1'28"364 il crono della Honda Repsol che ha dato 316 millesimi sia alla Ducati Team di Andrea Iannone sia alla Yamaha Movistar di Jorge Lorenzo (uguale tempo ma seconda posizione all'italiano che l'ha fatto prima). In seconda fila Dani Pedrosa, Cal Crutchlow e il sorprendente Maverick Viñales . Valentino Rossi in terza fila col settimo tempo insieme con Aleix e Pol Espargaro (entrambi arrivati dalla Q1).

MARQUEZ-AUSTRALIA (FILEminimizer)

Se non cade è distruttivo. Marc Marquez, lo sparviero di Phillip Island. Un predatore micidiale. Ha preso la leadership nelle libere 2 (1’29″383) e non l’ha più mollata (1’29″081 nelle libere 3, 1’29″248 nella quarta sessione) per piombare rapace e assetato di vendetta sulla pole position, ottava in stagione per un totale complessivo di 58 come Mick Doohan (quattordicesima prima fila su sedici appuntamenti stagionali),  con un inarrivabile 1’28″364, media km/h 181,2 sui chilometri 4,448 del tracciato australiano.

“Siamo soddisfatti di come è andata la giornata e, naturalmente, per la pole position. Voglio ringraziare il team per tutto il lavoro svolto. Abbiamo un buon ritmo, siamo pronti a lottare per il podio domani e speriamo anche per la vittoria. Ma dobbiamo aspettare, perché ogni giorno è diverso qui. C’è il sole ma le nubi possono arrivare da un momento all’altro per cui la chiave sarà sapere interpretare le condizioni della pista”, Marc Marquez.

Per la prima fila insieme con la Honda Repsol n. 93 si sono dati furiosa battaglia Andrea Iannone e Jorge Lorenzo. Stessa ambizione, stesso tempo a 316 millesimi da Marquez ma seconda posizione al pilota della Ducati Team che ha così beffato lo spagnolo della Yamaha Movistar.

“Con la scia ho migliorato di 2-3 decimi ma è anche vero che ho dimostrato di essere competitivo per tutto il weekend. Basta guardare il mio passo gara. Poi la qualifica è la qualifica, quindi… Importante partire in prima fila perché su questa pista è difficile superare”, Andrea Iannone pilota Ducati Team.

La battaglia è divampata appassionante anche per la conquista del terzo allineamento. Lo hanno conquistato Dani Pedrosa, quarto con la Honda Repsol n. 26 a 348 millesimi, Cal Crutchlow, quinto con la Honda LCR a 548, e il sorprendente quanto tenace Maverick Viñales, sesto con la Suzuki a 568 ed ultimo dei piloti dentro 1’28”.

Il solito Valentino Rossi che parte dalle retrovie ma che poi, speriamo per lui anche in questa occasione, si trasforma in gara. Il Dottore occupa la terza fila con la Yamaha Movistar a 650 millesimi insieme con i fratelli Espargaro:  Aleix (arrivato col secondo tempo dalla Q1), ottavo con la Suzuki a 651 millesimi, e Pol (primo in Q1), nono con la Yamaha Tech 3 a 858.

“Sono solo in terza fila.Domani sarà difficile recuperare perché mi manca qualche decimo per stare con gli altri. Ho un po’ di sottosterzo che mi dà fastidio, soprattutto nelle curve lunghe. Quando dovrei aprire sono ancora troppo inclinato e quindi sgommo. Giro bene, ma non basta per andare veramente forte. La pista è molto diversa a quella del Giappone e qui la Bridgestone è stata molto consevartiva, le gomme sono durissime. Si fa molta fatica a non farle sgommare”, Valentino Rossi pilota Yamaha Movistar.

Quarto allineamento per Andrea Dovizioso, decimo con la Ducati Team a 903 millesimi, Scott Redding, 11mo con la Honda Galicia a 1″135, e Bradley Smith, 12mo con la Yamaha Tech 3 a 1″262. Completano la griglia gli altri 13 piloti che non hanno partecipato alla Q1.

Domani alle 11:40 (in Italia le 02:40 di notte) il warm up e la gara alle 16:00 (07:00 in Italia).

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