MotoGP GP Aragon. Marquez nella polvere, Lorenzo sull’altare, Rossi salva la leadership

Curva 12: finisce dopo due giri l'inseguimento di Marquez a Lorenzo che da quel momento vola indisturbato verso la vittoria. Il duello Pedrosa-Rossi infiamma il pubblico. Soprattutto negli ultimi cinque giri, tra gli azzardi del Dottore e le "parate" dello spagnolo che non molla il secondo posto.

LORENZO-ARAGON (FILEminimizer)

Marc Marquez: requiem per una rimonta. Jorge Lorenzo: squilli di tromba per la sesta vittoria stagionale. Valentino Rossi: campane a festa per la leadership del mondiale ancora saldamente in mano (+14 su Lorenzo). Dani Pedrosa: applausi a scena aperta per l’agonismo mai dimostrato e la difesa strenua del secondo posto.

Marquez voleva vincere ed ha perso con l’ennesima caduta (lungo devastante alla curva 12). Supersonico in pole, supersonico nel lasciare la scena. La colpa è tutta sua. Non doveva spingere in quel modo al secondo giro con tutta la gara da fare e Lorenzo a portata di sorpasso. Rabbia e eccesso di irruenza per la partenza sbagliata. Chi rompe paga…

E’ partito come sempre irresistibile Lorenzo che s’è portato dietro Iannone, Marquez, Pedrosa e Rossi. In poche curve il campione del mondo in carica supera la Ducati dell’italiano che resiste a Pedrosa e Rossi solo un giro. Al secondo la caduta che toglie di gara Marquez, Pedrosa e Rossi diventano secondo e terzo in un duello senza fine fino al traguardo.

Lorenzo va via senza alcuna preoccupazione. Il rivale più pericoloso si è autoeliminato (quinta caduta in stagione!) e conclude in scioltezza mentre dietro divampa la battaglia. Passa tu che passo io; no cominciamo da capo; sì va bene ma riproviamoci mi piace. Ultimo giro ultimo azzardo di Rossi. Pedrosa non molla lo tiene per l’ultimo controsorpasso.

Sul podio un’aquila solitaria e due cacciatori con gli occhi di fuoco. Due Yamaha Movistar e un’Honda Repsol per salvare una giornata altrimenti storta per colpa di Marquez. Pedrosa secondo a 2″683, Vale terzo a 2″2773.

Splendida giornata della Ducati anche col rammarico di Danilo Petrucci caduto al 10mo giro in curva 14. Le due moto ufficiali quarta con Andrea Iannone (+7″858) e quinta con Andrea Dovizioso (+24″322), la Pramac di Yonny Hernandez decima a 43″889

La Suzuki entra nella top ten con Aleix Espargaro, sesto a 24″829. Cal Crutchlow è settimo con la Honda LCR a 25″367. La Tech 3 porta a casa con le sue due Yamaha l’ottavo posto di Bradley Smith (+25″367) e il nono di Pol Espargaro (+26″452).

Prossima gara l’11 ottobre in Giappone, meno 4 dalla conclusione della stagione.