Motegi – Alba radiosa in Italia quando in questa zona del Giappone a pochi chilometri da Tokio erano quasi le 15:00. Acclamato dal suo popolo festante Valentino VIII è salito sul trono che aveva lasciato due anni fa a due ambiziosi usurpatori, Hayden e Stoner, oggi tornati sotto il giogo dell’Imperatore nei cui confini il sole non tramonta mai.
Grande, grandissimo, incommensurabile Valentino Rossi per l’ottava volta campione del mondo della due ruote, sei volte nella classe regina. E ancora una volta Demolition Man. Altro che Dottore! In partenza è stato come se avesse voluto vedere chi erano quelli che avrebbero osato mettersi tra lui e il titolo iridato in anticipo di tre gare. Quando è stato sfilato e si è trovato in quinta posizione con Stoner davanti a tutti a tentare subìto la fuga Vale ha cominciato la sua opera demolitrice. Il primo a cadere sotto i suoi colpi micidiali è stato il compagno di squadra Jorge Lorenzo, in rapida successione l’usurpatore del 2006 Nick Hayden. Davanti Stoner e Pedrosa battagliavano e sembrava avesse allungato per tenerlo a distanza. La lotta tra i due che a un certo punto ha messo davanti Pedrosa dopo qualche giro ricuperato da Stoner lo ha agevolato. Vale è arrivato come un falco su Pedrosa e lo ha gelato con uno dei suoi sorpassi impossibili. Quindi ecco Stoner che tentava la fuga ma puzzava già di cadavere, di ex campione del mondo. Demolition Man lo ha tallonato illudendolo. Fino a 11 giri dalla conclusione quando “ragazzino mettiti da parte e lasciami passare” lo ha infilato come un pollo, anch’egli in una curva impossibile. Da qui in avanti il volo radente del jet Rossi verso il traguardo. Inesorabile fino alla conclusione quando il cronometro ha segnato per Stoner il distacco di 1 secondo e 943 millesimi. La media del distacco in 11 giri è presto fatta: oltre 176 millesimi a giro! Anche l’usurpatore del 2007 è stato umiliato.
In questa stagione 8 vittorie sulle 15 gare fin oggi disputate. La quinta consecutiva, dopo il trittico Cina-Francia-Italia. Gli sono sfuggite Qatar, Gran Bretagna, Olanda e Germania (Stoner); Spagna e Catalunya (Pedrosa); Portogallo (Lorenzo). Ma è andato sempre a punti: quattro volte secondo, una volta terzo, una volta quinto, una volta undicesimo. Nessuno come Rossi in questa stagione.
Riprendo il filo del discorso della gara. Dietro, Lorenzo dopo una prima battaglia con Hayden che lo aveva superato è tornato quarto e ha cominciato la manovra di avvicinamento a Pedrosa per salire anch’egli sul podio nel giorno del trionfo mondiale di Valentino VIII. C’era quasi riuscito, quando era sembrato potesse sfilare all’interno in una curva lo spagnolo. I due si sono toccati ma sono rimasti in sella. Per Lorenzo nulla da fare, sarà quarto.
Per la Honda, che correva sul suo circuito, una giornata nera che sarebbe stata nerissima se Lorenzo avesse sfilato Pedrosa. La Yamaha l’ha presa a schiaffoni. Pedrosa terzo e Hayden quinto non possono essere posizioni soddisfacenti per il vertice della Honda convenuto a Motegi, forse fiducioso di un exploit della sue moto, come lasciava immaginare la griglia di partenza dalla quale Pedrosa e Hayden muovevano dalla prima fila.
Le avvisaglie del trionfo di Rossi si erano avute nel corso del warm up quando s’era messo davanti a tutti col migliore tempo di 1’47”263, 324 millesimi più veloce di Pedrosa, 650 di Stoner, 879 di Lorenzo e 1”160 di Hayden. E nel trionfo ha indossato la maglietta con scritto “scusate il ritardo” sotto un grande orologio che segnava le 8. (ora italiana 09:00)

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Girolamo Cimarosti
Eoliano di Lipari, appassionato di motori e particolarmente innamorato delle due ruote. L’altra sua passione è la musica classica. Verdi, Puccini, Bellini e Rossini sono i suoi preferiti. Suona discretamente il pianoforte. Il richiamo della MotoGP per lui è irresistibile.