Valentino Rossi è stato vittima di un brutto incidente – di cui ancora si conosce poco l’esatta dinamica – ieri pomeriggio durante un allenamento in sella a una supermotard. Il 9 volte campione del mondo si è procurato la frattura di tibia e perone della gamba destra. Lo stesso infortunio del 2010 alla vigilia del Mugello: in quel caso tornò dopo 40 giorni, dicendo addio al decimo titolo che continua a inseguire ancora oggi. Ed è probabile che anche quest’anno dovrà rimandare l’appuntamento.

Rossi potrebbe tornare in pista in Giappone (15 ottobre) perdendo le gare di Misano (10 settembre) e di Aragon (24 settembre), e chissà in quali condizioni fisiche si rimetterà in sella alla sua Yamaha. “L’ho sentito, la gamba gli fa molto male e Valentino non è ottimista… è un casino”, ha detto Graziano Rossi, intercettato dall’Ansa, subito dopo l’incidente del figlio.

A confermare l’esito dell’incidente anche il comunicato ufficiale della Yamaha, nel quale si legge che Valentino “è stato sottoposto a un controllo all’ospedale di Urbino” dove è stata accertata la frattura scomposta di tibia e perone della gamba destra.

Nella notte Rossi è stato trasferito all’ospedale Torrette di Ancora, e non a Rimini come inizialmente scritto da molti colleghi, dov’è stato operato da Raffaele Pascarella, il primario di ortopedia al quale Vale si è voluto affidare. A riferirlo RaiNews24, che ha spiegato come sia stato lo stesso Rossi a scegliere il trasferimento nella struttura anconetana.

Rossi era già stato vittima di un incidente lo scorso maggio, sempre durante un allenamento in motocross, passando la notte per precauzione all’ospedale “Infermi” di Rimini per un trauma toracico addominale ma tornando poi immediatamente in pista.