Melbourne, si parte. Spazio ai sogni

Melbourne, si parte. Spazio ai sogni

Melbourne – Della stagione 2013 di F.1 che domenica 17 marzo aprirà le ostilità sull’Albert Park di Melbourne si hanno solo tre certezze.
La prima: sarà una stagione fine a se stessa dal momento che nel 2014 la rivoluzione del regolamento tecnico sarà totale e sconvolgente.
La seconda: ci saranno tre campionati in uno. Il campionato tra cinque team che possono puntare alla conquista dei titoli iridati costruttori e piloti (nell’ordine della classifica 2012 sono Red Bull, Ferrari, McLaren, Lotus e Mercedes). Il campionato tra le quattro formazioni outsider (Sauber, Force India, Williams e Toro Rosso). Infine il campionato tra i parenti poveri del Circus (Caterham e Marussia).
La terza: il ritorno sulla scena di Sky in un improponibile confronto tecnologico con la Rai che l’emittente pubblica fronteggerà (nei 9 gran premi su 19 che potrà trasmettere in diretta) con mezzi inadeguati e risibili rispetto a quello che l’emittente di Murdoch schiererà non solo nei 10 gran premi in esclusiva.
Interrogativo d’obbligo. Sarà l’anno della Ferrari? Chissà. La “speranzosa” F138 potrebbe essere l’arma vincente per Fernando Alonso a condizione che la Rossa nei primi cinque gran premi, dall’Australia alla Spagna (passando per Malesia, Cina e Bahrain), tra il 17 marzo e il 12 maggio riuscirà a salire sul podio, preferibilmente più alto, più di quanto non riusciranno a fare le rivali.
I test di Jerez de la Frontera prima (col solo Felipe Massa) e di Barcellona dopo (anche con Fernando Alonso) hanno sotto certi aspetti dato fiducia al progetto 2013. Nelle due occasioni si è visto una Rossa tosta sia sul giro secco sia nel passo gara e per giunta con un Felipe che sembra recuperato al ruolo di “scudiero” credibile e volitivo che l’anno scorso è mancato. Ma ci sono stati due “incidenti di percorso” mai ufficialmente chiariti dai tecnici (soprattutto il secondo, il distacco della gomma anteriore sinistra) che hanno evidenziato la F138 molto curata nei dettagli ma meno innovativa rispetto alle concorrenti e soprattutto meno affidabile. Il Gran Premio d’Australia darà le prime risposte sul campo.
Non ammettere che la Red Bull RB9 e Sebastian Vettel (ma anche Mark Webber) nelle due circostanze spagnole siano già andati forte e si siano trovati a loro agio su piste dove conta la trazione (come Melbourne) sarebbe un errore di valutazione grave. Adrian Newey ha già inserito sulla macchina vincente dell’anno scorso tanti dettagli, abilmente occultati agli occhi della concorrenza, che hanno dato riscontri di notevole valenza.
La McLaren negli otto giorni spagnoli è rimasta nella fase dei “lavori in corso”. Molti componenti che saranno definitivamente inseriti a Melbourne non sono stati neanche testati e il pacchetto aerodinamico è sicuramente da affinare. Comunque prove continue di capacità di forza ne sono state fornite e Jenson Button senza il condizionamento di Lewis Hamilton, con l’apporto di Sergio Perez, rimane tra i candidati al titolo piloti.
La Mercedes ha vissuto incubi da stagione 2012 a Jerez ma s’è mostrata velleitaria a Barcellona. La Stella quest’anno non può sbagliare e a Stoccarda sanno che l’affidabilità e l’usura delle gomme sono il tallone d’achille da… esorcizzare.
Sorniona ma consapevole dei propri mezzi consolidati nella passata stagione ed affinati già in questa fase la Lotus può fare un vero salto di qualità. Vincere subito per continuare una stagione che possa dare a Kimi Raikkonen le possibilità l’anno scorso rimaste in uno stato embrionale. Anche Romain Grosjean deve fare il salto di qualità: passare dallo status di sfasciacarrozze a quello di autentico pilota.
Il pronostico? La top ten della griglia virtuale dopo i test di Barcellona fornisce queste indicazioni: prima fila Rosberg-Mercedes 1’20”130 e Alonso-Ferrari 1’20”494; seconda Hamilton-Mercedes 1’20”557 e Massa-Ferrari 1’21”266, terza Button-McLaren 1’21”444 e Hulkenberg-Sauber 1’21”541; quarta Sutil-Force India 1’21”627 e Raikkonen-Lotus 1’21”658; quinta di Resta Force India 1’21”664 e Maldonado-Williams 1’22”305. In questo sistema la Red Bull si trova in “Q2”: Vettel in sesta fila con l’11mo tempo (1’22”514), Webber in settima con il 13mo (1’22”658). Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ovvero, l’arte del nascondersi. Sul Montmelò la Red Bull s’è tenuta lontana dal miraggio del giro veloce. Vettel, ad esempio, il crono lo ha fatto con le gomme  dure e con un carico di benzina non a misura di giro secco. Al contrario degli altri: poca benzina e gomme supersoft.
RINO CORTESE

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