Cal Crutchlow vince il Gran Premio d’Australia. Il rider della LCR Honda, dopo una bella qualifica in seconda posizione, approfitta della caduta di Marquez per siglare il suo secondo successo stagionale e della carriera dopo l’exploit di Brno. Questa volta l’inglese ha vinto in condizioni d’asciutto, segno di una grande evoluzione sia da parte sua che della Honda LCR.

Applausi per Valentino Rossi, secondo dopo essere partito dalla quindicesima casella. Degna di nota anche la rimonta di Maverick Vinales, che scattato tredicesimo è finito in terza posizione, conquistando il suo secondo podio consecutivo dopo quello di Motegi. Peccato per Andrea Dovizioso, quarto dietro lo spagnolo ma comunque bravo a lottare per il podio fino alla fine. Rimonta un po’ meno esaltante per Jorge Lorenzo, solo sesto a conclusione di un weekend tutt’altro che positivo.

Sembrava la solita domenica per Marquez, ma la moto lo tradisce al nono giro.

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La partenza lampo di Pol Espargaro costringe il campione spagnolo a un primo giro super, e una volta riconquistata la leadership della gara sembra non esserci storia. Il ritmo di Marquez è nettamente superiore a quello degli avversari, ma al nono giro la sua Honda lo manda per terra in curva 4 dopo la perdita dell’anteriore, e così come nel 2014 getta via una gara che sembrava ampiamente vinta. Qualche sorriso e ammissione di colpa comunque per il giovane campione spagnolo, pronto a rifarsi già a Sepang.

Per Crutchlow la seconda volta è ancora più bella.

La vittoria di Brno sotto l’acqua non ha probabilmente reso al massimo i meriti di Cal, autore oggi di una prova di forza assoluta, con un ritmo gara impressionante e secondo solo a Marquez. Una serie di tornate veloci ha allontanato giro dopo giro la minaccia Valentino Rossi, che con gomme più usurate non è riuscito a impensierire più di tanto un Crutchlow perfetto già dal venerdì e in tutte le condizioni atmosferiche possibili. Vittoria meritata e che allontana rumors scomodi dal paddock nei suoi confronti.

Rossi a un passo dal capolavoro, Vinales bellissima conferma.

La gara di Valentino Rossi è stata perfetta, o quasi: il capolavoro sarebbe stato compiuto con la vittoria finale, ma chiudere al secondo posto dopo essere partito quindicesimo fa comunque gridare al miracolo soprattutto dopo un weekend in palese difficoltà, salvo poi trovare il ritmo giusto, come sempre, nel warm-up di questa mattina. Sornione nei primi giri, si “allea” con Vinales, suo futuro compagno di box in Yamaha, viaggiando sempre in coppia e superando tutto il gruppone nei primi dieci giri.

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Per Maverick Vinales un podio più sudato con Aleix Espargaro e Andrea Dovizioso, ma a quattro giri dal termine il compagno della Suzuki cade in curva 4 e l’alfiere della Ducati non riesce a tenere il passo, dimostrazione di una moto ancora non al livello di Honda e Yamaha.

Nota di merito per Nicky Hayden, ultimo degli arrivati al traguardo dopo una caduta causata da Jack Miller nelle ultime battute, ma il campione del mondo 2006 è stato stabilmente in bagarre per la top ten con Redding, Petrucci, Miller, Bradl e Smith.

Rossi dà un bel colpo a Lorenzo per quanto riguarda la lotta interna in casa Yamaha, staccandolo di 24 punti, e il pilota maiorchino non sembra essere in grado di reagire, forse la testa è già al 2017 con Ducati. Prossimo appuntamento domenica per la fine di questo back-to-back to back asiatico con il Gran Premio della Malesia, prima di concludere la stagione a Valencia a novembre.

L’ORDINE DI ARRIVO DEL GP DI AUSTRALIA.

LA CLASSIFICA PILOTI.