Il tanto atteso giorno del debutto della MotoGP sul circuito thailandese di Buriram è finalmente arrivato e a sorpresa il pilota più veloce è stato Cal Crutchlow. Il britannico del team LCR Honda ha fermato il cronometro sul tempo di 1’30″797, mettendosi dietro di 12 millesimi un ottimo Alex Rins con la Suzuki. Per la Casa di Hamamatsu, un deciso passo in avanti in tabella crono e come prestazioni. La GSX-RR sembra andare bene sulla pista thailandese grazie anche alle novità messe a disposizione, come un nuovo finale e il telaio evoluzione.

Terzo miglior tempo per la Honda di Marc Marquez, a 115 millesimi dalla vetta. Il campione del mondo in carica sembra perfettamente a suo agio sul nuovo tracciato e il motore della nuova Honda funziona bene dando la spinta ottimale al prototipo alato nello stretto del Chang International Circuit.

Anche Dani Pedrosa è stato impegnato ai box nel programma di avvicinamento al primo Gran Premio, mettendo a referto il tempo quinto tempo. Per il pilota di Sabadell una caduta senza conseguenze nell’ultima curva, punto della pista non facile, stretto e con traiettorie sporche che è costato una scivolata anche a Crutchlow e ad Alvaro Bautista (Angel Nieto Team). Bene anche l’altra Honda LCR del giapponese Takaaki Nakagami, che continua a dettare legge tra i rookie davanti al campione del mondo di Moto2 Franco Morbidelli e al rispettivo compagno di squadra Tom Luthi. Morbidelli ha continuato il programma di preparazione al primo anno in MotoGP in maniera costante, provando anche una nuova soluzione aerodinamica.

In quarta posizione troviamo la prima Desmosedici GP18 con Andrea Dovizioso. Il vice-campione del mondo della Ducati ha girato con la nuova moto scegliendo nella mattina l’assetto aerodinamico senza appendici e nel pomeriggio due soluzioni innovative con alettoni. Sono tre, infatti, le carene nuove del box di Borgo Panigale, unite anche a un telaio evoluzione. La squadra bolognese ha iniziato la tre giorni di prove in Thailandia forte dei dati a disposizioni dalla sua scuderia in Superbike (le derivate di serie corrono a Buriram da tre anni).

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Jorge Lorenzo, però, è stato meno incisivo di Sepang, dove aveva segnato il primato della tre giorni. Il maiorchino ha lavorato molto sia all’interno del box sia in pista, provando una nuova soluzione aerodinamica diversa e chiudendo al decimo posto. Danilo Petrucci e Jack Miller sono rispettivamente sesto e settimo davanti a Valentino Rossi, che oggi ha festeggiato 39 anni. Più arretrato il suo compagno di squadra Maverick Viñales, in 11° posizione.

Dietro la seconda M1 2018 c’è Johann Zarco con la Yamaha Tech 3 dotata del telaio 2016 e del motore 2017. Non male il debuttante assoluto malese Hafizh Syahrin, che per la prima volta ha avuto modo di provare una MotoGP affiancando il francese in Tech 3. Difficoltà per la KTM, che per questi test ha dovuto rinunciare a Pol Espargaró per via di un infortunio rimediato a Sepang. La RC16 è stata portata in pista da Bradley Smith e Mika Kallio, tester e collaudatore della marca di Mattighofen e protagonista anche di una caduta con conseguenti accertamenti al centro medico.

Rossi non ha nascosto un po’ di preoccupazione sulla nuova Yamaha M1: “Sono abbastanza preoccupato perché mi sembra che i nostri tecnici stiano facendo molta fatica con la centralina della Magneti Marelli – ha rivelato il Dottore ai microfoni di Sky Sport –. Certo, non parliamo di telaio, forcellone o motore, ma di numeri, quindi i problemi sono risolvibili in meno tempo, ma per ora non è così facile. Dobbiamo lavorare molto per migliorare l’elettronica, perché in accelerazione Honda e Ducati sono più veloci di noi. Iniziano a essere in molti quelli che vanno forte e se si vuole lottare per il podio bisogna fare uno step in più”. Quanto al nuovo tracciato thailandese“Mi è piaciuto, la prima sensazione non è male. È una pista tenuta bene ed è molto pulita, c’è un buon grip”.