Austin – Le buone notizie per Fernando Alonso sono cominciate ad arrivare sabato sera e il flusso copioso si è esaurito solo al traguardo. Grosjean retrocede di 5 posti in griglia per sostituzione del cambio, Massa sacrificato alla ragion di stato con un cambio non necessario della trasmissione che perde la posizione, Webber fermato dall’alternatore al 17mo giro, Hamilton che supera Vettel a 14 giri dalla conclusione. I distacchi nella distribuzione del punteggio non contano, le posizioni al traguardo sì. Hamilton vince, vettel è secondo e Alonso e terzo. Si arriva a San paolo con il tedesco 13 punti davanti allo spagnolo. Chissà se le buone notizie continueranno a Interlagos!
Ha vinto, forse a sorpresa, l’ultimo vincitore del Gran Premio degli Usa nel 2007 a Indianapolis. Un successo nel segno della continuità. Per Hamilton è maestro di giochi di prestigio: nel 2008 nell’ultima gara in Brasile tolse il titolo piloti a Massa che lo stava già godendo, oggi nell’assolato pomeriggio texano ha tolto la vittoria a vettel per lasciare Alonso respirare alla canna dell’ossigeno. Potrebbero irrompere in corsia anche tra sette giorni e scombinare ancora i piani dell’uno e dell’altro. Anche se l’uno, Vettel, continua a rimanere il favorito, e l’altro, Alonso, òlo sfidante che combatte ad armi impari.
Le due posizioni guadagnate in griglia consaentono ad Alonso di partire dal lato migliore della pista e di agguantare subito la quarta posizione. Vettel si muove bene, Webber, incredibile, fulmina Hamilton e si mette a protezione del fuggitivo. Ma le Red Bull non riescono a fuggire. Perché la temperatura dell’asfalto è notevolmente aumentata rispetto a ieri e anche gli altri riescono a portare subito le gomme in temperatura. Sicché Hamilton dopo un paio di giri si beve Webber e tallona Vettel senza alcuna fatica. Mentre dietro i sorpassi si sprecano per la gioia dei 120mila spettatori  arrivati quì da ogni parte degli States e del mondo. Quando le posizioni sembrano ormai consolidate almeno per la prima parte della gara arriva all’accorato appello di Webber al team radio. Alternatore, ancora, mannaggia. Fine della corsa. Fernando è terzo e che importa che i due davanti gli danno 1 secondo a giro (alle fine sommerà più di mezzo secondo che per muna Ferrari è uno schiaffo che brucia).
Cambi gomme deal 22mo giro. Tutto sembra funzioni senza ulteriorim scossoni, con la variante Kimi Raikkonen che sembra potere prendere il terzo posto di Alonso. Se non fosse che al suao pit stop, come a quello dello spagnolo, il cambio gomme è più lento del previsto e la possibilità sfuma. Davanti Vettel sembra potere tenere a bada Hamilton che si è rifatto sotto. Lo fa finché davanti un doppiato non crea la scia migliore per l’inglese che passa in tromba e se ne va. E arriva primo al traguardo con lo sconcertato Vettel secondo ad appena 6 millesimi di distacco. Fernando è terzo. Non contano i 39″2 di distacco? Forse la Ferrari ci sta pensando. Proprio perché è la Ferrari che comunque completa la giornata di festa con il quarto posto di Massa risalito dall’11mo di partenza dove era stato cacciato per dare un posto migliore in griglia al compagno di squadra. E la seconda Ferrari ndi nstacco ne ha sommato 46″ tondi tondi. Anche la McLaren completa la giornata di gaudio con Jenson Button che ha agguantato la quinta posizione a 56″4 dal compagno di squadra. Sorrisi a 32 denti anche per la Lotus con Kimi Raikkonen sesto e Romain Grosjean settimo rispettivamente con 64″4 e 70″3 di distacco. Ottavo Nico Hulkemberg con la Force India a 73″7 dalla McLaren di testa, nona e decima la Williams con Pastor Maldonado (+74″5) davanti a Bruno Senna (+71″1).
La Mercedes aspetta già il prossimo anno, l’arrivo di Hamilton e… Chissà.