GP Ungheria. La Stella accecante di Hamilton

GP Ungheria. La Stella accecante di Hamilton

Budapest – Terza pole position di seguito, quarta in stagione. Se Lewis Hamilton avesse trasformato le partenze alla corda in altrettanti successi il campionato oggi racconterebbe un’altra storia. La Mercedes ammazza pole è venuta allo scoperto nel momento della verità. Ha mandato Nico Rosberg in avanscoperta in Q1 (primo in 1’20”350) e Q2 (primo in 1’19”778), nell’assalto decisivo al munitissimo fortino Red Bull ha schioppettato Lewis Hamilton. Un fulmine a ciel sereno nel rovente pomeriggio dell’Hungaroring con 54 gradi sull’asfalto e 36 nell’aria. Un fulmine che ha solcato i 4,381 chilometri dell’asfalto magiaro scavando un solco di 38 millesimi sufficiente per fare marameo all’esterefatto Sebastian Vettel il quale al primo tentativo aveva inciso a numeri di fuoco 1’19”426 e riteneva d’avere centrato la mission che il pronostico gli assegnava.
Domani pomeriggio dalla prima fila muoveranno due piloti dal destino e dalla storia diversi: uno, Lewis Hamilton in Ungheria ha vinto tre volte, sempre con la McLaren (2007, 2009 e 2012 partendo dalla pole), nella stagione in corso a digiuno di vittorie con la Mercedes, che ha “sposato” quest’anno, nonostante le quattro pole ottenute e dopo 9 gare fuori dalla corsa al titolo (in classifica quarto con 99 punti); l’altro, Sebastian Vettel, mai vincitore in Ungheria (la Red Bull ha vinto nel 2010 con Mark Webber), tre pole position e quattro vittorie, lanciatissimo verso la conquista del quarto titolo iridato consecutivo. Un predestinato contro uno sfortunato Paperino.
Domani come oggi il pronostico indica decisamente Sebastian Vettel. Perché la Red Bull ha dimostrato un ineguagliato passo gara con le nuove gomme con carcassa in kevlar sia  morbide sia dure e perché la Mercedes quel passo gara non ha e per giunta sembrerebbe penalizzata dal non essere stata ammessa ai test che la Pirelli ha fatto per tre giorni a Silverstone, quasi una compensazione per averli fatti prima in gran segreto e da sola. Ma con gomme che non ci sono più. Un conto è il giro secco, un conto è sopravvivere nell’altoforno magiaro per 306 chilometri. Ma… mai dire mai.
Hamilton e Vettel si sono presi la scena nella quale ieri hanno svolto ruoli diversi altri comprimari: 7 piloti nel range di 1'19", tra il primo e il settimo 5 decimi. Romain Grosejan (l'anno scorso terzo al traguardo) con la Lotus ha puntato decisamente alla pole ma si è fermato sulla soglia della porta dorata. Terzo tempo a 207 millesimi da Hamilton, seconda fila in comproprietà con Nico Rosberg, quarto con la sua Mercedes a 332 millesimi dal compagno di squadra che aveva nel mirino insieme con Vettel.
Fernando Alonso e la Ferrari non mancano certamente di coerenza: quinto posto in Q1, in Q2 e in Q3, terza fila (quinta stagionale), un successo dopo le ultime due magre in griglia in Gran Bretagna e Germania, distacco da Hamilton 403 millesimi. Tra i piloti in gara qui ha vinto una volta, nel 2003 con la Renault. Non fa difetto la coerenza neanche a Kimi Raikkonen (nel 2012 secondo sul podio e vincitore nel 2005 con la McLaren), forse l’attore che ha deluso più di altri a causa di una Lotus inguidabile: settimo in Q1, sesto in Q2, sesto in Q3 con 463 millesimi di distacco.
La quarta fila è quasi tutta Ferrari, nel senso che una delle due monoposto che la occupano ha motore Ferrari e l’altra è una Ferrari autentica: Felipe Massa settimo con più di mezzo secondo di distacco, Daniel Ricciardo con la Toro Rosso ottavo con 1”253.
Quinta fila con il combattente messicano Sergio Pérez con una McLaren ancora alla ricerca della forza perduta (la scuderia di Woking ha il record di vittoria in Ungheria, 11), nono a 3”010, in compagnia dell’incazzato Mark Webber che da candidato alla pole è passato al decimo posto, senza tempo, condizionato per tutto il pomeriggio dal malfunzionamento del kers. Jenson Button, vincitore nel 2006 con la Honda e nel 2011 con la McLaren, si è fermato in Q2 al 13mo posto.
Red Bull favorita, Mercedes alleata di chi insegue Vettel. La Ferrari e la Lotus sul passo gara sembrano alla pari, un gradino sotto la Red Bull. Alonso (secondo in classifica con 123 punti, Raikkonen è terzo con 116) è atteso ad una partenza fulminante e alla solita remuntada. Ma ci vuole il beneplacito delle due Lotus, una delle quali parte davanti.
Le strategie domani avranno grande importanza e saranno decisive. Il numero delle soste sarà condizionante. Il tortuoso circuito di Hungaroring si può paragonare a una pista di go-kart o a un circuito cittadino con una curva lenta che immette in un'altra, in rapida successione. L'andamento sinuoso comporta una velocità media di percorrenza estremamente bassa, appena 182 km/h e il tracciato ungherese è il più lento dopo quello di Monaco: solo il 55% del giro viene percorso alla massima velocità e i requisiti per questo circuito sono molto simili a quelli di un tracciato urbano. Di conseguenza, la potenza erogata dal motore non è la preoccupazione principale, essendo il rettilineo di partenza e il rettilineo di 790 metri tre le curve 3 e 4 gli unici punti del tracciato in cui il motore funziona ai massimi regimi. Pertanto si utilizzano in genere motori alla loro terza gara e si lavora sulla risposta di coppia ai bassi regimi e sulla facilità di guida.
I numerosi punti di rallentamento e ripartenza comportano un elevato consumo di carburante per chilometro e la quantità di carburante introdotto all’inizio sarà di conseguenza abbastanza pesante. Si tratta, tuttavia, di un aspetto compensato dalle elevate temperature ambientali medie, che generalmente toccano i 30° C, arrivando anche a sfiorare i 35° C.
Oltre a ridurre il consumo di carburante, le alte temperature esercitano forti pressioni sul sistema di raffreddamento, quindi la dissipazione termica è fondamentale, in particolare se si considera che il motore ha poco tempo per “respirare” nei brevi tratti che separano le curve. Purtroppo, gli elevati requisiti di deportanza imposti dal circuito non permettono di inserire prese d'aria aggiuntive per raffreddare il motore..

NO COMMENTS

Leave a Reply