 giri dalla conclusione Romain Grosjean in partenza ancora nel ruolo di sfasciacarrozze (ha speronato Webber) e per questo “condannato” alla penalizzazione di rito.
Settimo al traguardo Nico Rosberg con la Force India che ha preceduto Pastor Maldonado, ottavo con la Williams, e Mark Webber, nono con la Red Bull, partito male, finito peggio a causa di Grosjean e attore non protagonista per tutta la gara. Il decimo posto per il punto di consolazione è toccato a Daniel Ricciardo il quale con la Toro Rosso Ferrari ha respinto gli assalti della Mercedes di Michael Schumacher in risalita dall’ultima posizione.
Partono bene Vettel e Kobayashi ma dietro è il caos. Alla prima curva Alonso rischia all’esterno ma viene toccato da Raikkonen: gomma forata, testacoda e per lui gara finita. Rosberg rimane coinvolto nell’incidente mentre Webber è toccato dalla Lotus di Grosjean al quale verrà inflitto lo stop&go. Il pilota della Red Bull è in grado di continuare la gara, anche se riparte in fondo al gruppo. Entra la safety car e dopo un paio di giri inizia la gara vera. Vettel mantiene la prima posizione, seguito da Kobayashi, Button e Massa, mentre Hamilton è settimo dietro Raikkonen e Perez. Vettel martella e aumenta il vantaggio su Kobayashi giro dopo giro. Intorno al quindicesimo giro rientrano per il cambio gomme prima il giapponese, Button, Perez (scatenato), poi Vettel e Massa che passa al secondo posto. I due piloti riescono a mantenere le prime posizioni anche dopo il secondo pit stop, con il brasiliano che prova a spingere e Kobayashi in terza posizione. Non ce la fa Perez che nel tentativo di sorpassare Hamilton va in testacoda al tornantino ed esce dalla gara.
Vettel e Massa hanno un passo nettamente migliore rispetto agli altri e solo il ferrarista riesce a mantenere la pressione sul tedesco della Red Bull, che comunque mantiene sempre un netto margine di vantaggio e fa tre volte il giro record passando da 1’36″630 a 1’36″466 per arrivare al 47mo a 1’35″774, nuovo record a Suzuka. Alla fine saranno più di venti i secondi di distacco su Felipe, mentre l’unico brivido del finale di gara è l’inseguimento di Button su Kobayashi, che difende strenuamente il terzo posto. Da segnalare anche la rimonta di Schumacher che dalle retrovie arriva undicesimo.

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