Nürburgring – Colpi di scena a ripetizione nelle qualifiche del Gran Premio di Germania. La prima in Q2 per un abbaglio al box Mercedes dove è stato tenuto fermo Nico Rosberg nella convinzione che avesse superato il taglio. Invece…zac tagliato in 11ma posizione. La seconda in Q3 con la rinascita della Mercedes di Lewis Hamilton improvvisamente guarita dalle insufficienze di stabilità dimostrate fino alle libere 3. Pole position con 1'29"398, 103 millesimi più veloce della Red Bull di Sebastian Vettel che ha comunque raggiunto l'obiettivo della prima fila. La terza sorpresa ancora in Q3 con la Ferrari dichiaratamente rinunciataria che ha fatto scendere in pista i piloti con le gomme dure e non con quelle soft: conclusione Felipe Massa col settimo tempo e Alonso ottavo per una quarta fila tutta rossa. L'obiettivo minimo della vigilia che era quello di partire davanti alle Lotus è stato mancato clamorosamente, per scelta. Kimi Raikkonen partirà dalla seconda fila col quarto tempo insieme con Mark Webber, terzo, e Romain Grosjean dalla terza col quinto tempo appaiato alla Toro Rosso di Daniel Ricciardo, sesto. La top ten è stata completata dalla McLaren di Jenson Button e dalla Sauber di Nico Hulkenberg che sono però rimasti al box per risparmiare un treno di gomme.
Il pubblico tedesco voleva e aspettava un pilota tedesco in pole position. La lotta divampata nel corso dei tre turni di prove libere tra Sebastian Vettel e Nico Rosberg aveva incendiato gli animi. Erano, comunque, i due predestinati a partire alla corda e la sete di gloria del pubblico di casa sarebbe stata comunque soddisfatta.
In pole position del Gran Premio di Germania che si corre domani pomeriggio al Nürburgring (in alternanza col circuito di Hockheneim) nona gara della stagione di F.1, c’è un pilota inglese, lo stesso che sette giorni fa era in pole in Gran Bretagna. Lewis Hamilton, 29 pole nella classifica di tutti i tempi, quante Juan Manuel Fangio. Ed è passata tra l’indifferenza generale la circostanza che alla corda partirà una monoposto tedesca. La Mercedes, collezionista di pole ma non di vittorie. Quella meno attesa perché a sentire il pilota non aveva grip, non dava garanzia di stabilità, non riusciva a fare stabilire il feeling  necessario che fa scoccare la scintilla del giro perfetto. Invece… 1’29”398. La Stella attesa in pole s’era spenta in Q2. Anzi l’hanno spenta in Q2. Gli ingegneri della squadra di Rosberg che avevano stimato buono per il passaggio in Q3 il crono di 1’30”326 rivelatosi al contrario vulnerabilissimo quando gli altri sono scesi in pista con le gomme morbide per l’ultimo tentativo. Nico è stato caustico e non ha concesso alibi: <I tecnici mi hanno tenuto fermo al box. Hanno sbagliato>>.
Hamilton è quindi riuscito a beffare Sebastian Vettel che con 1’29”501 riteneva d’aver compiuto l’impresa mentre andava in scena la ola sulla tribuna centrale esauritasi a metà percorso quando un attimo dopo sul traguardo è piombata la Mercedes dell’inglese. Mercedes sì, ma con un inglese al volante che ha spostato sulla seconda casella della prima fila il tre volte campione del mondo per 103 millesimi.
La Ferrari aveva, per dichiarata convinzione delle sue attuali possibilità, come programma massimo stare davanti alle due Lotus, magari fra la seconda e la terza fila. Per scelta ha deciso di rinunciare a questa possibilità relegandosi con entrambi i piloti in quarta fila. E’ stato un colpo di genio in funzione gara? Aspettiamo domani pomeriggio. Sta di fatto che mentre (quasi) tutti gli altri dopo un assaggio di crono sono rientrati per montare le soft nuove gli strateghi di Maranello hanno valutato che le medie andavano bene. Con questa palla al piede Felipe Massa settimo e Fernando Alonso ottavo. Che miglioramento rispetto al 10mo (lo spagnolo) e al 12mo posto (il brasiliano) della griglia di Silverstone!
Le due Lotus sono dove non si voleva che fossero. Kimi Raikkonen parte dalla seconda fila col quarto tempo accanto alla Red Bull di Mark Webber col terzo, Romain Grosjean muoverà dalla terza col quinto tempo insieme con la Toro Rosso di Daniel Ricciardo col sesto.
La quinta fila è formata dalla McLaren di Jenson Button e dalla Sauber di Nico Hulkenberg i quali hanno rinunciato alla bagarre, per loro utopistica, e risparmiare un treno di gomme.
Due anni fa con condizioni climatiche leggermente diverse (coperto in prova e in gara) e quindi  con una temperatura sull’asfalto nettamente inferiore a quello che le gomme avranno domani, sopra i 40 gradi, vinse proprio Hamilton, ma con la McLaren, partendo dalla prima fila accanto al poleman Webber, secondo Alonso partito dalla seconda fila col quarto tempo. L’inglese fece tre soste, al 16mo, 31mo e 51mo giro. Domani pomeriggio la strategia delle soste non dovrebbe cambiare. La Ferrari che parte con le medie per avere una prima frazione più lunga rispetto agli altri davanti che hanno le morbide in che posizione si troverà al primo pit stop? Quanto avranno guadagnato quelli davanti proprio perché montano le gomme più performanti? Interrogativi ai quali, pare di capire, gli strateghi della Rossa hanno già dato risposte soddisfacenti se la scelta è stata quella di rinunciare alla battaglia per la pole.
Un fattore da considerare è l’elevata altitudine del tracciato. La pista, situata tra le montagne dell’Eifel, ha un’altitudine media di circa 700 metri,  di poco inferiore a quella del circuito di Interlagos. Con una quantità di ossigeno nell’aria inferiore e una pressione atmosferica più bassa, i motori sono leggermente meno potenti che a livello del mare. Il vantaggio, tuttavia, è che sono sottoposti a minori sollecitazioni. Inoltre il  Nürburgring è un tracciato a media velocità con valori attorno ai 190 km/h. I quattro lunghi rettilinei richiedono una buona potenza ai massimi regimi.  L’alta velocità, tuttavia, è bilanciata da un mix di curve a bassa velocità, come la curva 1 e la chicane, dove le monoposto viaggiano tra 75 e 95 km/h.
RINO CORTESE

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