Nono appuntamento del Mondiale 2016 della MotoGP. Inaugurato nel 1927, il Sachsenring ha assunto l’attuale nome solo nel 1937. Dal 1998 è sede permanente del GP di Germania, ma dal 1958 al 1972 è stato teatro del GP della Germania Est.

Con i suoi 3.671 metri è il tracciato più corto del Mondiale. La pista è stretta e tortuosa (10 curve a sinistra e 4 a destra) e 8 staccate richiedono una prestazione non trascurabile dei freni. Secondo i tecnici Brembo, il Sachsenring rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 (ottenuto anche da altri 8 tracciati).

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In questo contesto la MotoGP è stata accolta oggi con temperatura intorno ai 13 gradi, pioggia e diverse cadute. La prima sessione di prove libere è quindi tale solo nei primi minuti. Jorge Lorenzo, Scott Redding e Stefan Bradl vanno subito a terra, poi la pioggia e con il rischio cadute in vista e pista che non è né asciutta né bagnata tutti fermi ai box.

In pratica, solo 10 minuti di moto in pista nella prima sessione, con la Ducati di Andrea Iannone la più veloce di tutti con il tempo di 1’23”702.

Il Sachsenring è un circuito particolare: prima della curva 11 a destra, ci sono 7 curve consecutive a sinistra che “scompensano” la temperatura del pneumatico nella parte non sollecitata, creando problemi nel cambio di direzione.

I TEMPI DELLE LIBERE 1.

Si vede qualcosa solo nella seconda sessione di prove pomeridiana. E su quella che doveva essere una pista favorevole alla Honda è intanto salito in cattedra Maverick Vinales, che passa l’intero turno di prove in testa abbassando ripetutamente il suo crono (1’22”161).

Lo spagnolo va anche a terra, ma poi torna a martellare come se nulla fosse. Alle sue spalle chiude la Ducati di Andrea Iannone, che all’inseguimento dello spagnolo e sfruttando la sua scia strappa il secondo tempo, poi Marc Marquez.

Un po’ come successo ad Assen, a sorpresa le moto di Borgo Panigale si dimostrano subito competitive a conferma dei progressi ottenuti in questa stagione. Dopo Crutchlow, quindi, in quinta posizione c’è Andrea Dovizioso e nella top ten finiscono le Ducati di Barbera, Petrucci, Redding e Hernandez.

Annaspano nella peggiore delle acque le Yamaha. Valentino Rossi per un momento riesce ad essere nei primi dieci, ma nei minuti finali deve arrendersi alla 14esima posizione a più di un secondo di distacco dalla vetta. Lorenzo addirittura 16esimo a oltre 1,5 secondi.

Qualcosa non va. E si capisce dai ripetuti pit-stop a interrompere i long run. Weekend in salita, dunque, come dimostrano le parole di Rossi: “Scorsa settimana qui facevano 30 gradi, per questo Michelin ha portato gomme un po’ troppe dure, che non vanno bene con questo clima. La curva 11 poi è un incubo, non si riesce a capire cosa faccia la ruota davanti, inoltre è un punto veloce che fa davvero paura”.

Identici problemi di cui si lamenta il compagno Jorge “Quando c’è poco grip come oggi la Yamaha soffre più di tutte le altre, inoltre gli pneumatici sono un po’ duri. La conseguenza è che non c’è nessuna Yamaha nei primi dieci e soprattutto io sono il peggiore”.

I TEMPI DELLE LIBERE 2.