Indianapolis – Rossi doveva mettere il sigillo al campionato negli Usa. Ha firmato la fidejussione per Lorenzo che lo autorizza a sperare ancora nella conquista del titolo mondiale. Semplice ma vero. Rossi è caduto dopo essere stato superato da Lorenzo, ha tentato il rientro ma la sua moto non poteva garantirgli alcuna rimonta e si è ritirato. Prima del Dottore era caduto Pedrosa, che però ha potuto rimontare fino al decimo posto. Così Lorenzo si è trovato da solo a fare l’assolo che nessuno si aspettava. Il ritardo di 25 punti, a cinque gare dalla fine, resta importante. Ma Valentino farà bene a non sbagliare più da qui alla fine se vuole centrare il nono Mondiale. Ci si consola con il secondo posto di Alex De Angelis, un pilota che dopo il Sachsenring pare aver trovato anche la continuità che gli era sempre mancata. Ai piedi del podio, dietro a Nicky Hayden, terzo con la Ducati, anche un Andrea Dovizioso in rimonta.
La gara si è messa subito secondo le previsioni. Pedrosa è scattato bene dalla pole e ha girato nettamente davanti a Valentino, che approfitta di una partenza non impeccabile di Lorenzo. Dietro de Angelis ed Edwards battagliano per la quarta posizione.  Nel corso del quarto giro, proprio quando sembrava guadagnare un piccolo margine su Rossi  Lorenzo, Pedrosa perde l’anteriore mentre il suo ginocchio tocca l’asfalto e si corica. Grave errore dello spagnolo. Non il primo purtroppo. Dani poi risale in moto e chiude decimo. Si ripropone il duello tra Rossi e Lorenzo. Vale dopo quasi 8 giri non si oppone al tentativo di sorpasso del compagno-rivale e comincia a seguirlo come un’ombra. Ora Lorenzo forzerà, si pensa, a farà uno dei suoi errori che gli sono costati tante cadute. Invece accade quello che nessuno si aspettava di vedere: cade Valentino al nono giro, perde la moto nell’impostare una curva verso destra dopo esser finito un po’ fuori traiettoria nella staccata e aver preso dello sporco. La M1 schizza via sul prato. Valentino prova a ripartire ma deve alzare bandiera bianca: la manopola destra del gas è andata. Jorge Lorenzo, con più di metà gara da disputare, può dormire sonni tranquilli. Nessuno può impensierirlo e lo spagnolo gira senza forzare. Dietro, molto dietro, Colin Edwards perde qualche colpo e de Angelis si impegna per tenere dietro il redivivoHayden, mentre Dovizioso resta quarto. Ultimi giri con posizioni gessate. Cadono Canepa e Melandri. Lorenzo vince davanti a de Angelis, mai così in alto in MotoGP, e Hayden che riporta la Ducati sul podio.
Valentino rimugina ai box e pensa già a Misano. <<Sono arrivato un pelo lungo alla curva 1 – dice il Dottore incazzato – e per ritornare in traiettoria mi sono portato troppo a sinistra, sullo sporco: appena ho inclinato la moto mi è partita. E’ stato un errore di linea. Comunque Lorenzo andava più veloce di me… Il vero problema è che abbiamo fatto troppa fatica in questo weekend a trovare l’assetto giusto>>.
Marco Simoncelli  con la Gilera ha vinto nella classe 250 davanti al giapponese Hiroshi Aoyama  con la Honda. Sul terzo gradino del podio è salito lo spagnolo Alvaro Bautista (Aprilia). Quinto Roberto Locatelli con l’altra Gilera. Raffaele De Rosa (Honda) ha chiuso in 11ma posizione.
Lo spagnolo Pol Espargaro (Derbi) ha vinto la sua prima gara della carriera aggiudicandosi nella classe 125. Sul podio anche l’inglese Bradley Smith (Aprilia) e Simone Corsi (Aprilia). Problemi per Andrea Iannone (Aprilia) che si e’ ritirato al penultimo giro. (ore 23:00 in Italia)

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Girolamo Cimarosti
Eoliano di Lipari, appassionato di motori e particolarmente innamorato delle due ruote. L’altra sua passione è la musica classica. Verdi, Puccini, Bellini e Rossini sono i suoi preferiti. Suona discretamente il pianoforte. Il richiamo della MotoGP per lui è irresistibile.