MotoGP GP Germania. Marquez mette una croce sulle due libere del venerdì

1'21"766 in mattinata (solo lui con la Honda Repsol), 1'21"621 nel pomeriggio. La prima Yamaha è la Tech 3 di Bradley Smith secondo a 119 millesimi, terza la Ducati di Andrea Iannone a 203. Jorge Lorenzo quarto, Dani Pedrosa quinto, Valentino Rossi settimo. Andrea Dovizioso si aggrappa al decimo posto.

MARQUEZ GERMANIA

Dominator Marquez. Il venerdì sul Sachsenring porta la sua firma. Uno-due. Primo nelle libere 1, 1’21″766 (solo lui in questo range), primo nelle libere 2, 1’21″621 (con altri quattro nello stesso range ma tenuti a debita distanza). Due caselle sbarrate con una X in attesa degli sviluppi e delle prime conclusioni oggi inqualifica. Con un primo accertamento Doc. Marc ha fatto tutto con semplicità e facilità, gli altri hanno dovuto rischiare nel tentativo di stargli il più vicino possibile.

Come il sorprendente Bradley Smith il quale ha avuto il merito di portare la Yamaha, ma la Tech 3, al secondo posto con 119 millesimi di distacco. Come il volitivo Andrea Iannone che ha aperto l’arcobaleno della speranza per la Ducati Team completando col terzo posto a 203 millesimi, il primo podio del week end sul Sachsenring.

La prima Yamaha ufficiale, la Movistar di Jorge Lorenzo ha ottenuto il quarto posto con 265 millesimi di distacco mentre l’altra Honda ufficiale, la Repsol di Dani Pedrosa, ha occupato il quinto a 268 millesimi.

Aleix Espargaro con la Suzuki Team, sesto a 474 millesimi, ha preceduto Valentino Rossi con la Yamaha Movistar, settimo a 538 (stamane secondo a 336 millesimi). Scott Redding con la Honda Estrella Galicia è riuscito ad entrare nella top ten con l’ottavo posto a 549 millesimi, operazione riuscita per evitare eventuali preoccupazioni nelle libere 4 anche a Hector Barbera, nono con la Ducati Avintia a 549, e ad Andrea Dovizioso, decimo con la Ducati Team a 719.

Marco Melandri deluso e sconfortato in sella all’Aprilia cenerentola del campionato ha lasciato la MotoGP. Il suo posto è stato preso da Michael Laverty che ha subito provato quanto lumacona sia la moto italiana quest’anno al ritorno nella classe regina classificandosi 24mo, penultimo, a 2″973 dalla vetta.