MotoGP GP Germania. Marquez e doppietta Honda, cronaca d’un podio annunciato. Rossi terzo

Partenza al fulmicotone di Lorenzo che rimane in testa per 5 giri. Poi l'irresistibile volo solitario di Marc. Jorge retrocede progressivamente: all'ottavo giro superato da Rossi è terzo, al decimo da Dani ed è quarto. Pedrosa a sua volta scavalca il Dottore al 16mo giro. Due giri prima alla curva 6 esce di pista Dovizioso che abbandona la gara.

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Non c’è stato spazio per le illusioni. L’inevitabile si è verificato. Marc Marquez, inesorabile, ha vinto il Gran Premio di Germania, Dani Pedrosa, implacabile, ha consentito alla Honda Repsol di occupare anche il secondo posto sul podio. Alla Yamaha Movistar il terzo posto di Valentino Rossi e il quarto di Jorge Lorenzo.

Cronaca d’una vittoria e di un podio annunciato. Anche stamane, in occasione del warm up. Marquez dopo quattro prove libere da leader e la pole position è stato ancora il più veloce girando in 1’21″322, Pedrosa secondo a 219 millesimi. Dal reponso del warm up la verifica scoraggiante per la Yamaha Movistar: Lorenzo terzo a oltre mezzo secondo, Rossi quarto con più di 8 decimi di distacco.

La gara non ha creato illusioni anche se i due della Yamaha hanno fatto di tutto, finché hanno potuto, di smentire il pronostico. O se le ha create sono durate il tempo necessario perché fosse evidenziato e ribadito lo strapatore delle Honda Repsol sul Sachsenring.

Jorge Lorenzo è partito come un vettore spaziale da Cape Kennedy. Si è messo davanti seguito da Marquez, Pedrosa, Iannone e Rossi nell’ordine. Jorge ha fatto il passero solitario per 5 giri, poi il cacciatore Marquez ha imbracciato la doppietta e lo ha impallinato. Ferite più gravi di quanto il passero potesse immaginare. Tant’è che all’ottavo giro anche Rossi lo ha preso di mira e colpito in parti vitali al punto che due giri dopo Pedrosa lo ha messo nel mirino e centrato. Da primo a quarto. E gli è anche andata bene perché tra lui e Andrea Iannone s’era nel frattempo creata una frattura incolmabile quantificata al traguardo in 10″857.

Il secondo cacciatore della Honda Repsol ha avuto il definitivo sopravvento al 16mo giro col sorpasso di Pedrosa su Rossi per il quale tutto sommato il terzo posto vale comunque il doppio. Primo perché ancora una volta si è classificato davanti al compagno di squadra, secondo perché mantiene 13 punti di distacco tra lui e il compagno-rivale nella classifica iridata.

Il fatto è che quando Marquez e poi Pedrosa hanno avuto pista libera davanti il ritmo delle Honda Repsol si è rivelato insostenibile per le Yamaha Movistar. Con maggiore evidenza in riferimento a quella di Lorenzo che nulla ha potuto fare per evitare i tre sorpassi ed arrivare al traguardo con 9″928 di distacco da Marquez, 4″320 da Rossi, 7″662 da Pedrosa in debito di 2″226 dal compagno vincitore che negli ultimi giri ha mollato per gestire la marcia trionfale cominciata venerdì nelle libere 1. Marquez alla riscossa per cominciare la corsa al titolo iridato numero 3? Aspettiamo Indianapolis il 9 agosto. Una vittoria anche nel Gran Premio nordamericano avrebbe valenza maggiore nel supportare la tesi.

Ancora sfortunato Andrea Dovizioso, fuori alla curva 6 e mestamente al box, la Ducati Team ha avuto in Andrea Iannone il Lancillotto in soccorso della Rossa di Borgo Panigale. Il quinto posto, a 20″785, è più d’una consolazione considerate le evidenti carenze che la Desmosedici ha dimostrato sul circuito tedesco. Sesto Bradley Smith con la Yamaha Tech 3 a 23″215, settimo Cal Crutchlow con la Honda LCR a 29″881, ottavo Pol Espargaro con l’altra Yamaha Tech 3 a 34″953, nono Danilo Petrucci con la Ducati Pramac a 35″875, decimo Aleix Espargaro con la Suzuki Team, il quale nel finale è riuscito a mettere il bavaglio al rookie compagno di squadra Maverick Viñales.

Oltre a Dovizioso sul fronte tedesco sono caduti Claudio Corti, Hiroshi Ahoyama, Mike Di Meglio e Scott Redding. Riposino in pace.