jorge lorenzo mugello
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Il giallo con il quale gli oltre centomila tifosi speravano di colorare il Mugello non è il “giallo-Vale” annunciato ieri con la pole del Dottore. È il giallo della bandiera spagnola, portata sul gradino più alto del podio per soli 19 millesimi dal leader del mondiale Jorge Lorenzo che vince il GP d’Italia 2016 dopo un ultimo giro di gara al cardiopalma in lotta con Marc Marquez.

Sul circuito più bello e tecnico della MotoGP Lorenzo parte subito forte e mette dietro Valentino già alla prima curva. Vale non molla di un centimetro la presa sullo spagnolo, fortissimo in ogni staccata e abilissimo nello sfruttare al massimo la potenza della sua Yamaha ma in leggera difficoltà nei tratti più guidati.

Il numero 46 studia da secchione il numero 99 curva dopo curva, mettendo pressione a chi sta davanti come solo Vale sa fare. Poi interviene la sorte, o visto l’esito della gara meglio dire la “suerte”.

Come già accaduto in mattinata durante il warm-up alla Yamaha di Lorenzo, il motore abbandona Rossi in un triste fumo bianco. Fine della gara per il poleman che si trascina ai box sconsolato, strada “libera” per Marquez che partito quarto già al secondo giro era terzo sapendo bene quanto fosse importante non perdere il treno per il podio.

Alla stregua di Rossi Marc Marquez si accoda come un segugio a Lorenzo. Non ci prova mai, se non negli ultimi due giri quando ogni forma di amicizia con i connazionali viene meno. I due si sorpassano più volte lasciando temere il peggio per i più deboli di cuore e all’ultimo giro, all’ultima curva prima del traguardo, è Marquez a vedere per primo la bandiera a scacchi.

La maggiore potenza del motore Yamaha rispetto a quello Honda e la scia perfetta presa da Lorenzo annullano e invertono la “suerte”: Jorge finisce davanti a Marc per soli 19 millesimi. Un soffio.

Terza sul podio la Ducati di Andrea Iannone, autore di una pessima partenza dovuta a un problema alla frizione che lo lascia scivolare dalla terza alla decima posizione (peggio di lui è riuscito a fare Maverick Vinales, secondo alla partenza e dopo poche curve 11esimo). A guardare l’intero weekend però non c’era dubbio alcuno che il prossimo pilota della Suzuki potesse essere uno dei candidati alla vittoria.

Peccato per la partenza, quindi, perché con la furia agonistica che lo contraddistingue Iannone lentamente recupera posizioni fino a fermarsi quinto alle spalle di Andrea Dovizioso, il quale al contrario del compagno di squadra effettua una partenza perfetta salendo nel primo giro dalla tredicesima alla sesta posizione e mettendosi poi in coda al trio Lorenzo-Rossi-Marquez.

Dopo un breve duello è Iannone ad avere la meglio, complice un errore nella staccata del rettilineo da parte di Dovizioso (che concluderà poi quinto), il quale si trascina dietro il sornione Dani Pedrosa. Anche con lui un breve duello. Poi il devastante motore Desmo chiude la porta in faccia a Pedrosa, quarto al traguardo, e concede la gioia del podio a Iannone.

Chiudono le prime dieci posizioni Vinales, Smith, Petrucci, Aleix Espargaro e Pirro.

Sorte a parte, il ko di Rossi nel circuito di casa e la vittoria di Lorenzo compongono così la classifica mondiale: primo Lorenzo a 115 punti, secondo Marquez a 105, terzo Rossi a 78. Sogni mondiali già finiti per Vale? Assolutamente no. La “suerte” gira. Sempre.