Andrea Iannone è il più veloce in pista nel venerdì di prove del Gran Premio d’Italia 2018 al Mugello. L’italiano della Suzuki si è imposto nelle FP2 con il tempo di 1’46”735, dopo aver fatto segnare il miglior crono anche nelle FP1 di questa mattina (1’47”253). Un bel modo per rispondere al ben servito ricevuto dalla Suzuki, che ha deciso ufficialmente di sostituirlo con Joan Mir, pronto a lasciare la classe di mezzo per passare in MotoGP. “Stiamo tentando di chiudere l’accordo, che è agli ultimi dettagli e deve essere convalidato internamente – ha affermato Davide Brivio a cavallo delle due sessioni di prove –. Spero vivamente di poter dare l’annuncio ufficiale il prima possibile”.

Alle spalle di Iannone nella classifica dei tempi di fine giornata Maverick Viñales, staccato di quasi 4 decimi e con una Yamaha in buona forma. Dicasi lo stesso della Honda, che chiude al 3^ posto con Marc Marquez. Seguono Zarco, Miller e Crutchlow. Per Valentino Rossi il 7^ tempo, subito dietro un super Franco Morbidelli, seguito da Petrucci e Lorenzo a chiudere la top-10. Andrea Dovizioso 12^.

In FP2 Michele Pirro resta vittima di un bruttissimo incidente (molto probabilmente problema di bloccaggio al posteriore) lanciato a oltre 300 km/h alla fine del rettilineo prima di curva 1. Per il collaudatore di Borgo Panigale al “rientro” in MotoGP il volo e la caduta sono stati tremendi. Trasportato immediatamente al centro medico, a Pirro sono stati diagnosticati numerosi traumi in tutto il corpo. Per fortuna è cosciente, parla e muove gli arti inferiori, ma per ulteriori accertamenti è stato trasportato all’ospedale di Firenze. Poco dopo la caduta di Pirro, al rientro dopo la bandiera rossa, come se la Ducati oggi avesse qualcosa che non andasse il motore della Desmosedici di Dovizioso è andato in fiamme.

Quanto all’addio dalla Suzuki, Andrea Iannone già ieri non aveva esitato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “L’anno scorso, quando non andavamo, tutte le colpe erano date al sottoscritto. Poi è venuto fuori che era la moto che non era all’’altezza di competere per le posizioni alle quali ambivamo. In Suzuki ci sono io a fare lo sviluppo, quest’anno è arrivato un team satellite con Guintoli, ma prima non esisteva. La MotoGP di oggi non è affatto facile quando ti confronti con otto Ducati in pista, cinque Honda e quattro Yamaha”.

I tempi delle FP1 del GP Italia 2018

I tempi delle FP2 del GP Italia 2018