Una gara dai due volti. Vola Lorenzo fino al decimo giro quando le gomme lo abbandonano mentre Pedrosa recupera prima su Rossi e poi passa in testa al 17mo giro. A sua volta il Dottore nel 19mo giro supera il compagno-rivale. In campionato Vale 283 punti, Jorge 265.

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Sulla scena del Gran Premio del Giappone recita a soggetto di Giano Bifronte. Mostra il volto sorridente, audace, spavaldo e sicuro di Jorge Lorenzo fino al decimo giro e da questo momento quello di Dani Pedrosa, vendicatore a chiamata, micidiale nella rimonta e nei sorpassi, vincitore non annunciato della gara. Anche se il dio del tempo Kronos, presagio, aveva avvertito i duellanti nella corsa al titolo nel corso del warm up del mattino che ha portato alla ribalta il pilota della Honda Repsol primo con 1’55″235 proprio davanti ai due della Yamaha Movistar. Lo spettacolo è stato messo in scena da Giove Pluvio.

L’acqua appunto, l’incubo annunciato, caduta su Motegi sin dalla nottata che ha dato la prima indicazione, ch’era sembrata fuorviante, nel warm up dominato dal pilota di Sabatel davanti a Lorenzo, Rossi e alle Ducati Team di Iannone e Dovizioso. L’acqua e le gomme da acqua. Stessa scelta per i due della Yamaha Movistar che hanno deciso di confrontarsi ad armi pari.

Al via parte meglio Rossi che va davanti alla prima curva ma alla seconda Lorenzo lo infila e se ne va. Al primo passaggio le due Yamaha Movistar in testa seguite dalla Ducati di Andrea Dovizioso, dalla Honda Repsol di Pedrosa, dalla Ducati di Andrea Iannone e, sesto, Marc Marquez fuori gara e con la testa altrove con la mano sinistra dolorante dopo l’operazione al mignolo. Il due volte campione del mondo supererà Iannone (poi caduto al decimo giro) e nel finire della gara Andrea Dovizioso anch’egli con le gomme a brandelli. Il massimo che oggi poteva fare e addio al terzo titolo iridato, almeno per questa stagione.

Lorenzo incontenibile sulla pista bagnata stacca distacchi giro dopo giro fino ad un massimo di 3″674 su Rossi che lo vede allontanarsi progressivamente. Fino al decimo giro quando il degrado delle gomme della sua Yamaha comincia a mostrarsi inesorabile in tutta la sua drammaticità man mano che la pista si asciuga. L’attenzione polarizzata sul volo di Lorenzo e sulla resa di Rossi distoglie lo sguardo da Pedrosa che da questo momento cambia registro e comincia a suonare la marcia trionfale.

Al 15mo giro lo spagnolo supera Rossi e due giri dopo Lorenzo il quale al 19mo subirà anche il sorpasso di Vale. In sette giri, per dire del degrado delle gomme sulle Yamaha, Pedrosa ha dato 8″753 a Rossi e 12″127 a Lorenzo. Marquez quarto a 27″841. Pedrosa ha percorso i 115,224 chilometri dei 24 giri di Motegi in 46’50″767 alla media di km/h 147,5.

Senza respiro. Verso l’Australia il 18 ottobre, la Malesia il 25 e Valencia l’8 novembre. Rossi punti 283, Lorenzo 265. Oggi una sconfitta trasformata in successo da Rossi col secondo posto e un grazie, sotto certi aspetti, a Pedrosa. Insieme hanno scaraventato Lorenzo dal paradiso del primo posto all’inferno del terzo. Il decimo titolo iridato per il Dottore comincia ad essere più di un sogno.

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