Dopo le prime qualifiche nella storia del gran premio di Assen con gomme da bagnato, una gara pazza scandita dalla pioggia e dagli esiti imprevedibili nella quale a salire sul gradino più alto del podio per la prima volta in carriera in MotoGP è l’australiano Jack Miller del team Estrella Galicia, alla sua 80esima gara.

Una gara quella di Assen divisa in due parti. Nella prima, a condurre il gioco è a sorpresa Hernandez. Il colombiano parte bene sfrutta alla grande la scelta strategica di una gomma posteriore da bagnato soft e al secondo giro è davanti al duo italiano Rossi-Dovizioso.

L’estasi per una probabile vittoria lo porta a esagerare e ad autoeliminarsi, lasciando campo libero a Valentino Rossi e Dovizioso che entrano in bagarre con il ducatista che ha la meglio sul pilota Yamaha. Si accoda al treno italiano Danilo Petrucci, piccolo antipasto della sfida calcistica Italia – Spagna a Euro 2016.

Un’illusione. Sul circuito di Assen si abbatte un nubifragio ed è bandiera rossa. Gara stoppata per più di mezzora.

Si torna in pista con le posizioni maturare prima della red flag e inizia la disfatta italiana. Nell’ordine cadono Petrucci, Dovizioso e Rossi. Tutti per colpa della classica scivolata da pista bagnata.

Una disfatta italiana. Una disfatta per Ducati che sarebbe tornata alla vittoria (mette una pezza Iannone, partito ultimo e arrivato quinto), una disfatta per Rossi che avrebbe scavalcato in classifica mondiale il compagno Jorge Lorenzo, oggi disastroso più che mai nella prima (18esimo) come nella seconda parte di gara (decimo).

Passa allora alla storia Miller, mai prima d’ora vittorioso nella classe regina, e sorride Marc Marquez che dopo una prima parte di gara anonima e con non poche difficoltà termina secondo e porta a casa un ottimo bottino di punti con gli altri a secco. Sul podio delle sorprese si accomoda terzo Scott Redding, che arriva così com’era partito.