Singapore – Sebastian Vettel. Soprattutto Sebastian Vettel. Solo Sebastian Vettel. Quinta pole stagionale 41ma in carriera. 27"894 nel primo settore, 39"482 nel secondo, 35"465 nel terzo per un finale 1'42"841, al primo giro. Un solo unico giro. Poi è rientrato al box e dopo uno scambio di battute con il suo ingegnere ha deciso di togliersi casco e guanti è sceso dalla monoposto ed ha aspettato. Arrogante? Pensate quel che volete. E' stata una prova di forza e l'ha vinta anche nell'atteggiamento.
La bagarre del secondo giro per cercare di togliergli la pole si è scatenata. In tre soprattutto hanno tentato più degli altri con maggiore convinzione e veemenza. Ma… Nico Rosberg con la Mercedes ha guadagnato la prima fila col secondo tempo a 91 millesimi dal Leone di Singapore; Romain Grosjean con la Lotus ha conquistato la seconda fila con 217 millesmini di distacco, seconda fila che condivide con Mark Webber il quale con la sua Red Bull ha siglato il terzo tempo a 311 millesimi dal compagno di squadra.
Alle spalle di questo quartetto due perdenti di lusso in un gruppo di felici e contenti. Lewis Hamilton ha ottenuto il quinto tempo, terza fila, con la sua Mercedes con 413 millesimi di distacco. Fernando Alonso settimo, con una Ferrari bocciata già nei turni di prove libere che ha preso 1"097. Lo spagnolo ha fatto peggio anche del compagno di squadra che rischiando più di lui ha conquistato il sesto posto con 1"040 di distacco. Felice e contento, come hanno motivo di esserlo Jenson Button che ha regalato alla McLaren l'ottavo posto, Daniel Ricciardo nono con la Toro Rosso e Esteban Gutierrez decimo con la Sauber.
Il pilota migliore nel passo gara di venerdì è uscito di scena nella Q2. Kimi Raikkonen, sofferente per un dolore alla schiena (sembrava dovesse rinunciare ed era pronto a sostituirlo Davide Valsecchi) ha concluso al 13mo posto. Deludente Sergio Pérez con l'altra McLaren fermatosi al 14mo posto.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.