Abu Dhabi – La notizia viene data quattro ore dopo la conclusione delle qualifiche ed a  Fernando Alonso e alla Ferrari arriva sul tappeto volante dell’eccitazione: Sebastian Vettel rimasto senza benzina sul circuito nel giro di rientro a conclusione della qualifica è stato penalizzato, prelevato dal terzo posto conquistato a fatica e spedito con la sua Red Bull in fondo alla griglia.  Domani sera Fernando Alonso, Sinbad il marinaio di Oviedo, salperà per annullare le 13 lunghezze che lo dividevano beffarde dal Califfo ingordo che lo aveva messo sotto nelle ultime quattro gare.
Non sarà un’impresa facile per Alonso sconfiggere la grande coalizione che, comunque, si trova davanti alla sua Ferrari finita settima col pesante fardello di quasi 1 secondo di distacco da Lewis Hamilton, tornato Re Leone per azzannare e ferire col micidiale 1’40”630 sui chilometri 5,554 del circuito di Yas Marina la Red Bull che solo con Mark Webber (anch’egli 1’40”) ha trovato la forza per limitare la sconfitta con un distacco di poco più di 3 decimi mentre Vettel si leccava le ferite distante da Hamilton quasi mezzo secondo.
La grande coalizione che Alonso dovrà fronteggiare è temibile e l’avere guadagnato una posizione in griglia (partirà dalla terza e non più dalla quarta fila) non lo agevola più di tanto. Con Hamilton in pole e Webber al suo fianco, sono davanti allo spagnolo anche Pastor Maldonado e Kimi Raikkonen e come coinquilino del terzo allineamento Jenson Button. Ci vorrà una magia come in India possibile se teniamo conto della mutata tensione nervosa che galvanizza il pilota della Ferrari e deprime il numero 1 della Red Bull.
Per il quale il vento della disgrazia aveva cominciato a soffiare nelle libere 3 di ieri mattina. Dopo due giri di istallazione Vettel è rientrato al box, ha parlato con Adrian Newey e subito dopo i meccanici hanno cominciato a lavorare sulla monoposto per smontare e rimontare l’impianto frenante, impegnati fino a 5 minuti dalla conclusione dell’ora a disposizione per i piloti. Vettel ha avuto il tempo di rientrare e fare il terzo tempo, davanti a lui Hamilton, primo, e Button, secondo. Da quel momento un Vettel nervoso, privato della sicurezza suprema che novello Anteo lo rigenera e lo esalta ogni volta che mette le natiche sul sedile della sua Red Bull. Nervosismo che si è portato anche in qualifica, sbagliando come mai su questo circuito che gli “appartiene”.
Anche Alonso ha dimostrato nervosismo consapevole che più del rivale deve andare al limite per tentare di evitare il peggio già in qualifica. Tanto più nervoso in quanto nonostante l’impegno continua a ritrovarsi sempre dietro e sempre in palese inferiorità prestazionale, un gap che l’ala nuova che dà alla Rossa maggiore velocità di punta nei rettilinei non è riuscita ad eliminare. Fernando è stato quarto nelle libere 1 a 1”081 dal primo (Hamilton), settimo nelle libere 2 a 8 decimi abbondanti  dal primo (Vettel), ottavo nelle libere 3 a 1”003 dal primo (Hamilton). Un cammino di avvicinamento alle qualifiche nel corso del quale il cronometro ha sbugiardato una Ferrari impegnata a migliorare… niente. E quindi il settimo posto in qualifica a 9 decimi e 52 millesimi da Hamilton è stata la inevitabile presa d’atto d’una perdurante manifesta inferiorità. Evidenziata dal fatto che davanti alla Ferrari dello spagnolo sono finite non solo le due McLaren e le due Red Bull ma anche una Williams e una Lotus.
Oggi Alonso ha la grande chance che non può e non deve sciupare. Non penso alla vittoria. Un secondo posto equivale a 18 punti, un terzo a 15, un quarto a 12, un quinto a 10. Può arrivare in Texas per la sfida allo.k. Corral anche davanti a Vettel, può arrivare vicinissimo al tedesco. Il destino è nelle sue mani e nelle qualità della Ferrari. Vettel punterà ad entrare in zona punti. Con una Red Bull improvvisamente con un impianto frenante poco affidabile su un circuito in cui gli impianti frenanti sono sottoposti a notevoli sollecitazioni da parte dei piloti che trascorrono oltre il 15% del tempo sul giro con il piede sul pedale dei freni. Le 13 staccate non sono particolarmente impegnative ma il ritmo serrato e il clima torrido, con il loro corollario di maggiore grip e maggiori sollecitazioni, creano problemi di raffreddamento e usura per gli impianti frenanti per i quali la curva 5 risulta essere la più impegnativa del circuito.
RINO CORTESE