Melbourne – La grande beffa. O se vi pare, tra i due litiganti il terzo gode. Dopo la pax romana imposta dalla Red Bull stamane a completamento delle qualifiche con l'occupazione manu militari della prima fila e con Sebastian Vettel in pole, la gara ha portato alla ribalta la Lotus che con strategia tutta francese alla Richelieu ha agito nell'ombra per colpire non a tradimento ma a sorpresa le incredule Red Bull e Ferrari che concentratesi nel confronto diretto hanno perso di vista la monoposto dalla livrea nera.
In verità i grandi strateghi dei due team indicati come duellanti principali della stagione appena cominciata hanno avuto la possibilità di "leggere" la gara della Lotus ma la troppa concentrazione sulle attività del fronte antagonista non ha permesso che accorte sentinelle lanciassero l'allarme. Kimi Raikkonen ha fatto una prima parte di gara più lunga rispetto agli altri tenendo sempre un buon passo ed anzi guadagnando terreno quando ne ha avuto l'opportunità. Ha fatto quindi due sole soste mentre gli altri ne hanno previste tre in un marcamento diretto anche esasperato perché la Ferrari ad un certo punto ha anche sognato la possibilità di fare la doppietta.
Quando se ne sono resi conto è stato troppo tardi. Kimi Raikkonen non solo ha dimostrato una gestione delle gomme che nessuno aveva immaginato ma quando tutti si aspettavano che le sue coperture esauste esalassero l'ultimo respiro ha sparato a zero colpendo a morte con un obice da 1'29"274, giro veloce al penultimo dei 58 giri in programma, la fanteria avversaria che arrancava dietro di lui. Colpita in pieno e respinta al prossimo assalto: la Ferrari di Alonso seconda a 12"4, la Red Bull di Sebastian Vettel terza a 22"3.
Dopo l'anno del ritorno concluso al terzo posto nella classifica piloti ecco quindi la dichiarazione di guerra del campione del mondo 2007 (con la Ferrari). D'altronde il Gran premio d'Australia è nel destino di Iceman. Quì il suo debutto nel 2001, quì il suo primo podio nel 2002 (terzo con la McLaren dopo la Ferrari di Schumi e la Williams di Montoya), qui oggi la sua 20ma vittoria in carriera al 178mo gran premio disputato, che bissa quella ottenuta nel 2007 con la Rossa.
La Rossa appunto sconfitta ed allo stesso tempo vincente. E' il paradosso che scaturisce dalla sorpresa Lotus. Sconfitta dalla Lotus, vincente sulla Red Bull che di fatto è la grande sconfitta della giornata. Il secondo posto di Alonso trova vigore per un futuro migliore nel quarto di Felipe Massa a 33"5 dal vincitore. La Red Bull ha ricevuto il premio di consolazione del terzo posto di Vettel ma ha perso subito Mark Webber travolto dalla sua incapacità di gestire bene le partenze, risucchiato indietro come in uno sciacquone del water, salvatosi dalla merda con una rimonta che l'ha portato al sesto posto a 46"8 dalla Lotus.
L'altra sorpresa della giornata è stata la Mercedes. Sorpresa dai due volti. Il primo caratterizzato dalla griglia con Lewis Hamilton terzo tempo e seconda fila e Nico Rosberg sesto tempo e terza fila. Il secondo caratterizzata da una gara in retrocessione per Hamilton, finito comunque quinto che è già un buon viatico come inizio, a 45"5 da Raikkonen, e dalla fermata obbligatoria per guasto al 26mo giro per Rosberg.
Totale sorpresa che poteva avere, con la vittoria, risvolti che non si sono avuti perché la pioggia sperata non è arrivata nel finale di gara, è stata la Force India che ha "rischiato" di vincere con Adrian Sutil e che ha concluso col tedesco settimo a 65" dalla vetta e Paul di Resta ottavo a 68,4.
McLaren in palese crisi esistenziale e un pannolino caldo per lenire il rossore. Lo ha fornito il nono posto di Jenson Button a 81"6 dalla Lotus che ha aperto e chiuso la classifica dei primi 10 che hanno ricevuto i punti con Romain Grosjean a 82"7 dal caposquadra vincitore.
Tra sette giorni la Malesia. Tigrotti, avanti!.

LA CRONACA
Al via Vettel è perfetto, Webber  con l'Attack alle gomme rimane incollato in prima fila e viene infilato a destra da Massa e a sinistra da Hamilton e sul culo di Hamilton Alonso. Così sul culo che due curve dopo lo spagnolo attacca in frenata l’inglese e lo superara con una magistrale manovra all’esterno. Alla fine del primo giro Fernando  tenta l'assalto a Felipe per la seconda posizione ma il brasiliano si oppone mentre dietro la Lotus di Raikkonen ha sverniciato anch'essa Webber, insidiato anche Hamilton che supera al secondo giro. Le gomme super soffici soffrino parecchio sulla Mercedes e l'inglese è costretto ad alzare il piede nentre Webber resta inchiodato in settima posizione.
Le Red Bull si fermano prima delle Ferrari: al quinto giro Webber, al sesto Vettel. Montano  copertura a mescola media al posto delle super soffici già al limite. Le Ferrari riescono a fare qualche giro in con le gomme morbide, al pari della Lotus di Raikkonen in rimonta. Così al comando si ritrova Massa, con Alonso in scia. Al setiimo giro si ferma anche il brasiliano e Alonso passa al comandoe il giro dopo rientra anch'egli per il cambio gomme. Al rientro in pista sia l'una sia l'altra Ferrari si ritrovano ancora dietro alla Red Bull di Vettel. Al comando si sono le Mercedes di Hamilton e Rosberg. L'inglese si ferma al 12mo giro per passare alle gomme medie, Rosberg al 13mo, ritornando ovviamente indietro. In testa a questo punto della gara c''è Adrian Sutil con la Force India, partito già con le medie perché escluso in Q2 e quindi può fare più giri con gli stessi pneumatici. Al 16ma tornata sul tedesco arriva il "trio veloce" della gara, Vettel-Massa-Alonso, pronto a tornare davanti.
Colpo di scena al 20mo giro: Alonso anticipa la seconda sosta, ancora gomme medie. Vettel in marcamento a uomo rientra al 21mo insieme con Sutil. La mossa della Red Bull e Vettel al rientro in pista si trova Alonso davanti e secondo dietro a Massa, che prosegue con le gomme medie. Il brasiliano è richiamato ai box al 23mo giro: la sua libertà vigilata è finita! Quando rientra è dietro sia ad Alonso sia a Vettel.  Al comando vc'è la Lotus di Raikkonen, davanti a Hamilton, Rosberg, e al terzetto Alonso-Vettel-Massa.
Al 24mo giro Pastor Maldonado finisce nella ghiaia con una Williams inguidabile, rimane impantanato e abbandona. Due giri dopo esce di scena la Mercedes di Rosberg per guai al cambio. Massa, sesto, è frenato da Sutil che attacca inutilmente mentre Alonso si è riportato su Hamilton e lo attacca per il secondo posto. Manovra che riesce al 30mo giro:  lo spagnolo  affianca l'inglese sul dritto che risponde con una staccata a ruote fumanti ma  all’uscita di curva deve cedere e decide di rientrare subito dopo. Alonso, secondo, a quel punto insegue Raikkonen, l’unico a non fermarsi per la seconda sosta che fa al 34mo giro, dopo aver percorso ben 26 giri con le gomme medie e quando mancano 24 tornate al traguardo. Alonso torna al comando davanti a Vettel, Sutil e Massa.
Al 36mo giro la Ferrari richiama in anticipo Massa ai box, nel tentativo di fargli recuperare la posizione su Sutil. Al 37mo si ferma per la terza volta anche Vettel, Alonso forza per recuperare su Raikkonen il quale solo ora appare chiaro che farà una sosta meno di Ferrari e Red Bull. Vettel supera in rimonta Hamilton e Massa lo imita. Al 39mo giro Alonso si ferma per la terza volta e torna in pista dietro a Sutil, al comando, e Raikkonen, entrambi programmati su due soste. Al 43mo giro Raikkonen supera Sutil per il primo posto, Alonso, terzo, si avvicina e al 46mo giro supera Sutil. Può sognare la vittoria, Raikkonen è avanti di 4"3 a 12 tornate dalla conclusione; la lotta per il terzo posto è tra Vettel e Massa, che hanno scavalcato a loro volta Sutil.
Spruzzatina d'acqua a 8 giri dalla fine che mette le ali a Raikkonen che allunga su Alonso e vince facendo al penutlimo giro il crono record di 1'29"274. Bentornato Kimi!