Silverstone – Pole annunciata. Mercedes doveva essere è Mercedes è stata. Il braccio di ferro si è risolto in favore di lewis Hamilton che ha sparato un micidiale 1'29"607. Inimitato. Nico Rosberg ha completato i diktat con il secondo posto. Anche la seconda fila è quella annunciata, tutta Red Bull: Sebastian Vettel terzo, Mark Webber quarto. Un disastro per la Ferrari: Felipe Massa bocciato in Q2, Fernando Alonso decimo parte dalla quinta fila insieme con Kimi Raikkonen. Davanti  alla Ferrari e alla Lotus ci sono la Force India di Paul di Resta, la Toro Rosso di Daniel Ricciardo, l'altra Force India di Adrian Sutil e la Lotus di Romain Grosjean. 
Prime due file annunciate. Un copia e incolla delle prime quattro posizioni delle libere 3 della mattina, nella simulazione della Q3. In prima fila la Mercedes col poleman Lewis Hamilton e l’irriducibile Nico Rosberg (in verità a ruoli scambiati rispetto a stamane). In seconda la Red Bull con Sebastian Vettel lato pulito della pista e Mark Webber volitivo quanto mai.
Gli ultimi quattro minuti sono stati un assalto continuo alla pole position. Nico Rosberg arrivato prima del compagno di squadra al traguardo ha dovuto cedere esterefatto. Il suo 1’30”059 è stato brutalizzato dall’1’29”607 di Lewis. La Mercedes voleva la gloria della prima fila perché sa che in gara la reazione delle monoposto alla distanza sarà diversa e penalizzante soprattutto dovendo affrontare 3 se non 4 soste.
La Red Bull ha attuato il suo programma della vigilia. Voleva la seconda fila e l’ha avuta. Sa, perché l’ha dimostrato nelle le libere 2 e 3, di avere un passo gara irresistibile sia con le dure sia con le medie e partire dalla seconda posizione è un vantaggio che potrà dimostrarsi tale sin dal primo cambio gomme.
Dai programmi annunciati ed attuati al programma bocciato. La Ferrari è arrivata in forma precaria  all’ottava gara della stagione, il Gran Premio di Gran Bretagna che si corre domani pomeriggio.Tanto precaria d’avere rischia l’eliminazione di entrambi i piloti in Q2. Comunque con la sua prima guida partente dalla quinta fila col decimo tempo, il peggiore piazzamento della stagione. Forma precaria e inspiegabile. Che qualcuno dovrà comunque spiegare a questo punto della stagione. Che San Ferdinando sia l’uomo dei miracoli della domenica ne abbiamo già preso atto. Aspettarsi oggi l’ennesimo miracolo partendo così incasinato nella griglia è un atto di fede che supera ogni immaginazione.
Il fantasma del fallimento in terra d’Albione che s’era mostrato venerdì e ancor di più questa mattina si è materializzato. La Ferrari non ha avuto la capacità di salvare Felipe Massa dal naufragio e l’ha lasciato annegare in 12ma posizione anche se gli ha cambiato il motore (quello usato in Canada per evitare penalizzazioni), né di spingere Alonso più in alto del decimo posto sottomessa dalle due Force India (Paul di Resta quinto, Adrian Sutil settimo), dalla Toro Rosso (Daniel Ricciardo, sesto e per fortuna di Fernando Vergne ha commesso un errore che l’ha fermato al 13mo posto mentre stava facendo il tempo per entrare tra i primi dieci), dalla Lotus (Romain Grosjean ottavo, Kimi Raikkonen nono).
Le truppe d’assalto che nelle libere 3 avevano scompaginato le strategie degli eserciti delle grandi potenze hanno continuato a dimostrare un impudenza, giustificata da mai emerse capacità, che ha dichiarato tre fallimenti.
Al muro del pianto insieme con la Ferrari c’è la McLaren, i cui “lavori in corso” sembrano quelli della tela di Penelope, sbattuta fuori dalla Q3 senza pietà: Jenson Button 11mo, Sergio Pérez 14mo. In loro compagnia la Williams dei 600 gran premi che sperava in questo di casa di festeggiare degnamento la ricorrenza (Pastor Maldonado fermato in Q2, Valtteri Bottas in Q1).
 La gara sembra segnata da un pronostico scontato. Se non fosse che la Formula Uno è uno sport tanto imprevedibile quante sono le variabili che si mescolano per sancire una vittoria o una sconfitta. Innanzitutto bisognerà fare i conti con il tracciato di 5,891 chilometri che sarà ripetuto per 52 volte.
Anche con l’aggiunta della nuova Loop lenta, Silverstone rimane uno dei circuiti più difficili per i motori. Poco più del 60% del giro viene percorso alla massima accelerazione e la velocità media è ben oltre i 200 km/h. Le numerose curve veloci mettono a dura prova i motori, in particolare la sequenza Maggots-Beckett-Chapel, dove le velocità medie si aggirano attorno ai 250 km/h senza mai scendere sotto i 190 km/h. Le velocità e i cambi di direzione sottopongono le vetture a ingenti forze laterali. Considerata la presenza di quattro rettilinei, tutti gli sforzi sono finalizzati a garantire i giusti rapporti ai regimi più alti per ottenere accelerazione e potenza immediate. L’Hangar Straight è il rettilineo più lungo, con 875 metri e picchi di 310 km/h, quindi è importante raggiungere la massima velocità appena prima della zona di frenata per la Stowe, una curva verso destra da affrontare in quarta (dove ieri Massa ha perso il controllo della monoposto distruggendo l’avantreno). Infine  le condizioni atmosferiche inglesi possono influire sul rendimento della monoposto, soprattutto il vento che oggi ha soffiato da Sud Est a 40 km/h.
RINO CORTESE