Barcellona – La Ferrari è grande, Fernando Alonso è il suo profeta (in patria). La campagna d'Europa si è aperta con una schiacciante vittoria dell'esercito di Maranello. Anche Felipe Massa, terzo, sul podio a 26" dal compagno di squadra. Solo le truppe franco-inglesi della Lotus, seppure dimezzate nell'organico per la prematura caduta sul campo (dopo 8 giri, la sospensione posteriore destra rotta) di Romain Grosjean, sono riuscite a fronteggiare l'Onda Rossa ed a conquistare il secondo posto con Kimi Raikkonen che ha limitato il distacco in 9"3.
Sullo scacchiere della prima battaglia tra le colline di Mas Marenta, dove si trova il circuito di Montmelç, 20 chilometro a nord est di Barcellona, hanno dovuto alzare la bandiera della resa la Red Bull e la Mercedes. Sebastian Vettel, protagonista nelle prime fasi della gara e fino a quel momento in lotta per la vittoria al secondo cambio gomme è stato tradito dagli strateghi del muretto che lo hanno richiamato tre giri dopo Fernando Alonso e in quei tre giri il tre volte campione del mondo ha bruciato tutte le sue chances tanto è stato il ritardo accumulato e non più recuperabile. Ha concluso al quarto posto (per la seconda volta fuori dal podio in questa stagione, dopo il quarto posto… cinese) sommando 38"2 di distacco dalla Ferrari vincitrice. Mark Webber dopo il tentato suicidio in avvio di gara con una partenza da imbranato (è maestro in questo) è uscito dalla sala rianimazione e con una aggressiva rimonta è arrivato fino al quinto posto a 47"9 da Alonso.
La Mercedes sarà protagonista della prossima puntata di "Chi lha visto?". Le due frecce d'argento in pole position sono state subito spuntate da quelli che partivano dietro e sono state costrette ad abbandonare il campo là dove la battaglia era più furente. Il poleman Nico Rosberg ha rimediato un incerottato sesto posto con 68" di distacco. Lewis Hamilton barellato ha concluso in infermeria, posto in corsia 12mo, doppiato. Un marchio che brucia alla Mercedes nel cui box durante e dopo la gara lo sconforto era palpabile e malcelato.
La Force India double face ha perso per strada Adrian Sutil (13mo, doppiato) ma ha comunque respirato l'aria dei quartieri alti
con il settimo posto di Paul di Resta a 68"9 da Alonso.
Campane a festa! Le suona la McLaren, Araba Fenice dei suoi "lavori in corso", emersa dagli abissi per conquista l'ottavo posto con Jenson Button (+79"2 di distacco) e il nono con Sergio Pérez (+81"7) facendo temere per la seconda volta un duello rusticano tra i due che è stato appena accennato.
Sorride anche la Toro Rosso che ha chiuso la lista dei piloti a punti con la card della consolazione consegnata al battagliero Daniel Ricciardo, primo dei doppiati.
Un paragrafo lo dedico a Esteban Gutierrez. Partito dalla 19ma piazzola avendone perse tre per penalizzazione lo Speedy Gonzales della Sauber non è entrato nella top ten costretto dalla strategia ad un ultimo cambio gomme che non gli ha permesso di superare l'11ma posizione (doppiato anch'egli).
Gli effetti collaterali della prima battaglia della campagna d'Europa si ravvisano inevitabilmente nelle classifiche iridate. Sebastian Vettel mantiene il bastone del comando tra i piloti con 85 punti. Kimi Raikkonen riduce il distacco e si porta a 85 mentre Fernando Alonso recupera la terza posizione con 72, guadagnando 13 punti su Vettel. Anche la Red Bull mantiene il comando tra i costruttori con 131 punti ma la Ferrari salta al secondo posto con 117 davanti alla Lotus che ne ha 111.
RINO CORTESE